Robot Infermieri: la Disoccupazione tecnologica in Sanità

robot infermieri nel futuro

Ancora qualche anno e la cosidetta quarta rivoluzione industriale spazzerà milioni di posti di lavoro. Molti esperti e giornalisti ogni giorno ci documentano le conseguenze di una totale automazione del mondo del lavoro, conseguenze che alcuni dipingono come idilliaca la società in cui si lavorerà meno e si faranno solo lavori interessanti e poco faticosi mentre altri “pittori” un futuro prossimo ma distopico in cui l’unico dato certo è una diffusa disoccupazione. Stime parlano del 50% del totale della popolazione attiva. Ma nel nostro lavoro i robot infermieri potrebbero sostituirci?

Algoritmi(software), robot e stampa 3d.

Sono questi gli amici (o nemici) che sostituiranno l’intelletto, la creatività e la forza fisica dell’uomo?

Disoccupazione tecnologica. Fino a qualche anno fa una qualunque multinazionale (ad esempio un produttore di automobili) dava lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori al mondo producendo miliardi di utili. Ad oggi invece una delle aziende più redditizie e famose come Facebook fa miliardi di dollari all’anno impiegando soltanto 7000 dipendenti, tutto questo non fa ben sperare!

E in sanità? Chi ruberà il lavoro agli infermieri? I robot infermieri!

Non ne siamo ancora certi, molte classifiche internazionali come quella dell’Osservatorio europeo dei posti di lavoro vacanti ci posizionano molto bene per longevità ed opportunità professionali. Ma come esserne sicuri? Possiamo fare solo delle supposizioni partendo dai dati in possesso e provare a fare deduzioni logiche.

Infermiere

tutti noi conosciamo il nostro lavoro, quanto e come esercitiamo il nostro intelletto, la nostra capacità organizzativa, gestione dello stress e problem-solving ma anche l’energie spese nel lavoro

Robot infermieri

Non mentiamo a noi stessi, un qualunque datore di lavoro (che sia un privato o lo Stato) a parità di efficacia ed efficienza, produttività e raggiungimento dei risultati richiesti tra un infermiere in carne e ossa e un ipotetico e perfetto automa-infermiere sceglierà quello che gli costerà meno e che gli darà meno problemi: Malattie, gravidanze, sindacati, ferie, non fanno protendere verso scelte umani.

Robot che potrebbero lavorare in reparto

 

Robot che aiutano gli anziani al domicilio

 

Quindi? Siamo al sicuro?

Da quello che sembra, i titoli dei giornali rimangono solo delle speculazioni, i robot ad oggi, nelle migliori delle ipotesi, non possono che fare da supporto all’attività infermieristica. I video proposti, ad oggi, sono dei progetti più inerenti e pensati per l’ambiente ospedaliero, altri progetti non credo possano promettere molto di più di semplici robot che sollevino pazienti o che aiutino i pazienti in semplici attività domestico-alberghiere.

Altri strumenti come il futuristico supercomputer Watson sono pensati per sostituire o coadiuvare, eventualmente, i medici durante la fase di diagnosi, quindi anche questa attività ci è estranea.

Conclusione: l’infermiere rimane dov’è.

L’infermiere deve gestire migliaia di input diversi e risolvere molteplici problemi contemporaneamente, farlo velocemente e bene. Inoltre, indispensabile per il paziente, e difficile che potrà ottenere da un robot una risposta emotiva: l’ansia che precede un intervento chirurgico non potrà mai essere gestita da un robot, per quanto lo stesso automa sia in grado di riconoscere la mimica umana e rispondere con un messaggio appropriato non sarà mai capace di rispondere ad un bisogno essenziale come il rapporto umano per il fatto stesso che il robot-infermiere, umano non lo è e quello che chiede il paziente, spesso non è un’informazione ma empatia.

Inoltre non è stata ancora risolta la questione legale di chi si debba prendere in carico la responsabilità in caso di incidenti provocato dalla macchina: l’azienda, la ditta produttrice o il sanitario?

Occhio clinico, creatività, empatia, previdenza, manualità non sono ad oggi sostituibili da un robot infermiere, per quanto sofisticato. Quindi la mia conclusione è che non c’è niente da temere, l’infermiere in quanto responsabile dell’assistenza non potrà essere deposto dal suo ruolo. Credo invece, che gli automi ci aiuteranno quando utili; facciamo degli esempi:

  • sollevare i pazienti negli spostamenti letto-carrozina e viceversa.
  • consegnare la terapia al paziente autosufficiente
  • distribuire e consegnare il vitto e acqua ai pazienti
  • mantenere l’igiene dei locali
  • sorvegliare i pazienti
  • avvertire l’infermiere in caso di emergenza, chiedere aiuto ai colleghi
  • ricordare note: “fra 10 minuti, cambiare la posizione al paziente x”
  • assistere il paziente con stimolazioni cognitive
  • ecc…

Possiamo supporre che per l’infermiere l’introduzione di robot nei reparti potrebbe e dovrebbe essere visto come un vantaggio. Piuttosto è prevedibile nella figura del personale di supporto una riduzione della sua presenza in quanto ad oggi tali mansioni sono per lo più affidate a loro, quando presenti.

Solo il tempo ci darà ragione o torto, anche se è facile sperare che i cambiamenti siano altri: a quanti infermieri piacerebbe fare due chiacchere nei momenti di relax con un automa che ti guarda con due led monoespressivi e non ti risponde che con frasi fatte? 😉

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