Le ragioni di un infermiere specializzato che cambia lavoro

infermiere specializzato che cambia lavoro
infermiere specializzato che cambia lavoro

Nonostante il momento di crisi, al buio dei piccoli numeri e secondo alcuni rapporti regionali, moltissimi infermieri lasciano il loro lavoro o sono in procinto di lasciarlo. Quali sono le ragioni di un infermiere per cambiare lavoro?

L’infermiere specializzato non viene valorizzato

Quando si aprono le iscrizioni ai master, non è raro notare che, a parte il Master in Coordinamento, nelle altre specializzazioni spesso non viene raggiunto il numero di iscritti necessario per iniziarli.

Non tutti hanno ambizioni da coordinatori e chi ha interessi diversi non è sicuro e spesso desiste dall’intraprendere una certa strada per non sobbarcarsi il rischio di sprecare soldi e tempo.

E il perché di una cosa simile risiede nel fatto che l’infermiere specializzato non viene valorizzato, nella sanità all’infermiere non viene richiesta alcuna specializzazione.

Spesso molti infermieri preparati in un determinato campo, dove hanno speso risorse economiche, personali e tempo per conseguire un titolo specializzante, si ritrovano scavalcati da altri infermieri, sicuramente meno preparati, per motivi sicuramente non meritocratici (e qui vi lascio alla vostra immaginazione).

Ho visto infermieri talmente preparati in un determinato campo scientifico da diventare dei punti di riferimento nel panorama italiano ma completamente ignorati dalla propria azienda.

Infermieri specializzati che potrebbero fare la differenza, con una produttività altissima che invece vengono impiegati in reparti dove la loro professionalità viene svilita e sprecata.

Quindi l’infermiere specializzato si licenzia

Vari fattori sono implicati nell’insoddisfazione lavorativa. Uno studio di circa 30 anni fa (Prescott e Bowen 1987), per quanto datato, rappresenta ancora oggi un’attenta scala degli aspetti che l’infermiere ritiene rilevanti nel proprio lavoro per renderlo soddisfacente:

  1. carichi di lavoro equilibrati;
  2. tempo da dedicare ai pazienti;
  3. programmazione flessibile dei turni;
  4. rispetto da parte dell’organizzazione;
  5. sviluppo delle conoscenze;
  6. opportunità di carriera;
  7. lavoro avvincente;
  8. remunerazione;
  9. autonomia decisionale.

In base a questa scala è chiaro che si possa dividere in due le aspettative dell’infermiere, che prima di essere specializzato rimane comunque un lavoratore desideroso di vivere una vita professionale degna e stimolante.

I primi punti rappresentano la base di un lavoro “umano” in cui l’infermiere possa esprimersi come Persona in un sistema e non come Schiavo di un sistema.

Dal 5° al 9° punto l’infermiere specializzato si esprime e richiede il rispetto per la propria professionalità e l’avanzamento delle proprie conoscenze. Chiede di potersi mettere in gioco come qualunque altra professione sanitaria.

I costi sociali di un infermiere specializzato che cambia lavoro

Nonostante questo, le aziende sanitarie sottovalutano i costi di un infermiere specializzato che lascia il proprio lavoro.

Questi costi sono diretti nel momento in cui un infermiere negli anni sia stato comunque formato con corsi necessari al corretto svolgimento del proprio lavoro o per adempiere ad obblighi legislativi (ad esempio sul tema della 81/08 o i costosissimi corsi per addetti anti-incendio) e indiretti nel caso in cui vengono impiegati altri infermieri neo-assunti per coprire il posto del precedente lavoratore: il costo per formarlo e inserirlo e il costo della minore produttività del personale esperto incaricato di addestrarlo.

La responsabilità dell'infermiere e le sue competenze

La responsabilità dell'infermiere e le sue competenze

Bugnoli Stefano, 2014, Maggioli Editore

Dal 2011 è aperto, pur con mille contraddizioni, un tavolo congiunto tra Ministero e Regioni con l'obiettivo dichiarato di individuare nuove competenze e responsabilità per l'infermiere nell'area specialistica, così da avere a breve un nuovo importante elemento innovativo nella normativa di...




Per quale motivo si continua a sottovalutare il vantaggio economico e professionale di un infermiere specializzato e spingerlo a cambiare lavoro?

La catena di comando ancora in atto e mantenuta da regimi attualmente e legalmente inesistenti mantengono l’infermiere sospeso in un limbo paradossale.

Da una parte, all’infermiere, viene chiesto il meglio della propria professionalità per aumentare sicurezza e produttività, ma quando questo avviene, la professionalità si esprime in un infermiere specializzato in grado di pestare i piedi a troppe persone.

Ed ecco che questa professionalità verrà sommessa al tal punto che non sia in grado di erodere il prestigio storico ma sempre più precario a cui altre professioni si aggrappano per non perdere la propria fragile identità sociale.

L’infermiere specializzato fa due conti, al netto di uno stipendio da operaio, la responsabilità di un dirigente sanitario e la soddisfazione lavorativa di un paria indiano, forse è meglio pensare ad altro.

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Desenzano del Garda. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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