Chiara, da infermiera a Dublino a ostetrica a 34 anni

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Chiara è un’infermiera italiana che, dopo aver ricoperto un ruolo da manager ospedaliera, ha deciso di rimettersi in gioco, diventando ostetrica in meno di due anni. Dalla sua intervista emerge una visione aperta e matura, frutto di esperienze che nascono solo dove la professione è davvero valorizzata e libera di evolversi.

Per questo abbiamo scelto di condividere con voi alcuni passaggi della sua storia.

La storia di Chiara, infermiera italiana a Dublino

Intervistata da Ilaria Ulivelli del quotidiano LaNazione, Chiara Cannatella è una collega infermiera che racconta come, laureatasi a Prato nel 2015, decide di lasciare l’Italia per “vedere cosa c’era fuori“. Mai scelta fu più azzeccata secondo il suo racconto.

Dopo aver affrontato i primi anni di duro adattamento, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà linguistiche (ma Chiara ha anche una laurea in Lingue, e supponiamo abbia aiutato!), nel 2017 entra in Stroke Unit. Reparto delicato, formazione rigorosa.

L’accento irlandese devastante” soprattutto in un reparto con molti pazienti afasici, non deve essere stato molto facile per lei. Molti si arrendono. Ma lei no. Dopo una breve parentesi di rientro in Italia, ritorna a Dublino e fa carriera in pronto soccorso fino a diventare manager.

Per molti italiani questo, di per sé, questo è già un gran bel finale, ma per la collega che ha vissuto tanti anni in Irlanda è lì che si vede davvero la differenza tra un’esistenza all’altezza dei propri sogni e chi si arrende ad un contesto sminuente.

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Guido Lazzarini, Tiziana Stobbione, Franco Cirio, Agnese Natale | Maggioli Editore 2024

Lavorare in Irlanda come infermiera

Per capirci, in Irlanda l’infermiere: “ragiona, propone“, il confronto è paritario e costante con i medici, e se qualcosa non le tornava persino “il primario ascoltava.“.

Il valore di un approccio multidisciplinare non è un’ipocrisia, ma reale consapevolezza di appartenere a una squadra.

Durante il Covid, quella cultura di team building si rafforza ulteriormente. Collaborazione, niente gerarchie rigide, nessuna discriminazione di ruolo. Conta il merito, conta l’empatia.

Ma il pronto soccorso non è un’isola felice, neanche in Irlanda, dove la salute mentale, soprattutto tra i giovani, diventa un’emergenza diventando un punto di pressione che rende la collega: “pronta a esplodere“.

A 34 anni ricomincia da zero e diventa ostetrica

A 34 anni, manager, Chiara sembra si senta in una gabbia dorata, una comfort zone troppo stretta per lei e compie una scelta che definisce “folle”: torna a studiare per diventare ostetrica.

Anche se con folle si intende un problema relativamente diverso da quello che avrebbe vissuto in Italia, visto che dalla sua intervista che potrete leggere dalla fonte, in Irlanda ci si può convertire in soli 18 mesi “Tutto pagato dallo Stato.“. Tu studi e continui a ricevere lo stipendio.

Certo, un percorso intenso, persino difficile ma accessibile. Una porta fatta di possibilità che in Italia non solo è chiusa, è del tutto inesistente.

E sull’Italia, anche le sue parole sono chiare: “nessuna valorizzazione”. Sembra che nonostante la lunga distanza Chiara sia riuscita con poco a leggere l’atmosfera del lavoro in Italia.

Ma soprattutto sugli stipendi è pragmatica: “Si guadagna di più”. Ma lì la vera differenza è essere valorizzati in qualsiasi modo possibile: le ferie sono lunghe e hai tempo per viaggiare. Oggi, come ostetrica, Chiara ha anche smesso di fare le notti.

E nonostante tutto, pensa ancora di rientrare in Italia per un suo progetto personale, da libero professionista. Fuori dagli ospedali, ovviamente.

Redazione Dimensione Infermiere

Redazione di Dimensione Infermiere
Portale dedicato all’aggiornamento del personale infermieristico: clinica, assistenza, tecniche e formazione.

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