Cos’è l’infermiere di famiglia e perché non è ancora riconosciuto in Italia?

infermiere di famiglia

L’approdo in Italia della figura professionale dell’Infermiere di famiglia è un percorso iniziato anni fa e mai concluso. Si è iniziato a parlare di infermiere di famiglia a livello nazionale nel Dicembre del 2014 attraverso una proposta di legge volta a modificare il decreto Balduzzi, a seguito del quale è stata introdotta questa particolare figura.

Il riconoscimento dell’infermiere di famiglia

La norma in esame prevedeva il pieno riconoscimento nell’ambito dell’assistenza territoriale dell’infermiere di famiglia quale soggetto in grado di tutelare sa salute dei cittadini. Un percorso questo che, come anticipato, non ha però portato alla concreta nascita di una tale figura nel nostro ordinamento.

Perché l’attivazione della figura professionale dell’Infermiere di Famiglia è così importante?

L’infermiere di famiglia è quel professionista in grado di prestare i propri servigi proprio dove necessita maggiormente una costante attenzione agli aspetti più delicati della vicenda sanitaria e umana del paziente.

Il professionista in questione, pone la propria attenzione e presta la propria competenza e professionalità al servizio della salute dell’intera famiglia, che in questo modo può contare su un responsabile delle cure domiciliari, al fine di rendere migliore la qualità di vita di ogni singolo elemento che la compone.

Una figura determinante perché posta in relazione alle dinamiche più delicate della salute dei cittadini, che spesso trovano unica possibilità di ottenere assistenza nei soli strumenti del pronto soccorso, intasando di fatto gli ospedali.

Chi è l’infermiere di famiglia?

L’infermiere di famiglia è colui il quale fornisce ai cittadini gli strumenti assistenziali utili per sostenere il peso di una malattia o di una disabilità cronica. Il suo è un lavoro realizzato a stretto contatto con l’utente, assistito presso la sua abitazione e tra le persone che compongono la sua famiglia.

Fine ultimo è quello di migliorare gli aspetti attinenti alla salute del paziente aiutando ad evitare comportamenti che possano peggiorarne le condizioni o affliggere se stesso o i componenti familiari, un lavoro giocoforza da realizzarsi nel tempo, inserendosi nelle dinamiche più delicate delle fasi della malattia. dal punto di vista organizzativo l’infermiere sarebbe responsabile di un numero stabilito di famiglie

Una realtà di successo in altri paesi, ma ancora quasi inesistente in italia.

Paesi come il Regno Unito o gli USA, possono contare già da tempo su queste figure, in particolare in Uk l’infermiere di famiglia ovvero il Public Healty Nurse, presta il suo servizio in grandi comunità e si occupa degli aspetti relazionali e pratici che riguardano il mantenimento e il supporto della salute del paziente.

Situazione similare anche negli Usa dove il Family Nurse Practitioner, che solitamente agisce sotto la supervisione di un medico si occupa della salute della famiglia, ponendo le basi alla riabilitazione educativa del paziente qualora fosse richiesto e più in generale attività di supporto nell’assistenza sanitaria.

Vuoi saperne di più sull’infermiere di famiglia?

L\\\' infermiere di famiglia e di comunità

L\\\' infermiere di famiglia e di comunità

Flavio Paoletti, Maila Mislej, 2008, Maggioli Editore

Nella dialettica tra comunità, persona, famiglia e sistema solidale, una dialettica oggi sempre più difficile a causa dei mutamenti demografici in atto, si inserisce l'infermiere di comunità e di famiglia: due aree di competenza differenziate e complementari, che obbligano a un ripensamento...



Ecco le aree di competenza che l’infermiere di famiglia avrebbe in Italia:

  1. prevenzione primaria, cioè riduzione dei fattori di rischio di malattia attraverso l’educazione sanitaria su dieta, uso di alcool e tabacco, attività fisica, la riduzione dei fattori di rischio di incidenti domestici ecc.;
  2. prevenzione secondaria, attraverso la promozione di test ed esami mirati a diagnosticare precocemente le malattie;
  3. prevenzione terziaria, concetto che racchiude tutti gli interventi utili ad evitare le riacutizzazioni di malattie croniche, inquadrabili nel modello del Chronic care model;
  4. interventi di assistenza infermieristica diretta in caso di necessità, ad esempio contestuali alla visita programmata.

Fonte: Ipasvi.

Al momento in Italia sono relativamente poche le realtà attive sul territorio tra cui da molti anni Trieste nel Servizio Infermieristico Aziendale (diretto dalla Dott.ssa Maila Mislej, già autrice di libri sul tema), altra esperienza è quella della regione Lombardia, dove il ricorso agli Infermieri di Famiglia, nasce nel 2014, nei due anni successivi, si è passato ad atri tre distretti Luino, Busto Arsizio, Desio e Biandronno.

Esperienze di un infermiere di famiglia:

Il Pianista: l’esperienza di un Infermiere di famiglia e di comunità con un paziente artista.

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Avvocato; giornalista pubblicista; copywriter. Esperto di diritto sanitario a seguito di un percorso formativo in ambito legale con il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Catania ed il successivo ampliamento delle conoscenze in ambito sanitario e giornalistico.

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