Il futuro del Servizio Sanitario Nazionale dipende dalla capacità della politica di riconoscere il ruolo centrale e la resilienza degli infermieri, trasformandone la competenza da pilastro assistenziale a guida strategica delle prossime riforme.
Il mondo iperconnesso di oggi
Il mondo è globale, oggi più che mai. Siamo tutti, popoli e persone, intimamente connessi. I fenomeni virali, come abbiamo scoperto, non appartengono solo all’ambito dei nuovi media, sebbene le fake news e la disinformazione non arrechino meno danno alla società.
Le recenti tensioni geopolitiche, i conflitti e l’eterno spettro di possibili nuove pandemie hanno dimostrato che, in un mondo senza confini, nessun focolaio, sia esso virale o sociopolitico, è totalmente isolato dal resto.
In questo contesto, ogni nostra azione, o non azione, influenza il sistema in cui operiamo e, di riflesso, tutti gli altri.
Inoltre, la crisi finanziaria e sanitaria dell’ultimo decennio ha inciso negativamente sui bilanci statali e, di conseguenza, sui sistemi sanitari, sempre più pressati da una maggiore richiesta di prestazioni da parte di un’utenza in costante invecchiamento.
Parlare di resilienza
Per tali ragioni, è necessario introiettare il concetto di resilienza nel nostro vocabolario sanitario. La resilienza è la capacità di adattarsi ai continui mutamenti del mondo.
Un sistema sanitario efficiente e moderno necessita di personale con queste caratteristiche: gli infermieri e il loro nursing rispondono perfettamente al profilo richiesto
E il caso di riproporre il documento inascoltato dell’International Council of Nurses: “Gli infermieri offrono un importante contributo per lo sviluppo e il mantenimento della resilienza nei sistemi sanitari. Essi contribuiscono allo sviluppo dei servizi; alla supervisione e crescita degli altri membri del team; lavorano prendendo le parti dei pazienti, coloro che li assistono e le comunità; raccolgono dati e orientano lo sviluppo delle prove di efficacia“.
Già allora si chiedeva agli infermieri di essere più presenti a livello politico e dirigenziale, indirizzando attraverso la propria vision le politiche aziendali, dalla gestione dei budget alla risposta ai bisogni della popolazione.
“L’importanza della professione infermieristica a tutti i livelli del sistema sanitario, compresi quelli governativi e politici, è riconosciuta vitale per il rafforzamento dei sistemi sanitari – si legge -. Gli infermieri leader dovrebbero essere presenti a tutti i livelli del sistema sanitario al fine di partecipare alla costruzione di politiche sanitarie che siano basate sui bisogni della popolazione“.
A ragione di ciò, e per approfondire il tema, consigliamo la lettura del libro “Costruire ben-essere nella comunità locale – Manuale di Infermieristica di Famiglia e di Comunità” un testo fondamentale per comprendere il potenziale e l’applicazione di questo importante e innovativo ruolo infermieristico, disponibile su MaggioliEditore.it e Amazon la lettura è consigliata a chiunque disponga di abbastanza interesse per fare la differenza sul territorio.
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Manuale di Infermieristica di Famiglia e di Comunità
Costruire ben-essere nella comunità locale
Di Infermieristica di Famiglia e di Comunità si parla in Italia dai primi anni del 2000.Da allora, molto si è dibattuto intorno a questa professionalità e al suo ruolo, cercando di farne emergere le possibilità operative e l’integrazione con le altre figure e funzioni della rete formale dei servizi, fino a quando la pandemia ci ha drammaticamente mostrato tutta l’inadeguatezza della risposta sanitaria a livello territoriale.Sono stati anni bui, dai quali abbiamo imparato che la difficoltà di accedere all’ospedale, sul quale poggia tutto il sistema, crea un cortocircuito a danno degli operatori, ma soprattutto dei cittadini, portatori di bisogni sia sociali che sanitari. Tuttavia l’emergenza sanitaria ha consentito di attivare riflessioni intorno al problema delle cure primarie e della funzione di gate keeping che il territorio dovrebbe svolgere. Le recenti norme legislative di riorganizzazione del si-stema territoriale hanno per la prima volta delineato un profilo specifico per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità.Il presente volume è il primo manuale davvero organico e completo per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità, e sarà di certo una risorsa preziosa- per gli studenti che intraprenderanno un percorso formativo in cure territoriali e in Infermieristica di Famiglia e di Comunità- per chi partecipa a concorsi- per i professionisti, non solo infermieri, che vorranno volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti.Guido LazzariniProfessore di Sociologia dell’Università di Torino, docente di Sociologia della salute nel Corso di Laurea in Infermieristica.Tiziana StobbioneDottore di ricerca in Sociologia, Scienze organizzative e direzionali. Bioeticista. Professore a contratto d’Infermieristica presso la Scuola di Medicina dell’Università di Torino.Franco CirioResponsabile per le professioni sanitarie della Centrale Operativa Territoriale di Governo della continuità assistenziale e dei Progetti innovativi a valenza strategica dell’ASL Città di Torino.Agnese NataleSi occupa di ricerca, formazione e operatività nell’ambito della partecipazione e dell’empowerment di gruppi e persone in condizione di svantaggio.
Guido Lazzarini, Tiziana Stobbione, Franco Cirio, Agnese Natale | Maggioli Editore 2024
34.20 €
Gli infermieri sono essenza della sanità
Il sistema sanitario, alimentato dall’energia e dall’impegno di centinaia di migliaia di operatori che agiscono in un’ampia rete di infrastrutture e tecnologie, è un organismo vivente.
Un organismo che deve sopravvivere e che non può più fare a meno del potenziale contributo del nursing, né può permettersi il lusso di ignorare le competenze che l’assistenza infermieristica e i professionisti hanno raggiunto dopo anni di battaglie e impegno.
È arrivato il momento di dimostrare chi siamo e quale riconoscimento meritiamo.
Una riforma senza infermieri è una riforma a metà
Risulta pertanto incomprensibile la proposta di un disegno di legge che punti a riformare la sanità valorizzando esclusivamente i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ignorando completamente gli infermieri di famiglia. Nella perenne diatriba tra medici e infermieri, si inseriscono così nuovi spunti di divisione.
L’infermiere è ormai consapevole di essere una colonna portante del sistema sanitario. La sua competenza assistenziale e gestionale si basa su decenni di risposte ai bisogni clinici e organizzativi richiesti agli infermieri.
Non potrà passare altro tempo senza che questo duro allenamento sfoci in una presa di coscienza collettiva della categoria, pronta a lottare affinché le venga riconosciuto il posto che le spetta.
L’inevitabile processo di evoluzione di questo organismo chiamato “sanità” chiede agli infermieri, più di ogni altra figura, di partecipare attivamente alla sua sopravvivenza.
Oggi più che mai, l’infermiere è pronto a rispondere a questa sfida per il bene dei cittadini e del Servizio Sanitario Nazionale. È tempo che anche il sistema risponda finalmente ai suoi infermieri.
Autore: Dario Tobruk (seguimi anche su Linkedin – Facebook – Instagram – Threads)
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