Educazione alla dialisi peritoneale al domicilio del paziente

dialisi peritoneale al domicilio del paziente

Questo è il post che completa tutto quello che si poteva dire sull’assistenza infermieristica al paziente in dialisi peritoneale. Ma cosa è il training? Qual è il ruolo dell’infermiere sulla dialisi peritoneale al domicilio del paziente? 

Il training è quel processo di apprendimento, attraverso il quale, l’infermiere coinvolge il paziente, rendendolo abile nella gestione della propria dialisi peritoneale quotidiana, in completa autosufficienza e nella massima sicurezza clinica.

L’infermiere in quest’ambito, svolge prevalentemente uno tra i ruoli che maggiormente caratterizzano il profilo professionale di ogni infermiere, quello d’insegnante ed educatore, che deve possedere: Motivazione, esperienza, conoscenze tecnico-scientifiche, destrezza e sicurezza nella manualità, capacità di ascolto, di comunicazione e di empatia.

L’infermiere usa diversi strumenti per standardizzare il training con i pazienti, può usare le linee guida e plasmarla secondo il bisogno del paziente e il proprio background professionale, cartella infermieristica, protocolli aziendali, audiovisivi, dépliant, manuali per dialisi, programmi multimediali, ecc. Il protocollo si può suddividere in tre fasi:

Raccolta dati

Consente di valutare il grado di autonomia e quindi l’idoneità del paziente al trattamento, ovvero la possibilità per il paziente di eseguire la dialisi peritoneale al domicilio.

L’assistito deve possedere : Assenza di tremori e mutilazioni; igiene e cura della propria persona; scarsa ansia; desiderio di autonomia e di gestione della propria malattia; inserimento in un nucleo familiare; abitazione con servizi adeguati;

Training teorico

  • L’infermiere espone al paziente le seguenti informazioni in modo semplice e chiaro:
  • Scopo e fisiologia della dialisi peritoneale
  • Necessità dell’impianto di un catetere peritoneale
  • Ritmo della dialisi
  • Igiene e cura del proprio corpo
  • Concetto di sterilità, norme dell’asepsi da adottare nell’esecuzione delle manovre dialitiche. Corretto uso dei disinfettanti.
  • Complicanze infettive e meccaniche, quali sono e come riconoscerle.
  • Supporto dietetico e farmacologico. Controllo del peso giornaliero
  • Controllo della pressione arteriosa e compilazione di un relativo diario.
  • Corretta conservazione del materiale in dotazione
  • Corretta compilazione della propria scheda di dialisi
  • Preparazione del luogo di lavoro, che deve rispondere a requisiti di pulizia, igiene e illuminazione.

Training pratico alla corretta dialisi peritoneale

L’obiettivo è di insegnare al paziente come eseguire le tecniche di dialisi peritoneale in maniera autonoma e corretta. Una prima parte si effettuerà in ambulatorio grazie a una serie di mezzi didattici:

  • Pancia finta: è un grembiule con un rivestimento in plastica che si può riempire di liquido per simulare e quindi far visualizzare la metodica.
  • Manifesti e dépliant: dove sono spiegate in maniera illustrata e con linguaggio semplice e chiaro le tecniche da eseguire.
  • Audiovisivi e programmi multimediali: il paziente vede a schermo le effettive tecniche da eseguire.

Un manuale infermieristico:

L’infermiere

L’infermiere

Cristina Fabbri - Marilena Montalti , 2015, Maggioli Editore

L’ottava edizione di questo apprezzato manuale affronta in modo ampio ed esaustivo tutte le problematiche presenti all’interno dei sistemi sanitari assistenziali con una metodologia moderna e di grande efficacia operativa.Per le sue caratteristiche, infatti, questo manuale...



Successivamente quando sono state somministrate tutte le possibili informazioni si effettueranno delle vere prove pratiche insieme con il paziente. Quando il paziente ha memorizzato i vari passaggi ed ha acquisito la manualità necessaria:

  • prima esegue lo scambio con l’infermiere,
  • poi completamente da solo.
  • Infine l’educatore insegna a esaminare, medicare, l’exit-site, e fissare bene sull’addome il catetere-set.

Il training può considerarsi concluso quando l’infermiere verifica che:

Il paziente è in grado di eseguire lo scambio e la medicazione con sufficiente automatismo e serenità. Oppure egli stesso dichiarerà di sentirsi autonomo.

Una volta che il paziente è diventato esperto della tecnica del cambio del sacchetto, egli viene informato su ulteriori misure necessarie:

  • Uso del diario di dialisi: vanno spiegati i rapporti tra introduzione e scarico dei liquidi e la necessità di registrare ogni variazione di questi nonché le modifiche di peso, la diuresi residua ed i controlli della pressione arteriosa.
  • Vanno fornite informazioni sul significato della quantità del dializzato e sulla sua concentrazione di glucosio e potassio. La composizione della soluzione della dialisi peritoneale dipende dal quadro clinico del paziente; solitamente in pazienti adulti, trattati con CAPD, avvengono quotidianamente 4 cambi di sacchetti (cioè uno ogni 6 ore) ognuno da 2 litri.

Infine, sarà cura dell’infermiere valutare periodici follow up sia a casa del paziente sia telefonici. Scopo è quello di verificare il corretto proseguimento autonomo della terapia dialitica e il maggior senso di autonomia dell’assistito possibilmente raggiungibile.

Continua ad informarti su:

Dialisi Peritoneale: Guida Completa all’Assistenza Infermieristica

 

 

 

Condividi
Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Desenzano del Garda. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO