Secondo gli esperti l’infermiere sarà protagonista nella sanità del futuro

Secondo esperti l'infermiere sarà protagonista nella sanità del futuro
Secondo esperti l'infermiere sarà protagonista nella sanità del futuro

Abbiamo avutoin esclusiva nazionale, la possibilità di leggere un testo che scuoterà la politica sanitaria del futuro sin dalle sue più profonde fondamenta. Ancora in fase di pubblicazione, arrichito dalla prefazione di Girolamo Sirchia (ex-Ministro della Salute), scritto da autori di altissimo profilo ed esperti nel management sanitario, il testo, si candida a faro e indirizzo per il nostro Sistema Sanitario Nazionale affinché soppraviva alle sfide di sostenibilità economico-sociali che gli si porranno a breve: non solo Covid19, ma anche i perenni problemi d’invecchiamento della popolazione e della relativa cronicità da soddisfare sul territorio.

L’infermiere sarà il futuro protagonista della sanità

Alla lettura del testo  “Cronicità e dintorni – Design organizzativo per il prossimo periodo post Covid-19” è chiaro che parte della soluzione dei problemi descritti non può che appartenere alla piena applicazione della professionalità infermieristica.

L’infermiere sarà futuro protagonista della sanità e lo farà in quel teatro che da anni attende uno dei suoi attori principali, il territorio.

Il profilo degli autori

Gli autori provengono tutti da ambienti ed esperienze che ne accreditano lo sforzo; in ordine sparso:

Ing. Davide Croce

Direttore del Centro sull’Economia e il Management in Sanità e nel Sociale. Docente di economia sanitaria e clinical governance. Forma la dirigenza medica e infermieristica del nostro paese. Figura di spicco nella formazione sanitaria.

Avv. Angelo Capelli

Avvocato e Docente in Master e Corsi di Alta Formazione in diritto sanitario e organizzazione sanitaria è stato Consigliere Regionale della Regione Lombardia ed estensore della riforma sanitaria regionale lombarda.

Dott. Carlo Lucchina

È stato Assessore regionale alla Sanità Lombarda, Direttore Generale e manager sanitario di trentennale esperienza.

Dott.ssa Frida Milella

Dottoranda di Ricerca in Management, Finance and Accounting presso la LIUC – Università Cattaneo. Collabora con il Centro sull’Economia ed il Management nella Sanità e nel Sociale della LIUC-Business School.

I temi che affronta il libro

L’invecchiamento della popolazione è correlato a un aumento delle cronicità, come tutti ben sappiamo. Purtroppo, il nostro Sistema Sanitario Nazionale è sin da oggi in ritardo nell’affrontare il problema e la pandemia mondiale avrà senz’altro acuito il problema. Problema che certamente emergerà nei prossimi tempi.

Vecchie soluzioni non possono essere presentate alla luce di nuovi problemi, la risposta ospedaliero-centrica ai problemi sanitari e sociosanitari della popolazione italiana è ormai obsoleta ma il problema ad oggi non è mai stato affrontato se non da alcune Regioni, e nelle stesse, differentemente tra le località attigue.

I problemi della popolazione italiana

Obesità, vizi e patologie invalidanti come il diabete non fanno che accrescere il problema, a questo punto esponenziale. In un contesto economico in cui è difficile per lo Stato, per ragioni politiche e finanziarie, farsi da proibitore istituzionale di comportamenti, sostanze e alimenti che danneggiano le classi sociali suscettibili al marketing costante, la sanità si dovrà accollare questo onere ma senza averne gli strumenti organici e organizzativi.

I ruoli dell’infermiere nei nuovi modelli organizzativi sanitari

Le soluzioni previste, al di là della riorganizzazione delle modalità di domanda e offerta di prestazioni sanitarie e che sono perno concettuale e obiettivo del libro, richiamano tutte a funzioni e competenze dell’infermiere e/o di altri professionisti sanitari: educazione e counselling sanitario, prevenzione, case management, telemedicina, ecc…

Nel riorganizzare la risposta ai bisogni di salute del cittadino, insieme agli altri professionisti sanitari del team assistenziale, si chiarisce spesso il ruolo dell’infermiere:

Si conferma la funzione dei pediatri di libera scelta che possono essere Gestori o co-Gestori dei pazienti di livello 3, mentre gli infermieri rappresentano un importante raccordo nel percorso clinico e possono essere case-manager.”.

La sanità alla prova del Covid19

Come la sanità ha risposto e dovrà rispondere alla prova dell’emergenza sanitaria Covid19:

La crisi COVID 19 ha messo in evidenza la difficoltà dell’assistenza primaria sui territori e la necessità anche in condizioni di emergenza pandemica di strutturarsi organizzativamente. Inoltre la diminuzione numerica strutturale di queste figure professionali (i medici N.d.R.) per la mancata programmazione della loro sostituzione con la formazione universitaria indica l’aggregazione come soluzione organizzativa, associati con altre figure professionali: personale di accoglienza, infermieri di famiglia, tecnici per l’assistenza domiciliare e telemedicina, operatori di contatto.

L’infermiere al tempo del Coronavirus e della graduale carenza del medico

È già in atto una riprogrammazione del lavoro in base ai livelli d’ambito e l’infermiere, che è stato in grado di ri-prendersi ampi spazi di competenza, ha dimostrato il potenziale insito nella sua professionalità, sopratutto in questa fase di emergenza:

La suddivisione del lavoro assegnato secondo il livello minimo professionale di competenza è la modalità di assistenza sanitaria che nel tempo si proporrà in assenza della figura di perno principale del sistema italiano, ovvero il medico. […]. Ne sono un esempio le USCA per l’assistenza Covid-19, ovvero l’Unità speciale di continuità assistenziale, che anche se declinata dalla norma culturalmente sul medico ha visto nelle prime applicazioni lombarde anche la presenza di infermieri per la visita a domicilio di controllo.

La scheda del libro

In fase di pubblicazione, ed. Maggioli Editore, 2020, Cronicità e dintorni – Design organizzativo per il prossimo periodo post Covid-19, è certamente un testo specialistico, ma che può e deve interessare tutti gli attori e i protagonisti della sanità futura, tra cui l’infermiere senza dubbio. Chiunque voglia agire nel territorio, dovrebbe averlo nella propria libreria personale. Dirigenti e formatori ne trarranno il beneficio di una lunga visione mentre i professionisti potranno sicuramente indirizzare le loro energie verso obiettivi formativi paralleli a quelli citati nel libro.

E voi che cosa ne pensate? Siete pronti al cambiamento?

Autore: Dario Tobruk (Facebook, Twitter)

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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