Un Infermiere può avere tatuaggi e piercing?

un infermiere può avere tatuaggi? fonte: http://scrubsmag.com/

Si possono portare piercing durante l’assistenza? Come influisce sul rapporto assistenziale? Un infermiere può avere tatuaggi? Non parliamo di tattoo nascosti ma di evidenti e visibili, ad esempio tatuaggi sulle dita delle mani o sugli avambracci. Piercing ben esposti sul ciglio o magari un Septum?

infermiere barbuto con tatuaggi

Infermiere con tatuaggi, piercing e barba lunga?

Se un giovane ragazzo motivato e desideroso di fare dell’infermieristica una professione, per proprio estro, presentasse tutta una serie di tattoo, piercing e non si facesse mancare anche una barba importante, un tipo simile a questo:

Tutto questo potrebbe comprometterne la carriera? Addirittura ostacolarla? I punti da analizzare, a mio avviso, sono diversi.

 

Premessa: Io sono dell’opinione che un sanitario debba essere giudicato per la sua professionalità e non dal suo aspetto, ma ovviamente la mia opinione vale meno di zero rispetto ai fatti e le seguenti considerazioni.

fonte pinterest.com

 

Un infermiere può avere tatuaggi?

Secondo evidenze scientifiche, e comune esperienza, il paziente e l’utenza in generale impiegano pochi secondi per farsi un’idea (stereotipata) del professionista che gli si trova di fronte. Quest’immagine si baserà sulle esperienze, età, livello d’istruzione, esposizione ai media e background sociale dei pazienti e dei parenti:

  • un infermiere straniero probabilmente avrà meno resistenze se lavora in un ambiente multietnico perché la comunità attorno è più esposta a cittadini extracomunitari.
  • un infermiere maschio oggi passerà inosservato ai molti, rispetto a quando in Italia fu aperta la professione al genere maschile. Ovvero quello che è normale oggi non lo era ieri.
  • di fronte ad un vasto tatuaggio probabilmente un paziente giovane avrà minori pregiudizi rispetto ad un paziente anziano, perché tra i giovani il tatuaggio è, già da una decina d’anni, stato sdoganato.

Non sarà sempre così ma è più probabile che si possano presentare casi simili a questi appena esposti se si considera un campione più grande di un singolo ospedale o territorio.

Dal punto di vista legale ad oggi non esistono leggi che possano far desistere un infermiere nel farsi un tatuaggio ove egli desidera. Eccezione se l’infermiere volesse far parte del corpo militare o delle forze dell’ordine, in questo caso i bandi di concorso vietano l’ammissione a chi possegga tatuaggi.

Un infermiere tatuato di fronte al malato

Il problema che sussiste per l’infermiere tatuato è quello di porsi nei confronti di un’utenza che (a prima impressione) potrebbe farsi un’idea errata del professionista. Il sanitario si troverebbe di fronte ad un paziente che desidera e pretende un’apparenza quanto più rassicurante possibile.

Un’immagine (piercing e tattoo) che si discosta così tanto dallo standard dell’infermiere/a, veicola un messaggio personale ed eccentrico (la personalità dell’infermiere/a) che sarà incombenza del paziente da analizzare ed eventualmente accettare o peggio rifiutare.

Ma è palese che è necessario giustificare ogni malato per il fatto che egli non può riservare quelle energie a tale compito e che preferirebbe concentrarle su di sé e sul suo vissuto attuale. Anzi preferirebbe, giustamente, che quelle energie siano spese per lui.

Quindi, il problema non è il tatuaggio in sé ma come questo possa intercedere negativamente sul rapporto di fiducia con il paziente.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Il problema dei tatuaggi degli infermieri

Ma nulla è perduto! Il tatuaggio non è una causa imprescindibile: la presenza di un tattoo potrà essere superata con l’utilizzo di un maggior dispendio di energie per l’infermiere, che dovrà impiegare più tempo e maggiori accortezze affinché l’utente possa affidarsi completamente al sanitario.

Potrebbe però capitare che, nonostante tutti gli sforzi, il paziente non si affidi al sanitario e nel caso dovrebbe delegarne l’assistenza ad altro collega con aggravi organizzativi per il reparto ma soprattutto psicoemotivi per il paziente e l’infermiere stesso.

Un infermiere può avere piercing?

Qui la questione è più semplice: oltre al già esaminato ostacolo percettivo tra alcuni pazienti e la propria personalità. L’infermiere non dovrebbe indossare collane e/o orecchini, perché questi possono essere pericolosi per sé stessi e per pazienti confusi che più o meno volontariamente, potrebbero strapparli. Oltre al rischio effettivo che gli stessi possano impigliarsi con oggetti e parti varie durante l’assistenza di ogni genere. Non ricordiamo l’ovvio poi, il piercing è un vettore di agenti patogeni.

Conclusione

L’infermiere dovrebbe quindi desistere dal farsi tatuaggi, se non già presenti, in zone visibili del corpo o in caso contrario, accettare e considerare un certo investimento di tempo ed energie per poter svolgere sempre il proprio compito con tutta la fiducia accordabile da parte del paziente. Poi c’è sempre una soluzione efficace che taglia la testa al toro: coprire ad arte il tatuaggio con delle magliette.

Discorso diverso per quanto riguarda i piercing che andrebbero sempre rimossi insieme a collane, anelli e bracciali, prima di prestare assistenza sia a beneficio del paziente ma dell’infermiere stesso che si presterebbe a pericoli come lo strappo violento del piercing stesso.

 

 

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

6 Commenti

  1. E se il paziente e’ pieno di tatuaggi, o se e’ un drogato, o se e’ un maniaco, se picchia mentre lo stai assistendo, un pedofilo un.. insomma ttt qll k vogliamo l’infermiere fa finta di nulla ed espleta il servizio con professionalità ? X me ki scrive qst articolo e’ poko professionale e pieno di pregiudizi

    • Chi scrive ha un tatuaggio sul deltoide ed ho già accennato che sono dell’opinione che un sanitario debba essere giudicato per la sua professionalità e non dal suo aspetto, purtroppo bisogna fare delle considerazioni che potrebbero non piacerci e che in ogni caso saranno da analizzare, l’intento dell’articolo era farlo.

      • Mi dispiace se qualcuno possa travisare l’articolo, ma io non ho mai voluto “giudicare” bensì analizzare una situazione. Io sono pro tatuaggio e apprezzo molto questa forma d’arte, ne ho uno piccolo sul deltoide appunto ed ero curioso di comprendere gli effetti di quest’arte sul paziente. Queste sono mie conclusioni condivisibili o meno, nient’altro, da non prendere sul personale. Un saluto.

  2. Ciao, ho trovato il tuo articolo molto interessante e purtoppo devo concordare che, ad oggi, ancora viviamo in mezzo a troppi stereotipi per cui è sconsigliabile decidere di tatuarsi in punti troppo visibili perchè siamo anche veicolati ad una immagine. Purtroppo è una cosa triste anche solo pensare che la professionalità di un sanitario sia collegata a certi stereotipi “visivi” ma il primo biglietto da visita è la vista e certa gente giudica solo in base a quella. E’ un peccato ma purtroppo viviamo in questo mondo……

  3. Chi ha criticato negativamente l’articolo sicuramente non lo ha capito, si parla del fatto che molte persone, per lo più dai 50 anni in su, hanno una cattiva opinione su chi ha tatuaggi, ovvio che un paziente può averli… è un paziente! Può pure essere un criminale drogato! Non possiamo scegliere i pazienti! Quelli ci sono è quelli ci capitano! Ma al contrario potrebbe essere l’infermiere ad essere non scelto per questo motivo e i superiori possono non gradirlo, per me non ha senso ma coprire un tattoo con una manica non ha mai ucciso nessuno. Alla fine tieni più al tuo lavoro o al tuo tatuaggio? Mi pare ovvio.

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