Si può gestire una lesione cutanea senza una corretta valutazione?

ferite cutanee si trasformano in ulcere cutanee
ulcere cutanee e lesioni da decubito trattamento e classificazione

Le alterazioni cutanee a diversa eziologia (ulcere da pressioni, lesioni vascolari degli arti inferiori (arteriose, venose, miste), lesioni da piede diabetico, lesioni neoplastiche, ecc.) sono in costante aumento parallelamente all’invecchiamento della popolazione e alla presenza di malattie croniche degenerative (es. diabete).

Le più recenti raccomandazioni suggeriscono un approccio fortemente strutturato, finalizzato ad identificare i soggetti a rischio di sviluppo di lesioni cutanee in tutti i contesti di cura e assistenza in particolare in categorie vulnerabili e in soggetti con ridotta integrità cutanea.

Si può gestire una lesione cutanea senza una corretta valutazione ?

Una buona valutazione permette l’elaborazione di un piano di assistenza molto personalizzato, sottoposto a continui aggiornamenti e in grado di incidere sui singoli fattori cercando di eliminarli o ridurli attraverso strategie di prevenzione e trattamenti basati sulle più recenti Evidence Based Practice.

E’ fondamentale che tale valutazione sia documentata al fine di assicurare lo scambio di informazioni all’interno del team, di fornire elementi a supporto dell’appropriatezza della pianificazione dell’assistenza e per monitorare i progressi della persona.

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Cura e assistenza al paziente con ferite acute e ulcere croniche

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Claudia Caula, Alberto Apostoli, 2010, Maggioli Editore

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Quali sono gli elementi importanti da valutare nelle lesioni cutanee?

1) Valutazione dei fattori di rischio: attraverso Scale validate come Braden e Norton che solitamente prendono in considerazione la mobilità e il grado di autonomia, l’alimentazione, l’incontinenza, lo stato cognitivo;
2) Valutazione nutrizionale: usare uno strumento valido, affidabile e pratico per esaminare lo stato nutrizionale, questo deve essere veloce e facile da usare, accettabile sia per la persona che per l’operatore sanitario. Es. Mini Nutritional Assessment (MNA), indici bioumorali, l’indice di massa corporea (BMI: Body Mass Index);
3) Valutazione dello stato della cute:
– colorazione (eritemi non reversibili alla digito-pressione, attenzione particolare deve essere utilizzata per i soggetti di pelle scura);
– umidità (secchezza o macerazione);
– consistenza (fragilità o indurimento, formazione di edemi localizzati);
– calore localizzato (aumento o riduzione dello stesso);
– danni iniziali (vescicole, abrasioni, dolore localizzato sopra un’area)
4) Valutazione anatomica: classificazione degli stadi di una lesione attraverso scale internazionali (es. per le ulcere da pressione NPUAP- EPUAP);
5) Valutazione topografica: intesa come dimensione (lunghezza massima X larghezza massima, profondità, sottominatura);
6) Valutazione dei i parametri:
– cute perilesionale (porzione di cute che si estende per 10 cm oltre il margine di lesione);
– fondo o letto della lesione (unità funzionale che definisce l’atteggiamento terapeutico);
– bordo o margine (ogni lesione ha un margine, ma solo le lesioni di una certa profondità hanno un bordo);
7) Valutazione cromatica: per esempio rosso per presenza di tessuto di granulazione o nero per presenza di necrosi;
8) Valutazione attraverso il T.I.M.E:
– Tessuto (Tissue) identifica il tessuto necrotico;
– Infezione o infiammazione (Infection or Inflammation) identifica l’infezione e l’infiammazione;
– Squilibrio idrico (Moisture imbalance) identifica macerazione o secchezza;
– Margini dell’epidermide (Epidermal margin) identifica la proliferazione delle cellule epidermiche.

L’uso del T.I.M.E nella gestione delle lesioni cutanee

L’utilizzo del T.I.M.E rappresenta un importante metodologia per ricordare il processo della Wound Bed Preparation (WBP).

La WBP riunisce i principi per la gestione delle lesioni e permette di accelerare il processo di guarigione spontanea.

Affinché il trattamento delle lesioni vada a buon fine, determinando non solo la guarigione della lesione ma anche un riacquistato benessere globale del paziente, è necessario un approccio interdisciplinare “esperto” all’interno del quale il team di cura condivida il metodo di valutazione delle alterazioni, la scelta dei presidi per la medicazione e, non per ultimo, le strategie di coinvolgimento e educazione della persona e dei suoi famigliari nel difficile percorso di accettazione di queste lesioni cutanee che spesso hanno un andamento cronico.

Alla luce di quanto scritto, è auspicabile che l’infermiere acquisisca competenze specifiche per gestire tutte le situazioni assistenziali che determinano il rischio o la presenza di una soluzione di continuo della cute e comprenda che la prevenzione e la guarigione delle UDP sono obiettivi raggiungibili e reali.

A nostro parere, i più importanti obiettivi per il futuro sono quelli di:
– creare modelli organizzativi condivisi
– prendere in carico i pazienti portatori di lesioni cutanee in modo globale
– individuare corretti percorsi Diagnostico-Terapeutici
– integrare le varie figure professionali
– elaborare utili strumenti per l’educazione dei paziente e dei loro care-giver

Autori: Gianluigi Romeo(Responsabile Area Assistenza Studio DMR), Alessandro Landolfi (infermiere Case Manager esperto in Wound Care)

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