Gli infermieri americani in prima fila per il riordino della sanità pubblica

gli infermieri statunitensi e la lotta per cambiare la sanità

 

E’ a Chicago che si è tenuto all’inizio di giugno il People’s summit, una grande riunione dei progressisti americani a cui importa un futuro politico del pianeta del tutto contrastante rispetto alle tendenze di cambiamento attuali sempre meno solidali ed elitarie.Il nodo cruciale nonché il messaggio divulgato e declinato in vari interventi e su varie azioni e prospettive è Il Prendersi Cura dell’altro.

Questa filosofia di vita, questa nuova e radicale mentalità è ciò che da sola può condurre ad una vera rivoluzione pacifica e culturale. E’ ciò che l’essere umano non è riuscito a fare negli ultimi secoli, prendersi cura della Terra e dei suoi abitanti, perciò per quanto possa sembrare banale e puerile un simile slogan, in realtà è la sintesi lampante di un intero capovolgimento, strutturale, collettivo e singolare.

Non è un caso, anzi è perfettamente logico, che il motore del People’s summit sia stato il National nurses united (Nnu), il principale sindacato degli infermieri statunitensi che ha più di 150.000 iscritti nel paese federale guidato da Donald Trump.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



 

Come società dobbiamo decidere non solo quali atrocità sono intollerabili, ma anche cosa siamo pronti a costruire per combattere queste atrocità, hanno più volte espresso i quattromila partecipanti al congresso, coinvolti per giorni in work shop e discussioni che hanno diffuso un clima propositivo e sempre profondamente realistico del cambiamento praticabile.

Ogni professionista della cura, come ogni altro partecipante, si è trovato ad annuire davanti alla richiesta di un sovvertimento nel modo in cui organizziamo la politica economica, quella ambientale, la giustizia razziale e molto altro, nello stesso modo in cui si annuisce davanti a un medico che ci spiega la cura per una grave malattia. L’urgenza di questa fase della storia umana lo impone e corrisponde inequivocabilmente alla metafora del grave male che affligge il pianeta e la società umana, tentata d’intraprendere percorsi di guarigione triviali, fallimentari e per nulla scientifici.

 Non possiamo limitare il nostro sostegno al letto d’ospedale. Dobbiamo allargarlo, perché vogliamo evitare che la gente arrivi in ospedale. Vogliamo sostenere la prevenzione. Vogliamo tenere le persone lontane dalle prigioni, perché il denaro speso per incarcerare la gente potrebbe essere impiegato nel sistema sanitario e per quello scolastico”; queste parole sono solo uno stralcio delle affermazioni di Deborah Burger, copresidente dell’Nnu, che disegna un nuovo mondo possibile a partire dal nostro impegno, dal nostro effettivo contrasto alle strategie di impoverimento e subordinazione, non solo materiale, ma anche culturale, in tema di diritti, inclusione e potere creativo.

L’immaginazione e lo spirito critico possono darci quell’autonomia di pensiero circa la realizzazione di un progetto di vita libero, ma soprattutto è necessario non accettare le soluzioni presentate dal consesso politico-finanziario come inevitabili ed uniche: la strada della felicità condivisa non ha mai un solo sentiero angusto e preclusivo.

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esperto di diritto sanitario, copywriter, scrittore. amo curiosare fra gli aspetti sempre nuovi di ciò che ancora ho da scoprire, perdermi e ricominciare.

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