Dati Almalaurea Infermieri 2019: 72% occupati a un anno dalla laurea

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Quanti infermieri lavorano ad un anno dalla laurea? Questa è una domanda interessante che si pongono spesso studenti e futuri infermieri, neo-colleghi e professionisti che da qualche anno varcano le soglie dei reparti e del territorio.

Quanti infermieri lavorano ad un anno dalla laurea?

A rispondere ci pensano i Dati Almalaurea Infermieri 2019:

Il dato grezzo è che il 72% degli infermieri che si sono laureati lo scorso anno sono occupati ad un anno dalla laurea.

Limiti alla consultazione del database

Purtroppo questa percentuale include anche l’eventuale disoccupazione/occupazione delle professioni ostetriche in quanto la classe di laurea è la stessa e non è possibile scorporarne i dati in fase di consultazione.

Fortunatamente grazie alle leggi dei grandi numeri queste variazioni sono calmierate dal fatto che le ostetriche in rapporto agli infermieri sono nettamente minori e questo fatto permette di considerare questi valori quasi vicini a quelli reali.

I criteri di consultazione del database di Almalaurea

La ricerca dei dati, consultabile da tutti accedendo alla navigazione dei dati di Almaurea, è ricavata prendendo in esame dal database i seguenti criteri:

  • anno di indagine 2018
  • laurea di primo livello ad un anno dalla laurea
  • tutti gli atenei (quelli aderenti al Consorzio Almalaurea)
  • Classe di laurea: Professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche

Questi i dati recuperati interrogando il database di Almalaurea:  

I risultati dei Dati Almalaurea per gli Infermieri

11.479 laureati di cui solo l’80% ha risposto al questionario. Le donne sono ancora in maggioranza con quasi il 75% delle presenze, uno su quattro quindi è uomo.

Gli infermieri si laureano in tempo e relativamente giovani: 25 anni con pochi ritardi sui tempi di laurea. Poco meno del 23% lavora nel pubblico e di questi il 20% soltanto ha un contratto a tempo indeterminato. Per gli altri infermieri i contratti sono tra i più disparati e vari.

Formazione post-laurea e lavoro degli infermieri

Il 9% circa è iscritto ad un corso di laurea di secondo livello mentre poco più di un 1 infermiere su 100 è iscritto ad altro corso di laurea di primo livello (altra professione sanitaria?).

Meno del 50% considera la laurea magistrale utile o addirittura necessaria ad incrementare le chance lavorative; maggiore cultura o miglioramento l’obiettivo per le percentuali restanti.

Circa il 16% tra stage, collaborazione volontaria e corsi di formazione professionali posticipano l’ingresso nel mondo del lavoro con forme diverse dai soliti contratti lavorativi. L’11% invece frequenta master universitari di primo livello.

Dati almalaurea infermieri 2018

Retribuzione e qualità del lavoro

La retribuzione, 1.330€ netti mensili, nonostante la mole di lavoro e le responsabilità tipiche del nostro lavoro, è al di sopra della media nazionale di 994€.

Meno del 45% ha notato però un miglioramento nel proprio lavoro grazie alla laurea in infermieristica, resta comunque altissima, in percentuale d’intervistati, la convinzione che il percorso di studi gli abbia fornito competenze in misura elevata e la formazione ricevuta sia “molto adeguata”.

Fanno davvero gli infermieri?

Come capire che il lavoro che fanno i neolaureati sia davvero quello per cui si sono formati? Attraverso il dato “Efficacia della laurea nel lavoro svolto” che qui risulta molto efficace/efficace quasi nel 93% dei casi, sintomo di piena aderenza tra il proprio corso di studi e l’effettivo lavoro che si sta facendo, in questo caso l’infermiere.

Gli infermieri disoccupati

Come stanno invece i nostri colleghi più sfortunati? Almalaurea indica nel numero di 14,8% il tasso di disoccupazione degli infermieri su base ISTAT e secondo criteri specifici. Gli infermieri neolaureati che cercano il loro primo lavoro impiegano circa tre mesi prima di trovarlo.

Quasi sette infermieri su cento sono iscritti ad un corso di laurea magistrale per compensare alla mancanza di lavoro. Il 22% circa non lavorano e non sono iscritti ad altri corsi di formazione universitaria e in percentuali varie cercano.

Cosa fanno, allora, gli infermieri disoccupati che non continuano a studiare?

  • il 14,6% è in attesa di chiamata dal datore di lavoro
  • 11,4% specifica “motivi personali”
  • e solo l’1,7% è talmente disperato da avvertire mancanze di opportunità lavorative.
  • il 2,6% non lo specifica nemmeno.

Considerate questi dati attendibili? Oppure la vostra esperienza è racconta una realtà diversa da quella ricavata da Almalaurea? Scriveteci nei commenti e ne discuteremo!

Autore:

Dario Tobruk (Facebook, Twitter)

Fonti:

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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