Gli infermieri scoprono di aver bisogno di un sindacato di categoria

Contratto firmato: 85 euro lordi di aumento e poco più. Sfiorato il rischio di cedere quei pochi riposi che non saltiamo tra straordinari e carenze di personale, i sindacati confederali CISL-CIGL-UIL urlano di aver portato un risultato importante a casa.

Eppure migliaia di infermieri hanno aderito allo sciopero indetto da Nursind e Nursing Up e manifestato contro la firma del contratto che se non completamente peggiorativo non ha portato a casa nemmeno uno dei risultati che la categoria aspetta da decenni di evoluzione legislativa e professionale.

Appena firmato il contratto, ecco che esplode la rabbia dei professionisti che si sono sentiti traditi e delusi dai sindacati firmatari. Virale la campagna di incentivazione a strappare le tessere degli iscritti ai sindacati accusati.

Appare poi ancor più schizofrenico che gli stessi sindacati, nonostante il grande dissenso che gli infermieri gli stiano dimostrando, non fanno che rinfacciare i risultati raggiunti e stiano portando avanti campagne elettorali in cui chiedono il voto per le prossime elezioni RSU. I commenti ad ogni post evidenziano tutto il fervore e il risentimento degli infermieri.

Cosa succede?

Semplicemente gli infermieri si sono accorti che la triplice confederale, CIGL-CISL-UIL, non rappresenta gli interessi della categoria ma quelli di tutto il comparto.

Gli ultimi 20 anni di storia infermieristica:

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Che gli infermieri sono la categoria di questo comparto che ha maggiori necessità di rivoluzionare la propria posizione contrattuale rispetto a tutte le altre professioni sanitarie e a maggior ragione da area socio sanitaria, amministrativi, cuochi, tecnici,ecc.. Quanti fisioterapisti rischiano ogni giorno un’accusa di omicidio colposo o lesioni personale gravissime? Il rischio di un logopedista può essere comparato con quello di un infermiere?

Che la mancata rappresentazione sindacale è dovuta al fatto di fare parte ancora del comparto e di dover condividere battaglie e conquiste con lavoratori che non hanno nemmeno la metà dei nostri oneri e responsabilità.

La soluzione?

È inutile, a nostro avviso, perdere ancora tempo ed energie per biasimare sindacati generalisti che fanno il loro lavoro e cercano di portare avanti le battaglie di più voci. Sindacati che non prendono in considerazione i bisogni delle figure più rappresentate all’interno del comparto. Guardiamo il lato positivo, mai come ora gli infermieri sono consapevoli di quello di cui hanno veramente bisogno.

Ci siamo finalmente accorti che abbiamo bisogno di un forte e rappresentato sindacato di categoria.

Un sindacato che porti avanti le nostre richieste e non quelle di personale amministrativo, che spinga per le competenze specialistiche e per il riconoscimento delle peculiarità del nostro lavoro. Richieste che in quest’ultimo contratto non sono state minimamente esaurite.

Può davvero, la categoria più numerosa del Sistema Sanitario Nazionale con circa 270.000 infermieri, circa il 50% di tutto il personale sanitario, non valere niente all’interno del comparto? Rimanere invisibili in tutto questo?

Abbiamo bisogno di ulteriori dimostrazioni? Noi pensiamo di no e sappiamo finalmente cosa fare.

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Desenzano del Garda. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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