La Regione Marche annuncia un piano di assunzioni infermieri e OSS che nel 2026 che sfiorerà le 800 unità. Un numero che, sulla carta, promette di rafforzare ospedali e territorio. Ma come sempre, non sono i titoli a fare la differenza: sono i tempi, le procedure e la capacità di trasformare la programmazione in personale realmente in servizio.
Assunzioni Infermieri Marche: non numeri simbolici
Il piano coinvolge le Aziende sanitarie territoriali, l’ospedale di Torrette e l’Inrca. L’obiettivo dichiarato è duplice: colmare carenze croniche e ridurre la mobilità passiva che continua a drenare pazienti e risorse fuori regione.
In parallelo, prosegue il programma per abbattere le liste di attesa, con aperture straordinarie nei fine settimana e centinaia di prestazioni aggiuntive già erogate.
Il cuore della questione resta comunque il fabbisogno. I Piani integrati di attività e organizzazione (Piao) parlano chiaro: oltre 500 infermieri e più di 250 Oss dovrebbero entrare in servizio nel corso del 2026.
Non si tratta di un ampliamento cosmetico degli organici, ma di un tentativo di recuperare anni di sotto-dimensionamento strutturale.
Le assunzioni di Infermieri e OSS nelle Marche saranno distribuite tra le cinque Ast: Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, con numeri differenti in base alle criticità locali.
A queste si aggiungono i reclutamenti destinati alle strutture ad alta complessità, come Torrette e l’Inrca, dove la pressione assistenziale richiede competenze stabili e continuità organizzativa.
A proposito di competenze, se vuoi approfondire la nuova figura dell’Infermiere di Famiglia (IFeC) consigliamo la lettura del libro “Costruire ben-essere nella comunità locale – Manuale di Infermieristica di Famiglia e di Comunità” un testo fondamentale per comprendere il potenziale e l’applicazione di questo importante e innovativo ruolo infermieristico.
Disponibile su MaggioliEditore.it e Amazon la lettura è consigliata a chiunque disponga di abbastanza interesse per fare la differenza sul territorio. Inizia a informarti su cosa significhi essere un infermiere di famiglia e clicca sul box qui sotto!
Manuale di Infermieristica di Famiglia e di Comunità
Costruire ben-essere nella comunità locale
Di Infermieristica di Famiglia e di Comunità si parla in Italia dai primi anni del 2000.Da allora, molto si è dibattuto intorno a questa professionalità e al suo ruolo, cercando di farne emergere le possibilità operative e l’integrazione con le altre figure e funzioni della rete formale dei servizi, fino a quando la pandemia ci ha drammaticamente mostrato tutta l’inadeguatezza della risposta sanitaria a livello territoriale.Sono stati anni bui, dai quali abbiamo imparato che la difficoltà di accedere all’ospedale, sul quale poggia tutto il sistema, crea un cortocircuito a danno degli operatori, ma soprattutto dei cittadini, portatori di bisogni sia sociali che sanitari. Tuttavia l’emergenza sanitaria ha consentito di attivare riflessioni intorno al problema delle cure primarie e della funzione di gate keeping che il territorio dovrebbe svolgere. Le recenti norme legislative di riorganizzazione del si-stema territoriale hanno per la prima volta delineato un profilo specifico per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità.Il presente volume è il primo manuale davvero organico e completo per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità, e sarà di certo una risorsa preziosa- per gli studenti che intraprenderanno un percorso formativo in cure territoriali e in Infermieristica di Famiglia e di Comunità- per chi partecipa a concorsi- per i professionisti, non solo infermieri, che vorranno volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti.Guido LazzariniProfessore di Sociologia dell’Università di Torino, docente di Sociologia della salute nel Corso di Laurea in Infermieristica.Tiziana StobbioneDottore di ricerca in Sociologia, Scienze organizzative e direzionali. Bioeticista. Professore a contratto d’Infermieristica presso la Scuola di Medicina dell’Università di Torino.Franco CirioResponsabile per le professioni sanitarie della Centrale Operativa Territoriale di Governo della continuità assistenziale e dei Progetti innovativi a valenza strategica dell’ASL Città di Torino.Agnese NataleSi occupa di ricerca, formazione e operatività nell’ambito della partecipazione e dell’empowerment di gruppi e persone in condizione di svantaggio.
Guido Lazzarini, Tiziana Stobbione, Franco Cirio, Agnese Natale | Maggioli Editore 2024
34.20 €
Graduatorie: occasione da non perdere
C’è però un nodo operativo che non può essere ignorato. Le graduatorie degli infermieri scadono a fine febbraio, quelle degli Oss in autunno.
Sono elenchi già pronti, professionisti già selezionati. Ritardare le procedure significa rischiare di disperdere risorse umane che potrebbero essere immesse subito nei reparti.
Le organizzazioni sindacali hanno sollevato il tema con chiarezza: se si perde questa finestra temporale, si dovrà ripartire con nuovi concorsi, in un contesto nazionale in cui la competizione tra Regioni per attrarre infermieri è sempre più serrata.
Un lusso che il sistema marchigiano difficilmente può permettersi.
Liste di attesa e personale stabile
Il piano contro le liste di attesa ha già prodotto risultati, ma nessun programma straordinario può reggere a lungo senza personale strutturato.
Le aperture nel weekend e le prestazioni aggiuntive sono strumenti utili, ma richiedono organici adeguati per non trasformarsi in un ulteriore fattore di stress per chi è già in servizio.
Il 2026 si presenta quindi come un banco di prova. Le 800 assunzioni non sono solo un dato numerico: rappresentano una scelta politica e organizzativa che incide sulla qualità dell’assistenza, sull’attrattività del sistema sanitario regionale e sulla capacità di trattenere i pazienti sul territorio.
La vera domanda non pertanto è se il piano esista. La domanda è se verrà attuato con la necessaria rapidità e coerenza. Perché in sanità, lo sappiamo, tra programmazione e realtà c’è sempre di mezzo il tempo.
E il tempo, nei reparti, non è mai gratis.
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento