Infermiere nelle vacanze studio, esperienza e come lavorarci

infermiere nelle colonie estive

Sappiamo bene che l’infermiere è una figura totipotente, in grado di essere indispensabile nei posti più disparati: piattaforme nell’oceano o in tribunale come consulente forense non importa, l’infermiere troverà sempre un posticino riservato per lui. Ma avete mai considerato di fare un’esperienza come infermiere nelle colonie estive e nelle vacanze studio? Fossi in voi, un pensierino lo farei. Io l’ho già fatto, qualche anno fa, e condividerò con voi un’esperienza meravigliosa che porterò per sempre con me e che mi ha aiutato molto a crescere professionalmente.

Cosa sono le colonie estive?

I minorenni, generalmente figli di dipendenti pubblici o dipendenti di particolari associazioni, possono accedere su concorso a vacanze-studio e colonie estive che durano intorno alle due settimane circa. Questi soggiorni studio hanno il duplice scopo di far divertire il ragazzo e di fargli vivere un’esperienza educativa e didattica. Ad esempio con corsi di lingua del paese visitato.

L’Infermiere nelle colonie estive, di cosa si occupa?

E’ ovvio che una colonia di, mediamente,150 ragazzi abbia bisogno di assistenza sanitaria sia in caso di emergenza sia nei bisogni di salute e prevenzione di tutti i giorni. Quindi l’infermiere nelle colonie estive affiancherà un medico e con lui formerà il cosiddetto staff sanitario. Le sue competenze non si limitano ad una semplice assistenza al medico ma assume tutto un ruolo autonomo nell’espletamento della sicurezza sanitaria e non, degli ospiti del soggiorno. Inoltre si occuperà di un eventuale primo soccorso in caso di emergenza, della somministrazione della terapia dei minori e molto altro ancora. I requisiti per potersi candidare sono:

  • Laurea o titolo equipollente di Infermiere
  • Iscrizione all’albo
  • Capacità di relazionarsi con gli adolescenti e di lavoro di gruppo
  • Disponibilità a lavorare senza orari prefissati.

Lo Staff Sanitario e le sue competenze.

La visita sanitaria

Lo staff sanitario all’inizio del soggiorno dovrà visitare entro pochi giorni tutti i ragazzi e prendere visione di tutta la storia clinica, attraverso una documentazione clinica compilata dal medico curante che riassume tutta la situazione del piccolo paziente. Terminate tutte le visite quindi si valuterà la situazione di ogni ospite, ponendo maggiore attenzione a tutti quei soggetti da monitorare, come ad esempio gli asmatici o i disabili. Il medico, quindi aggiornerà il registro sanitario predisposto. Prima della fine della vacanza studio la visita dovrà essere ripetuta per valutare la salute del paziente a fine soggiorno e comunicare al medico curante disposizioni per eventuali cure successive.

La somministrazione delle terapie ai pazienti

Bisognerà valutare la capacità del paziente o di un suo eventuale assistente (personale predisposto e competente all’assistenza personale del disabile o del minorenne malato) a somministrare la terapia giornaliera. In caso contrario si opterà affinché l’infermiere conservi il farmaco del paziente e si preoccupi di somministrarlo ad orario prescritto.

Adibire un locale ad infermeria

Lo staff sanitario imbastirà una stanza idonea ad infermeria e compilerà un inventario dei farmaci, chiedendo al direttore responsabile di acquistare eventuali farmaci o presidi mancanti e necessari (l’Ambu non deve mai mancare!). Parte del materiale previsto per il proprio lavoro, viene portato dal singolo professionista: sfigmomanometro e fonendoscopio, forbici, pinze, sono oggetti che mi sono sempre portato e che difficilmente ho trovato in loco o che avrei potuto acquistare secondariamente. Nel dubbio chiedete al tour operator prima di partire a chi compete possedere questa attrezzatura.

Sorveglianza sanitaria del degente in struttura o in ospedale

Quando un ospite a causa di una malattia (anche una semplice febbre) sia costretto a letto o in situazioni più gravi (come la rottura di un osso) debba essere ricoverato in una struttura ospedaliera, l’infermiere dovrà necessariamente accompagnare, vigilare e presenziare il minorenne durante tutta la sua degenza e fino a che questa non si concluda.

Accompagnare il gruppo durante gli spostamenti

Le colonie non si svolgeranno solo nella località di approdo, ma verranno organizzate gite e visite a luoghi di interesse. L’infermiere e il medico si occuperanno di accompagnare i gruppi, e quindi nell’eventualità di più gruppi o di più pullman, si divideranno accompagnando ognuno un gruppo. Essenziale che l’operatore porti con sé un kit di primo soccorso e i farmaci di emergenza per gestire le diverse situazioni cliniche: il puff anti-asmatico per l’asma del bambino X, farmaci e siringhe per eventuali reazioni allergiche del ragazzo Y che durante la visita ha segnalato un’allergia alle punture di insetto,ecc…

Valutazione del cibo, dell’igiene delle cucine e delle stanze.

Lo staff sanitario viene solitamente invitato a presiedere e controllare le cucine e il loro stato igienico e riferire al direttore. Il mio consiglio è quello di verificare che i registri di autocontrollo e dell’HACCP siano correttamente compilati, è un ottimo indizio di serietà. Oltre ad una valutazione oggettiva delle condizioni igieniche delle stanze.

Prendere decisioni di competenza sanitaria

In mancanza del medico, gerarchicamente è l’infermiere in seconda, che prenderà decisioni sanitarie da applicare a tutta la colonia intera. Nel caso in cui la vacanza studio sia al mare e vi troviate alla guida di un gruppo di ragazzini pronti a buttarsi in acqua appena dopo mangiato, qualunque cosa crediate a riguardo e in mancanza del medico, group leader e direttori di struttura chiederanno a voi cosa fare.

Assistenza e supporto psicologico

Sarete anche un po’ psicologi. Ragazzini e ragazzine lontane da casa, in posti nuovi e situazioni difficili da affrontare, delusioni e cuori infranti, troveranno nell’infermeria un porto sicuro in cui versare fiumi di lacrime e parole. Prendetela in maniera divertente: vi ritroverete a vivere i drammi pre-adolescenziali come se foste ritornati dieci anni indietro almeno! Se siete fortunati vi ritroverete a dialogare con ragazzini ricchi di profondità e sensibilità e ritrovarvi nonostante la differenza di età a dover convergere verso pensieri inoppugnabili di persone che non hanno nemmeno un pelo di barba!

Sulle responsabilità infermieristiche:

La Responsabilità professionale dell'Infermiere e la sua tutela assicurativa

La Responsabilità professionale dell'Infermiere e la sua tutela assicurativa

Chiapusso Barbara, Del Sordo Sara, Genovese Umberto, Magon Giorgio, Steffano Attilio, Vercesi Lavinia, 2014, Maggioli Editore

La "responsabilità" rappresenta l'essenza stessa della professione sanitaria, qualunque essa sia e, così come indicato nel suo codice deontologico, "l'infermiere è il professionista sanitario responsabile dell'assistenza infermieristica". Attività, questa, che si realizza attraverso...



Le condizioni di lavoro, i pro e i contro.

Il lavoro si svolge h24, e bisogna essere perennemente disponibili, giorno e notte. Le responsabilità sono tante e verso decine e decine di minorenni, il che rende tutto molto più ansiogeno!

Quindi, chi me lo fa fare?

Nonostante tutto, consiglierò sempre di farlo, le ricchezze di un’esperienza simile sono immense:

  • Ottimi rapporti con il medico e con tutto il resto dello staff, con cui si instaurano rapporti quasi di amicizia, con molti di loro sono rimasto in contatto per molto tempo dopo. Quando non siete impegnati con i gruppi sarete impegnati a divertirvi con loro o mal che vada a rilassarvi da qualche parte, magari in una piscina.
  • Viaggio, vitto e alloggio, musei, gite, guide e visite tutto gratuito, nel seguire il gruppo farete la stessa loro esperienza e vedrete le stesse cose. Musei internazionali o park-adventure, al mare e in montagna. Se si divertono i ragazzi, vi divertirete anche voi!
  • Autonomia e responsabilità: farete parte dello staff sanitario, avrete sempre i posti a pranzo e cena riservati. In struttura siete un’autorità! (magari non sto gran po po di autorevolezza ma mica l’ultimo scemo! 😉 )

Inoltre lavorare con bambini/ragazzini/post-adolescenti è un esperienza professionale ed umana impareggiabile. A differenza degli adulti, questo tipo di pazienti, risponde poco alle terapie se non metti anche un pizzico di psicologia ed empatia ma quando riesci a farli stare meglio la gratificazione è immensa e i grazie di un giovane ragazzo che può continuare a divertirsi con i suoi amici continuando quell’esperienza che gli cambierà la vita è una medaglia nel cuore che difficilmente le durezze di un reparto ospedaliero potranno slacciare via. Le mie, difatti, le ho ancora tutte su :).

P.S. fatevi l’assicurazione.

Dario Tobruk

 

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