Il Ddl Equo Compenso, dimenticato dalla Commissione Lavoro del Senato, ma voluto dalla Presidente Ipasvi

Barbara Mangiacavalli, (Ipasvi) e l'equo compenso

Chiaro il messaggio della Presidente della Federazione nazionale Ipasvi, Barbara Mangiacavalli la quale, in un suo messaggio ha voluto evidenziare la necessità di inserire nel disegno di legge inerente all’equo compenso e responsabilità delle professioni, (DDl 2858) il richiamo alla disciplina specificatamente dedicata alla professione infermieristica.

Molte le professioni che possono contare su questo paletto normativo, tra queste però non c’è quella infermieristica; il rischio che si corre a causa del mancato inserimento nel disegno di legge è quello di veder saltare anche questa chance di implemento della tutela degli infermieri.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

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La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio...



La richiesta così espressa dalla Presidente Ipasvi, alla commissione lavoro del senato è molto semplice e attiene proprio alla necessità di inserimento nella nuova disposizione al richiamo agli infermieri. Queste le parole della Presidente al riguardo:lo scatenarsi di una concorrenza selvaggia porta inevitabilmente, soprattutto i giovani, ad accettare remunerazioni sottocosto che sviliscono l’operato dell’intera categoria.

Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce il riferimento all’equo compenso, soluzione questa che certamente non segna il punto di svolta definitivo per colmare la misura di alcune lacune endemiche al sistema Italia nella sua interezza, ma che potrebbe fornire uno strumento di protezione comunque valido.

Limitare il nuovo regime solo ad alcune categorie professionali escludendo, nei fatti, quella infermieristica, rappresenterebbe un ulteriore aggravio per gli infermieri già costretti alle retribuzioni “da fame” di alcune cooperative. Per questi professionisti sanitari il Ddl 2858 sull’Equo compenso, potrebbe essere uno scudo difensivo contro i salari estremamente bassi (si parla di 5-7 euro l’ora) recepiti in alcune strutture.

Il tema della giusta retribuzione professionale si pone così all’interno di uno scenario di crescita della categoria e non solo. La battaglia iniziata già da qualche tempo sulla scorta della grave crisi economica che ha investito soprattutto le nuove generazioni affacciatesi al mondo del lavoro è una faccenda che riguarda tutti. Le difficoltà enormi di chi, costretto dalla necessità di sopravvivere, accetta il compromesso di una retribuzione non all’altezza delle competenze acquisite è una sfida che deve essere vinta per la tutela di tutte le fasce di lavoratori.

Le situazioni di squilibrio nei rapporti contrattuali tra i professionisti iscritti a un ordine o collegio professionale e i committenti devono quindi venir meno. CI si augura che a seguito dell’invito della Presidente Ipasvi, la soluzione di buon senso dell’Equo compenso entri a far parte della nuova legge, queste le parole della Presidente Mangiacavalli: “Con la piena convinzione che tale novella potrà arrecare importanti benefici a tutte le professioni ordinistiche e con l’intento di dissolvere qualsiasi dubbio in merito all’ applicabilità della norma anche agli  infermieri,   appare   opportuno  per  la  Federazione   nazionale  Collegi  Ipasvi  suggerire  l’inserimento all’art. 2 del richiamo alla disciplina specificamente dedicata alla professione infermieristica, ossia del decreto del ministero della Salute n.165 del 2016”.

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esperto di diritto sanitario, copywriter, scrittore. amo curiosare fra gli aspetti sempre nuovi di ciò che ancora ho da scoprire, perdermi e ricominciare.

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