Come gestire le emozioni dei parenti di pazienti affetti da Covid-19?

Dario Tobruk 04/05/20
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Bardati di maschere, occhiali e cuffie si incrociano i nostri sguardi con quello dei parenti; cercando di scrutare al di là della loro di mascherina, vorremo capire come comunicare con i parenti dei pazienti affetti da Covid-19 e riuscire a spiegargli l’andamento del paziente loro caro e le sue condizioni. Eppure la cosa ci risulta più difficile del solito, molto più difficile.

Il Dott. Roberto Biella, componente dell’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress management, nel contesto di un corso d’aggiornamento confezionato per aiutare gli operatori coinvolti nella battaglia contro il Coronavirus, ci spiega come gestire le emozioni dei parenti di pazienti affetti da Covid-19 con cinque item e che abbiamo voluto qui condividere con quanti più operatori possibili.

Come gestire le emozioni dei parenti di pazienti affetti da Covid-19?

I parenti sono carichi di emozioni contrastanti, perché la situazione si porta con sé un ulteriore carico di senso di colpa, di speranza, di dolore, rabbia e frustrazione. Il paziente è lontano dai loro familiari, molto spesso sta molto male e qualcuno di loro è morto senza l’amore dei propri cari attorno. Abbiamo visto con i nostri occhi queste situazioni più volte e spesso abbiamo dovuto gestire le emozioni dei familiari dei pazienti affetti da Covid. Cinque item per gestire quasi tutte le situazioni possibili:

Trasmetti Sicurezza

Attraverso il tono della voce calma e sicura, comunicando la situazione del proprio caro e favorendo il contatto oculare e reggerlo. La trasparenza passa attraverso la sincerità del vostro livello d’informazioni, se non sapete rispondere alla domanda del parente, dichiaratelo apertamente e promettete di venire a conoscenza dell’informazione o di promuoversi per ragguagliarlo il prima possibile.

Trasmetti Vicinanza

Se possibile trova modi per far comunicare il paziente isolato con il proprio congiunto (messaggi, telefonate, videochiamate, ecc..). Se necessario spiega la necessità dell’isolamento del paziente da loro e dell’uso dei DPI. Nel fare tutto questo usa l’ascolto attivo facendo percepire al parente che lo stai ascoltando attraverso la riformulazione di ciò che ti vuole esprimere, cercando se necessario d’interrompere i lunghi silenzi imbarazzanti che non siano pause per lasciare al parente il tempo di rielaborare l’informazione che ha ricevuto.

Accogli e contieni

Tollera il silenzio, le reazioni negative dei parenti e le tue, è una situazione del tutto eccezionale fitta di stress e paura ed è normale che situazioni del genere sfocino in conflitti tra persone. Per lo stesso motivo normalizza queste emozioni e rassicura che siano comprensibili vista la situazione. Non dare soluzioni o rassicurazioni che non puoi sostenere come vere ma accetta la tua impotenza rinunciando a dare false aspettative, opta in questo caso per altre strategie come dichiarare che ti dispiace per tutto questo.

Orienta

Se il parente appare confuso e disorientato dall’enorme carico emotivo, aiutalo a riprendere il contatto con la realtà attraverso domande che lo riportino al qui e ora, come chiedergli dove abita, se ha pranzato e se ci sono altri parenti che lo stanno aspettando. Semplici azioni prescritte possono sbloccare l’intorpidimento del parente come chiedergli di avvisare il resto dei parenti o invitarli a prendersi qualcosa per ristorarsi.

Disinnesca

Disinnescare la rabbia dei parenti attraverso la comprensione e l’empatia. Non accogliere la provocazione come un fatto personale e se non sei in grado di gestire il conflitto allontanati con educazione, chiedendo l’aiuto di un collega in grado di farlo.   Accogliere le critiche come legittime e senza bocciarle, con un gesto di accoglienza si può comunicare il proprio dispiacere e quindi indirizzare il famigliare verso l’unico obiettivo da raggiungere: aiutare il paziente a superare questa condizione terribile. Se non si è in grado di rispondere ad una richiesta del parente, proporsi di poter aiutare con qualcos’altro.

Guida al monitoraggio in Area Critica

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma infatti che gli eventi avversi, persino il peggiore e infausto, l’arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma solitamente vengono preannunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti.Il monitoraggio è quindi l’attività “salvavita” che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l’evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità.Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.   A cura di:Gian Domenico Giusti, Infermiere presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Perugia in UTI (Unità di Terapia Intensiva). Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Master I livello in Infermieristica in anestesia e terapia intensiva. Professore a contratto Università degli Studi di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.Maria Benetton, Infermiera presso Azienda ULSS 9 di Treviso. Tutor Corso di laurea in Infermieristica e Professore a contratto Università degli Studi di Padova. Direttore della rivista “SCENARIO. Il nursing nella sopravvivenza”. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton | 2015 Maggioli Editore

15.00 €  14.25 €

Come comunicare con i familiari dei pazienti affetti da Covid-19?

Per quanto riguarda la comunicazione del familiare con il paziente, le principali associazioni di area critica (AniartiSIAARTISICP e SIMEU ),  per aiutare la conduzione della comunicazione tra parente e paziente hanno redatto un formulario che riguarda la comunicazione con i familiari in condizioni di completo isolamento tipico dei pazienti in terapia intensiva.

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Il video integrale del Dott. Biella:

YouTube video

Fonte e approfondimenti:

  • Medical Evidence Italia Srl. Corso Fad Covid-19: Stress e comunicazione – LA COMUNICAZIONE CON I FAMILIARI DEI PAZIENTI AFFETTI DA COVID-19 del Dott. Roberto Biella – Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress management . Video Youtube dei tre interventi.
  • https://www.aniarti.it/documenti-anarti/comunicovid-documento-intersocietario-come-comunicare-con-i-familiari-in-condizioni-di-completo-isolamento/

Foto di Наркологическая Клиника da Pixabay