Sonno: anche un’ora in più regala il buon umore!

come affrontare il turno di notte

Le alterazioni del ciclo sonno-veglia comportano degli effetti negativi di lungo periodo sull’organismo degli infermieri, rischio che aumenta con il numero di anni di turnazione notturna.

Dormire anche solo un’ora in più, rispetto a quelle raccomandate può migliorare notevolmente la nostra salute mentale, così tanto da regalarci anche un giorno in più di buon umore, completamente libero da ansia e depressione. Effetto contrario si ha ovviamente se sottraiamo ore preziose al nostro riposo.

Anche 60 minuti in più di riposo possono bastare a ridurre il rischio di sviluppare irrequietezza e sintomi depressivi. A rivelarlo è uno studio che ha coinvolto quasi 21 mila individui, pubblicato su Neurology, Psychiatry and Brain Research e condotto da Collins Ordiah della Georgia Southern University (USA).

Lo studio

Gli esperti hanno sottoposto al campione di volontari dei questionari per studiarne l’umore e le abitudini al sonno; in più hanno chiesto loro di compilare un diario in modo da saper dire quanti giorni al mese si sono sentiti di cattivo umore, afflitti da un senso di disperazione, da irrequietezza, sintomi di ansia e depressione. Ebbene è emersa una stretta correlazione tra qualità della salute mentale e sonno.

Il mobbing infermieristico

Il mobbing infermieristico

Mauro Di Fresco, 2014, Maggioli Editore

"Sono stato mobbizzato nel 1994."Ho subito 10 procedure disciplinari in un anno e le ho vinte tutte perché, durante i 270 giorni di sospensione dal servizio, ho messo mano ai libri di diritto."Avevo rifiutato di preparare e portare una tazza di latte ad una paziente perché, secondo il mio...



Un’ora extra di sonno rispetto alla durata raccomandata regala quasi un intero giorno in più di buon umore e riduce il rischio di soffrire di sintomi depressivi e ansiosi, di irrequietezza. Viceversa perdere anche solo un’ora di sonno a notte rispetto al tempo raccomandato aumenta del 60-80% il rischio di manifestare sintomi depressivi e ansiosi.

Fonte: http://www.popsci.it/

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