Interventi assistenziali per la gestione dell’alvo nella persona anziana

gestione dell'alvo nella persona anziana

La gestione dell’alvo nella persona anziana si connota in particolare per la difficoltà a mantenere l’equilibrio tra alvo stitico e diarroico. La responsabilità dell’infermiere è quella di sviluppare competenze nella scelta e nell’applicazione di interventi assistenziali per il recupero della funzione intestinale, per la riduzione del malessere fisico, del disagio psicologico della persona assistita, in particolare fragile ed anziana.

Quali sono i più importante interventi raccomandati?

1) L’introduzione di liquidi dovrebbe essere compresa tra 1500-2000 ml al giorno. Incoraggiare l’anziano ad assumere piccoli sorsi di liquidi durante tutta la giornata, e ogni qualvolta sia possibile, a minimizzare le bevande alcoliche e a base di caffeina. (Livello di evidenza = 3)

2) L’assunzione di fibra dovrebbe variare da 25 a 30 grammi/die. L’introduzione di fibra dovrebbe essere gradualmente aumentata una volta che l’anziano assume liquidi in modo costante nell’ordine di 1500 ml/24 ore. La consultazione di un dietologo è altamente raccomandata. (Livello di evidenza = 3)

ATTENZIONE !! Una dieta ricca di fibre è controindicata nelle persone immobili.
Anche se aumentando la fibra dietetica è possibile migliorare la consistenza e le dimensioni delle feci, i soggetti immobili possono avere difficoltà ad espellerle. Inoltre, si può presentare anche ritenzione fecale a livello del retto e incontinenza, specialmente se non vi è alcuna opportunità o capacità di favorire i momenti dedicati all’evacuazione.

3) La posizione squat dovrebbe essere usata per facilitare il processo di defecazione. Per gli anziani che non sono in grado di usare il bagno (es. costretti al letto) simulare la posizione accosciata (squat) mettendo la persona sdraiata nella posizione laterale sinistra, curvando le ginocchia e avvicinando le gambe verso l’addome. (Livello di evidenza = 3)

4) Sono stati valutati diversi approcci non farmacologici alla costipazione, inclusi massaggi, esercizio e biofeedback. Pochi studi hanno valutato l’efficacia del massaggio all’addome da solo o in combinazione all’esercizio nelle persone costipate, ma ci sono poche evidenze a supportarne l’uso.

L’esercizio è parte integrante dei programmi di gestione intestinale e la mancanza di attività fisica è un fattore significativo per lo sviluppo della costipazione in alcune persone. L’efficacia dell’esercizio come intervento per prevenire o trattare la costipazione, tuttavia, non è stata ancora dimostrata.

5) 30-50% degli anziani usa regolarmente lassativi e le percentuali sono ancora maggiori in caso di ricovero o istituzionalizzazione. I principali lassativi presenti in commercio sono: osmotici, di massa, stimolanti ed  emollienti.

  • Lassativi osmotici (Movicol, Selg, Macrogol ecc.) : AUMENTANO IL CONTENUTO DI ACQUA NELLE FECI, sono soluti scarsamente assorbibili che per la loro azione osmotica, trattengono un elevato volume di fluidi nel lume intestinale (Livello di evidenza = 1);
  • Lassativi stimolanti (Pursennid, Xprep, Guttalax, Verecolene ecc. ): AUMENTANO LA MOTILITA’ INTESTINALE stimolando la mucosa intestinale (Livello di evidenzia = 3);
  • Lassativi di massa (Fibogel, Metamucil, Normacol ecc: ): TRATTENGONO ACQUA E IONI NEL LUME INTESTINALE aumentando la sofficità ed il volume delle feci, PROMUOVONO LA CRESCITA DELLA FLORA BATTERICA residente aumentando ulteriormente la massa fecale(Livello di evidenza = 3);
  • Lassativi emollienti (olio di ricino, paraffina liquida, Coloxyl ecc.)  RENDONO SOFFICI LE FECI promovendo la formazione di un’emulsione del materiale fecale con acqua e lipidi. (Livello di evidenza = 3)

I lassativi formanti massa sono considerati di norma come trattamento di prima scelta, ma spesso sconsigliabili nel paziente anziano perché necessitano di un incremento nell’assunzione di fluidi. I lassativi osmotici diventano pertanto il trattamento di prima scelta, da preferire ai lassativi stimolanti.
In considerazione del fatto che i lassativi osmotici possono richiedere molto tempo prima di mostrare la loro efficacia è possibile utilizzare i lassativi stimolanti .

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6) Se il problema è legato, non al transito fecale ma alla forza propulsiva inadeguata sarà importante valutare l’applicazione di alcune manovre evacuative:

  • ATTIVAZIONE DEL TORCHIO ADDOMINALE: per aumentare la pressione endo- addominale
  • STIMOLAZIONE ANALE ESTERNA: il movimento circolare del dito lubrificato lungo lo sfintere esterno striato ne determina il rilasciamento;
  • STIMOLAZIONE DELL’AMPOLLA RETTALE/DIGITAZIONE: l’introduzione del dito lubrificato o della sonda rettale a livello dell’ampolla determina la contrazione dell’ampolla e l’espulsione delle feci (RIFLESSO ANOCOLICO;
  • SVUOTAMENTO MANUALE DELL’AMPOLLA: rimozione delle feci manualmente DIGITOCLASIA (frantumazione del fecaloma;
  • APPLICAZIONE DI MICROCLISMI: i microclismi pronti per l’uso (detti a basso volume) sono composti da 100-200 ml di soluzione iperosmolare;
  • APPLICAZIONE DI ENTEROCLISMI CON SONDA RETTALE: somministrazione di 700-1.000 ml di soluzione isotonica (fisiologica) mediante l’uso di una sacca per clistere (apparecchio del Catani) e sonda introdotta per 7/10 cm in direzione dell’ombelico con movimento rotatorio.

Autore: Gianluigi Romeo

 

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