Donna e Infermiera: il contributo civile e sociale come professionista

Donna e Infermiera il contributo civile e sociale come professionista
Donna e Infermiera il contributo civile e sociale come professionista

Lo scorso 12 maggio 2020 doveva essere una data celebrativa importante con cui festeggiare in tutto il mondo l’atteso bicentenario della professione infermieristica, professione ancora oggi prevalentemente femminile, ma la pandemia ha deviato l’attenzione su altre questioni prioritarie.

Anche l’OMS, insieme all’ICN, aveva predisposto tutto per la campagna denominata Nursing Now, ma un destino beffardo ha puntato i riflettori sull’Infermiere Eroe, sull’Infermiere che non avremmo mai desiderato essere.

Festa della Donna: ricordiamo le grandi infermiere-simbolo di cui andare fieri.

Come in tutte le disgrazie però, non tutto deve essere necessariamente ricordato e vissuto in maniera negativa, anzi, per certi versi, può essere stimolo di rinnovamento. Si può affermare che quest’anno le donne Infermiere sono state al centro dell’attenzione più che in tutto l’ultimo ventennio.

Oggi è la Festa della Donna, 8 marzo 2021, una giornata in cui alla festa può unirsi una riflessione sulla professione infermieristica al femminile. Ci fa onore elencare una serie di donne-Infermiere simbolo: premiate, impegnate, coraggiose, orgogliose, ma anche purtroppo maltrattate, violentate, uccise

Elena Pagliarini

Donna forte e coraggiosa. Fotografata l’8 marzo a Cremona da una collega addormentata sulla scrivania dopo un turno massacrante nella fase iniziale della pandemia. La foto iconica, oltre ad aver fatto il giro del mondo, la ritroviamo anche sul rapporto dell’International Council of Nurses (ICN) sugli effetti disastrosi che questa pandemia avrà sugli infermieri in tutto il mondo.

Alessia Bonari

Giovane infermiera toscana di 23 anni che lavora in un ospedale a Milano, il 9 marzo 2020 aveva postato un selfie del suo viso segnato da ore con la mascherina. E’ stata persino ospite il 3 marzo scorso della settantunesima edizione del Festival della canzone italiana al teatro Ariston di Sanremo.

Marina Vanzetta

Infermiera che lavora presso l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e operatrice del 118 di Verona, il 3 giugno 2020 veniva premiata direttamente dal Presidente della Repubblica Mattarella e insignita dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica per essersi distinta nel servizio alla comunità durante l’emergenza pandemica. Nella motivazione: ha soccorso una anziana donna e le è stata accanto fino alla morte.

Donne-Infermiere, che durante il periodo più grave della pandemia, purtroppo non ce l’hanno fatta:

Daniela Trezzi

34 anni appena, infermiera in pediatria al San Gerardo di Monza, ha sconvolto colleghi e pazienti. Positiva al tampone, confinata in quarantena, non ha retto al peso psicologico e al timore – sembra – di poter avere contagiato qualcuno.

Concetta Lotti

62 anni, infermiera all’Ospedale Asilo Vittoria di Mortara, in Lomellina, aveva accusato i sintomi di quella che sembrava una banale influenza, ma lei con la sua esperienza aveva probabilmente capito di cosa si trattasse. Forse era per non correre il pericolo di poter infettare qualcuno che si era chiusa in casa, dove l’hanno trovata senza vita.

Anna Poggi

Alla vigilia di Pasqua il virus se l’è portata via, Anna Poggi, genovese, che a pochi mesi ormai dalla pensione aveva scelto di prestare servizio sul fronte del reparto di medicina d’urgenza che nell’Ospedale Villa Scassi di Sampierdarena è stato riconvertito in avamposto Covid.

Annamaria Di Giacomo

56 anni, napoletana, lavorava in Neuropsichiatria infantile all’ospedale Vanvitelli dopo aver operato al Cto. E’ spirata poco dopo la metà di aprile 2020 nel reparto rianimazione dell’Ospedale Monaldi.

Edi Maiavacchi

Altro decesso quello di Edi Maiavacchi, 61 anni, stimatissima infermiera dell’Ospedale Maggiore di Parma. Dicono di lei donna attivissima, madre e moglie affettuosa.

Lidia Liotta

Caposala nella Rsa Villa Serena di Predore, nella Bergamasca. 55 anni, diceva per sdrammatizzare che un comandante non abbandona mai la nave. Ha combattuto contro la malattia per un mese, arrendendosi poco dopo la metà di aprile 2020.

Lucetta Amelotti

Infermiera 64enne di Garlasco (Pavia), è morta poche ore prima del marito, Carlo, anche lui portato via dal Covid. Lavorava in un laboratorio di analisi e in alcune case di riposo.

Antonella Patrone

Infermiera di Casoria che lavorava al Cardarelli di Napoli in prima linea nella lotta al Covid è morta a 57 anni il 19 nov 2020.

Donne Infermiere che hanno scritto la Storia:

Maria Cristina Luinetti

Nata a Cesate il 22 marzo 1959 e deceduta a Mogadiscio il 9 dicembre 1993, è stata la prima donna infermiera italiana, Volontaria del Corpo militare CRI, caduta in missione militare di pace all’estero.

Margherita Kaiser Parodi

Nata a Roma il 16 maggio 1897, è morta, in qualità di Infermiera del Corpo di Volontari CRI, nel corso della prima guerra mondiale sul fronte friulano. Fu decorata con medaglia di bronzo al valor militare.

Marisa Cantarelli

Famigerata teorica del Nursing, 90 anni e capace di influenzare per generazioni il pensiero critico della professione infermieristica.

Donne Infermiere impegnate in politica

Nancy Piccaro

Infermiera dei nostri giorni è Presidente dell’OPI Latina, sindaco nel paese di Roccagorga che si ritrova a gestire l’Emergenza Covid con tanti positivi in un Comune di 4300 anime nella veste multipla di Donna, Infermiera e Sindaco.

Susan Orsega

Negli Stati Uniti d’America la nuova amministrazione Biden ha recentemente nominato Susan Orsega come Surgeon General, la massima autorità sanitaria degli USA. Il Surgeon General degli Stati Uniti, è il capo esecutivo dello United States Public Health Service Commissioned Corps e il portavoce delle questioni di salute pubblica del paese americano.

Barbara Mangiacavalli

In Italia Barbara Mangiacavalli, attuale presidente della FNOPI, che rappresenta le aspirazioni di tanti giovani infermieri in maggioranza donne, ha saputo controllare con equilibrio da una parte le conseguenze della pandemia e dall’altra le occasioni di crescita della professione intervenendo nelle politiche professionali e nelle strategie decisionali.

Annalisa Silvestro

Infermiera e politica italiana. Ex presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI). Senatrice della Repubblica Italiana. Tra i fondatori dell’associazione Noisiamopronti, per la promozione delle competenze avanzate della professione infermieristica, nata nel 2017. Dicono di lei: energica e innovativa. Fautrice di un rinnovamento di gruppo, ha posto le basi per le future battaglie infermieristiche.

Silvia Scelsi

Responsabile infermieristica al Gaslini di Genova è Presidente Aniarti, cioè la società scientifica che ha il difficile compito di rappresentare in questo momento gli Infermieri di area critica cioè quelli maggiormente investiti dallo tsunami della pandemia. Una vita per la professione, spesa accanto ai colleghi e per i colleghi.

Donne Infermiere coraggiose

Damiana Barsotti

Tutti vicini e solidali, compresi la ASL di appartenenza e il sindaco della sua città, all’infermiera Damiana Barsotti quarantottenne della provincia di Lucca che nel 2020 in pieno lockdown si è vista discriminata e trattata ingiustamente come un’untrice dai vicini di casa semplicemente perché Infermiera giornalmente impegnata a combattere contro il Covid nel reparto di malattie infettive. Non ci ha pensato due volte ad andare dai carabinieri per denunciare l’intimidazione scritta con cui veniva accusata: porti il virus tutti i giorni in corte alla presenza di bambini

Claudia Alivernini

È la giovane infermiera dello Spallanzani di Roma passata alle cronache per essere la prima vaccinata in Italia contro il Covid il 29 dicembre 2020. E’ stata minacciata di morte sui social da facinorosi no-vax.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio la professione...



Donna e Infermiera: il contributo civile e sociale come professionista.

Queste sono solo alcune delle donne il cui contributo come Infermiere si vuole sottolineare. Per coloro che non ci sono più il sacrificio della vita deve rimanere indelebile nella nostra memoria.

L’elenco sicuramente non è esaustivo, tuttavia ci permette di dedicare questa pagina a tutte quelle operatrici donne che ogni giorno dedicano anima e corpo alla nostra sanità pubblica e privata in Italia.

Circa il 70% di un esercito di più di 400.000 Infermieri è composto da donne. La propensione all’assistenza, al prendersi cura, a dedicarsi h24 a chi soffre, è stata ed è ancora oggi una caratteristica forte della nostra categoria.

Frequentemente sono donne che hanno lavorato in circostanze difficili, che hanno dovuto affrontare sacrifici immensi, ma che non si sono mai tirate indietro e, con coraggio, si sono messe a disposizione degli altri e dell’intera collettività, in un periodo di estrema necessità, rischiando personalmente. I rischi purtroppo sono tanti e così succede che le donne, più degli uomini, sono vittime di aggressioni, discriminazioni, pregiudizi, violenze di ogni tipo.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando a Firenze nel 1820 nasceva Florence Nightngale o da quando nel 1860 sorgeva la prima scuola Infermieri della storia all’Ospedale St Thomas di Londra, ma siamo ancora qui a ricercare il doveroso rispetto verso le Donne e verso la professione infermieristica a testimonianza di un mondo ancora maschilista e di una sanità ancora medico-centrica.

Oggi è vero, le Donne hanno fatto molti passi in avanti, ma non hanno ancora raggiunto una effettiva parità di genere nel mondo del lavoro e forse anche nel costume e nella cultura italiana. Rimangono accesi i dibattiti che animano diatribe sugli ancora numerosi femminicidi.

E’ tempo di agire in modo concreto, lavorare quotidianamente per sensibilizzare tutti sull’importanza di un cambiamento culturale attraverso l’educazione delle nuove generazioni alla non violenza, sul piano relazionale, sociale e di genere.

E allora l’augurio sincero è quello di creare una comunione di intenti professionale e interprofessionale ed una alleanza con i cittadini che possano fornire l’impulso giusto, innescare lo scatto felino, far valere l’ineludibile rivalsa affinché oggi dire Donna e dire Infermiera non siano più un retaggio storico anacronistico di discriminazione rispetto al genere o alla professione.

Viva le donne, viva la professione infermieristica! Trattasi di un binomio antico, oggi fortemente presente e impegnato nel contesto sociale, sanitario e civile, senza cui non può essere possibile un futuro di benessere, equilibrio e serenità.

Autore: Gaetano Romigi – Docente, Coordinatore e Tutor universitario dell’Università di Roma Tor Vergata. Direttore scientifico di DimensioneInfermiere.it

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Coordinatore e Tutor Corso di Laurea in Infermieristica e Master area critica – Università Tor Vergata sede ASL Roma 2 – Prof a c. Infermieristica clinica in area critica e Membro Nazionale del Direttivo di Aniarti

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