Mindfulness per Sanitari: cos’è, a cosa serve e come si pratica

Mindfulness per Sanitari cos'è, a cosa serve e come si pratica
Mindfulness per Sanitari cos'è, a cosa serve e come si pratica

Il lavoro nel mondo sanitario è estremamente stressante: il contatto continuo con la sofferenza, le grandi responsabilità e la pressione da parte di parenti e superiori non fa che peggiorare le cose. La mindfulness per i sanitari è la promessa di un maggiore controllo dello stress, delle stanchezza e dell’insoddisfazione lavorativa.

Attraverso alcune tecniche di meditazione, collaudate da migliaia di anni, anche infermieri, medici, oss e tutti gli altri operatori sanitari potranno portare nel proprio lavoro un’oasi di pace interiore utile ad affrontare ogni giorno le sfide richieste dal reparto.

Cos’è la mindfulness?

La mindfulness è una tecnica meditativa che sviluppa una qualità chiamata attenzione sollecita o piena consapevolezza. È derivata dalla tradizione buddista ma è scevra dall’aspetto religioso di questa antica filosofia.

Mindfulness, è uno stato dell’essere che permette di avere una consapevolezza di sé, nella piena realtà del qui e dell’ora, che consente di distaccarsi e di non giudicare gli eventi del mondo esterno, fonte primaria di sofferenza secondo la filosofia buddista.

La tutela contro le aggressioni agli operatori sanitari

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La psicologia e la scienza, da anni affascinate dai benefici e dalle qualità riscontrate in monaci e praticanti buddisti, hanno studiato un metodo che potesse essere applicato anche agli occidentali. Attraverso numerosi studi scientifici, si sono delineati dei protocolli terapeutici che garantiscono risultati sempre più soddisfacenti il “Mindfulness-Based Stress Reduction” (MBSR), ovvero un programma per la riduzione dello stress basato sulla mindfulness.

Come può la mindfulness aiutare gli operatori sanitari?

Non solo i sanitari, ma chiunque! La mindfulness è una pratica che permette di raggiungere un grado di attenzione selettiva e consapevole del momento presente, impendendo alla mente di vagare tra i pensieri negativi e ruminanti di cui tutti siamo vittime e che ci portano sofferenza: le cose da fare, le nostre preoccupazioni, i giudizi degli altri, i desideri insoddisfatti e molto altro ancora.

La pratica della mindfulness riduce lo stress e le emozioni negative indotte da un erroneo approccio con la realtà di tutti i giorni. Essendo la realtà ospedaliera e sanitaria in genere molto difficile da vivere, un approccio corretto con le sue problematiche aiuta il sanitario a farsi scivolare gran parte degli agenti stressogeni che in genere lo deprimono.

Perché e dove praticare la mindfulness?

Esistono numerosi insegnanti, istruttori e facilitatori che, attraverso programmi collaudati possono insegnare ai sanitari a praticare la consapevolezza sollecita ma, in quanto tutti possediamo un cuscino e la capacità di respirare, possiamo da subito sperimentarne i benefici in autonomia. Per decidere poi con calma se seguire un corso simile faccia al caso nostro.

Un esercizio semplice di mindfulness

Bastano soltanto dieci minuti  al giorno per farvi innamorare di questa tecnica e cogliere immediatamente i primi benefici sul proprio umore e il proprio stato vitale. Per questo semplice esercizio di mindfulness sono sufficienti un timer, un posto tranquillo e un cuscino (o una sedia).

  1. Trovato il vostro posto tranquillo, mettete un timer con una suoneria dolce e rilassante di 10-15 minuti sul cellulare (e silenziatelo fino ad allora) e assicuratevi che per questo intervallo di tempo non verrete disturbati da nessuno.
  2. Se riuscite, usate il cuscino per accovacciarsi con le gambe incrociate al pavimento, tenete la schiena dritta e allineata. In caso contrario, anche sedersi su una sedia o rimanere in piedi sono valide alternative.
  3. Mettete una mano sull’addome e, respirando dal naso, immaginate di dover gonfiare un palloncino nella vostra pancia: se le spalle rimangono abbassate e la mano appoggiata sull’addome si sposta con il vostro respiro, state attuando la respirazione diaframmatica, quella giusta!
  4. Ora che avete preso confidenza con la corretta respirazione, concentratevi sulla punta del naso e sull’inspirazione e l’espirazione. Siate consapevoli di come il respiro vi attraversi il naso e riempia i polmoni, così come, nello stesso modo, lo svuoti. Fatelo come un falegname taglia il legno con una sega: guarda il punto che vuole tagliare e non il su e giù della sega!
  5. Siate amorevoli e pazienti con voi stessi: se vi distraete con pensieri ed emozioni, che sicuramente emergeranno, osservateli senza giudicarli (e senza giudicarvi) e accomiatatevi con gentilezza da essi per ritornare al respiro e alle sensazioni del vostro corpo.
  6. Continuate a respirare fino a che la sveglia non vi desti dalla vostra concentrazione e dal vostro esercizio. Come vi sentite? Più sereni, concentrati, attenti, rilassati? Fateci caso!
  7. Ripetete almeno una volta al giorno, e allungate le vostre sessioni di pochi minuti secondo le vostre necessità e intenzioni.

Se dopo una serie di sessioni trovate che la mindfulness faccia per voi, cercate su internet o nei centri disseminati su tutto il territorio italiano, un corso o un insegnante. Siamo sicuri che non ve ne pentirete!

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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