Infodemia da Coronavirus: quando anche la cattiva informazione è virale!

Infodemia da Coronavirus quando la cattiva informazione è virale
L'infodemia da Coronavirus è pericolosa quanto la stessa pandemia!

Non bastava una pandemia mondiale a mettere in pericolo la vita delle persone, il fenomeno parallelo che contribuisce a mietere vittime è l’infodemia da Coronavirus.

Infodemia da Coronavirus, cos’è?

Con Infodemia si intende un’ “abbondanza di informazioni, alcune accurate e altre no, che rendono difficile per le persone trovare fonti affidabili quando ne hanno bisogno“. In una situazione di pericolo e di confusione come quella che viviamo questi giorni, le persone continuano a cercare certezze e punti di riferimento in un mare di informazioni contrastanti: esperti in contrapposizione tra di loro, istituzioni incoerenti con le loro prescrizioni, diffusione di fake news e bufale attraverso i social media.

Il problema è che la cattiva informazione uccide: in America decine di persone sono morte dopo aver travisato le parole di Trump e del suo staff – consideravano la sperimentazione di sostanze come la candeggina per sconfiggere il Covid19 – ingerendo o iniettandosi detergenti e disinfettanti, procurandosi così la morte.

E se queste fake news giungono persino dalla Casa Bianca, si comprende la preoccupazione dell’OMS che da mesi si sta attivando con tutte le sue forze per impedire che si diffondano altre false notizie e bufale simili.

Il problema Social

I social e la democratizzazione delle opinioni ha inoltre contribuito ad una perdita di fiducia e autorevolezza delle fonti istituzionali da parte della popolazione. Molti utenti danno credito a qualsiasi cosa viene scritta e detta da persone con un minimo di influenza: complottisti, negazionisti, no-mask, no-vax, persino medici e sanitari in malafede.

E non è assurdo leggere sui vari gruppi dedicati al Coronavirus, tesi strampalate e vere e proprie bufale se non informazioni ingannevoli il cui obiettivo è provocare ulteriore confusione per non si sa quale malsano scopo.

Stranamente se si controllano tutti questi profili si scopre che sono abbandonati e fittizi, probabilmente persone che si nascondono dietro false identità per gettare scompiglio. Di solito la scrittura è sgrammaticata e senza logica, ma il bollino di autenticità è il “SVEGLIATEVI!1” che incorona il messaggio con una nota rivoluzionaria di chi solo ha veramente capito tutto e cerca di illuminare il resto del mondo.

Le fake news e le bufale più assurde sul coronavirus

Quali tra tutte queste sono le fake news più pericolose per la salute delle persone? Sono molte e vanno tutte affrontate per poter rispondere prontamente sia nei social, sia nella vita reale.

Fare i gargarismi con la candeggina protegge le vie respiratorie

No! Il virus quando infetta l’ospite non rimane sulle superfici epiteliali respiratorie ma si inocula all’interno dei tessuti quindi non solo fare gargarismi con candeggina è del tutto inutile e soltanto molto pericoloso.

Bere alcool dopo contatto con altre persone uccide il virus

No, l’alcool non previene l’infezione da Sars-CoV-2, lavarsi le mani, distanziamento sociale e uso della mascherina sono i più efficaci strumenti di prevenzione.

La Vitamina C ad alti dosaggi contrasta il virus e rafforza il sistema immunitario

La Vitamina C o acido ascorbico è una molecola idrosolubile con effetti antiossidanti e regolatrice del sistema immunitario. Al di sopra delle quantità giornaliere raccomandate è pressoché inutile e l’organismo di fronte ad un eccesso di questa molecola semplicemente se ne libera attraverso la clearance renale.

Nonostante ci siano progetti di studi scientifici che sperimentano alti dosaggi di vit C è bene sapere che questi non sono ne scienza ne ricerca. Anzi, è necessario sapere che gli alti dosaggi previsti in questi studi (fino a 60 volte superiori), possono provocare Ipervitaminosi con diarrea e calcolosi renale.

Quindi la risposta è no! Non ci sono evidenze scientifiche che lo dimostrano e un eccessiva autosomministrazione di vitamina C è pericolosa per la propria salute.

Gli antibiotici sono efficaci nel trattamento del Sars-Cov-2

Il Sars-Cov-2 è un virus e in quanto tale non viene soppresso dagli antibiotici che agiscono invece contro i batteri.

Gli animali da compagnia possono trasmettere il coronavirus

L’infezione avviene da uomo a uomo. Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrano che gli animali d’affezione diffondano il virus. Come regola generale è bene lavarsi le mani dopo il contatto con loro.

I farmaci antivirali prevengono l’infezione da Coronavirus

Gli antivirali sono previsti in alcuni protocolli di trattamento del paziente affetto da Covid-19 ma NON per prevenirne il contagio. Non è stato dimostrato l’uso preventivo di antivirali per contrastare il rischio di infezione.

Mangiare aglio aiuta a prevenire l’infezione

L’aglio è un alimento sano con proprietà antimicrobiche, ma purtroppo no, non ha alcun effetto sui virus.

Bere tanta acqua lava via il virus dalle vie aeree e lo spinge nello stomaco dove viene distrutto dall’acido. 

Il virus non sosta sulle superfici epiteliali e quindi l’acqua non lo spinge verso lo stomaco dove eventualmente verrebbe distrutto. Bere tanta acqua non solo non funziona per prevenire il coronavirus ma nei cardiopatici e nei nefropatici può risultare controproducente.

La rete 5G indebolisce il sistema immunitario e diffonde il virus

Sulla prima questione si può ammettere un ragionevole dubbio: ad oggi dissipato dai numerosi studi che hanno escluso interazioni patologiche tra onde elettromagnetiche e sistemi biologici. La rete 5G con i suoi livelli di energia non è pericolosa.

Ben altra cosa è affermare che delle reti elettromagnetiche possano in qualche modo diffondere il virus: basta conoscere la natura di questi due oggetti (le onde elettromagnetiche e i virus) per comprendere che l’interazioni tra i due fenomeni è praticamente impossibile. Come spiega Adam Finn, dell’Università di Bristol – “ Virus e onde elettromagnetiche,(…), funzionano diversamente. Gesso e formaggio sono diversi“.

Anche l’infermiere deve fare la sua parte

Pure noi in quanto infermieri dobbiamo fare la nostra parte, ed evitare che simili bufale facciano altri danni. Anche prima di questa pandemia, l’infermiere godeva di estrema fiducia nella popolazione italiana e possiamo usare questa fiducia conquistata per fare qualcosa di utile. Questo dato ha spinto il Censis in collaborazione con la FNOPI in un suo rapporto ufficiale a definire gli infermieri come i migliori debunker (demistificatori) contro le fake news in ambito sanitario!

Se siete d’accordo o meno con questa affermazione parliamone qui nei commenti o nella nostra pagina Facebook: l’infermiere oltre ad essere il pilastro contro la pandemia deve occuparsi anche di combattere l’infodemia da coronavirus?

Autore: Dario Tobruk (FacebookTwitter)

Fonti:

Leggi anche:

Censis: Infermieri migliori debunker contro le fake news in sanità

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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