Ha quasi dell’imbarazzante (per noi italiani) la notizia che arriva da uno studio americano: negli USA, tra i lavori più pagati ad ora, figurano gli infermieri.
Se poi questi sono persino specializzati, i guadagni arrivano a cifre che noi possiamo solo sognare. Basti sapere che alcune specializzazioni infermieristiche in USA permettono di superare redditi di più di 220mila dollari all’anno.
In questo articolo, mostriamo il vero valore dell’infermiere e della sua professione quando un vero mercato professionale non viene manipolato in ogni modo possibile e dall’alto, pur di tenere il costo del lavoro infermieristico il più basso possibile.
Persino al costo di perdere quelli che sono rimasti, e non avere più infermieri!
Il reale valore economico del lavoro di infermiere
Mentre continuiamo ancora a chiederci per quale motivo nessuno vuole più fare l’infermiere e perché quei pochi che lo fanno ancora dovrebbero essere pagati di più, basta spostare il naso al di sopra del proprio ombelico e guardare all’estero, magari lontano geograficamente, ma non così tanto dal punto di vista culturale, in quanto sia l’Italia, sia gli Stati Uniti d’America, dovrebbero essere definiti Stati occidentali del primo mondo. Dovrebbero…
Dicevamo, negli USA, dove il libero mercato, pur se spietato con i lavoratori dipendenti, premia oggettivamente le qualifiche rare ed essenziali, ha premiato gli infermieri con quotazioni orarie di tutto rispetto, intorno ai 47 dollari all’ora.
Quelli che in America vengono chiamati “hourly workers”, lavoratori a ore, sono più o meno quelli che qui in Italia verrebbero definiti infermieri libero professionisti (che appunto fatturano servizi a ore).
In base a un’analisi di oltre 5 milioni di posti di lavoro in tutto il territorio americano, insieme ai dati del Bureau of Labor Statistics (equivalente del nostro Ministero del Lavoro), Homebase, una compagnia app, nata per sostenere i lavoratori liberi professionisti e le piccole imprese americane, ha rivelato che tra i lavori più pagati in America, in vetta abbiamo gli infermieri libero professionisti, con punte di quotazione oraria che raggiungono fino ai 57 dollari all’ora in alcuni stati americani come il Delaware e la Pennsylvania.
In seconda posizione troviamo gli igienisti dentali, mentre occupano l’ultimo posto del podio i Sonographer (altra specializzazione infermieristica che qui in Italia è stata in tutti i modi osteggiata).
Le specializzazioni infermieristiche più pagate
Ma se il solo fatto di essere un Infermiere Professionista (Registered Nurse) è sufficiente per essere ben compensati per il proprio lavoro, per avere redditi da sogno bisogna avere la giusta specializzazione.
Nel mentre, in Italia, il sogno è ancora vedersi riconosciute le specializzazioni infermieristiche!
- Tra le specializzazioni infermieristiche con le retribuzioni più elevate abbiamo: Gli Infermieri Anestesisti Certificati (CRNA) presentano redditi annui con una media nazionale di 223.000 dollari all’anno (al cambio attuale, circa 190mila euro).
- Gli infermieri specializzati nella gestione del dolore e nelle cure palliative potrebbero lamentare uno stipendio inferiore, ma sicuramente del tutto soddisfacente per il proprio lavoro: 129.500 dollari all’anno (112mila euro).
- Gli infermieri specializzati come infermieri di famiglia, pediatrici, psichiatrici e wound care specialist (specialisti nella cura delle ferite) arrivano mediamente ai 100mila dollari.
Segnaliamo anche come anche gli infermieri informatici, una specializzazione infermieristica che negli USA è ampiamente apprezzata per il suo contributo alla sanità digitale, ma che in Italia richiederà anni affinché si possa esprimere, presentano redditi di tutto rispetto.
Altre specializzazioni infermieristiche in campi meno remunerativi potrebbero raggiungere redditi minori ponendosi nella fascia bassa delle specializzazione infermieristiche più pagate.
In ogni caso, almeno mille spanne sopra il valore economico dello stipendio medio di un infermiere italiano.
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Il valore economico dell’infermiere specializzato nel libero mercato
Questi dati, soprattutto in un mercato professionale tanto brutale quanto quello americano, non possono che essere la prova lampante di quanto gli infermieri che lavorano in settori ad alta richiesta o in settori specializzati dovrebbero godere di una retribuzione più elevata.
Un valore che riflette la loro competenza e responsabilità essenziali. Tale valore non dipende dalla geografia, ma da tanti fattori limitativi, tra cui quelli italiani, volti a impedire che possa emergere questo valore pur di non aumentare il costo del lavoro della sanità italiana e quindi di non erodere i profitti dello Stato e delle grandi compagnie che operano nel mercato della sanità privata.
Pertanto, tra le motivazioni che dovremmo addurre quando ci chiediamo perché mancano infermieri, dovremmo aggiungervi anche questa verità: finché non verranno riconosciuti il valore economico, il valore delle specializzazioni infermieristiche e quanto in definitiva la stessa professione infermieristica sia un bene essenziale per un popolo, non troveremo alcuna soluzione al problema.
Questo perché l’infermiere, in quanto anch’esso non è un automa indefesso, ma è come tutte le persone razionali anche un Homo oeconomicus, non può smettere di lottare per i propri diritti economici, sociali e professionali.
Senza questi diritti, avremo sempre meno infermieri. Punto.
È il mercato, baby!
Autore: Dario Tobruk (seguimi anche su Linkedin – Facebook – Instagram – Threads)
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