Dall’allarme ai fatti: servono subito azioni politiche concrete

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L’Italia è uno dei Paesi più anziani d’Europa e del Mondo. E questo dato non riguarda soltanto la popolazione generale, ma anche chi dovrebbe assisterla: gli infermieri. È allarme socio-sanitario ma sembra che le uniche armi a disposizione del Governo siamo per lo più spuntate e inefficaci.

Senza un piano straordinario dedicato agli infermieri, il rischio concreto è una progressiva erosione dei livelli essenziali di assistenza e, con essi, del diritto alla salute dei cittadini.

Il tempo delle analisi sembra finito: ora servono scelte politiche chiare.

È allarme da anni, eppure si fanno orecchie da mercante

A rilanciare l’allarme è la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan, che parla di oltre 66 mila professionisti pronti a lasciare il servizio tra il 2026 e il 2030 (oltre alle continue e costanti dimissioni volontarie).

Uno scenario che disegna un paradosso pericoloso: da un lato una popolazione che invecchia e aumenta il proprio bisogno di cure, dall’altro un personale sanitario sempre più vicino al pensionamento.

In poche parole, un “doppio invecchiamento” che rischia di mettere in seria difficoltà la tenuta del sistema.

Furlan ha annunciato un’interrogazione al ministro della Salute Orazio Schillaci, sottolineando come il sottofinanziamento del personale non sia più sostenibile.

Wound Care Facile: il manuale per formarsi nel trattamento delle lesioni cutanee

Prima di continuare con l’articolo vogliamo rubarti un minuto per chiederti: quante volte ti sei trovato davanti a una lesione complessa, magari su un paziente anziano o fragile, e hai pensato: “E adesso da dove inizio?”

Sul mercato esistono infinite medicazioni, ma nel nostro armadio (o nel carrello, o nello zaino!) ne abbiamo appena qualcuna a disposizione. Spesso siamo soli, senza nessuno che possa darci risposte certe in quel momento.

Pubblicata dalla casa editrice Maggioli Editore, abbiamo pensato a “Wound Care Facile: dalle basi ai fondamentali” proprio per questo: per trasformare quell’incertezza in competenza.

Il manuale non è il solito mattone incomprensibile. È la guida teorico-pratica che avremmo voluto avere noi stessi quando abbiamo iniziato a trattare lesioni complesse.

Dalle basi ai fondamentali, ti diamo una vera “cassetta degli attrezzi” per gestire le lesioni con sicurezza. Niente di più, niente di meno.

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Impara facilmente a gestire e medicare lesioni e ulcere cutanee di difficile guarigione

VOLUME

Wound care facile

La gestione delle lesioni cutanee è una competenza centrale per tutti i professionisti della salute: una valutazione accurata e un trattamento appropriato possono determinare la differenza tra un decorso favorevole e complicanze importanti. Questo manuale offre una panoramica completa e aggiornata del Wound Care, con un taglio fortemente operativo e supportato dalle più recenti evidenze scientifiche e linee guida internazionali.Il volume accompagna il lettore lungo l’intero percorso assistenziale: dalla valutazione del paziente e della lesione alla pianificazione del trattamento, fino al monitoraggio dell’evoluzione clinica e alla prevenzione delle complicanze. Ampio spazio è dedicato alle diverse tipologie di lesioni cutanee, acute e croniche, alla fisiopatologia della cute lesa, ai principi del Wound Care moderno e ai criteri per la scelta ragionata delle medicazioni. Schede tecniche, casi clinici, immagini esplicative e strumenti di sintesi favoriscono il collegamento immediato tra teoria e pratica, stimolando il ragionamento clinico e la capacità decisionale dell’operatore. Ogni capitolo è pensato per essere consultato anche singolarmente, in funzione delle esigenze assistenziali del momento. Completano l’opera test di autoapprendimento con relative soluzioni, conclusioni con approfondimenti consigliati, un’ampia bibliografia e una sitografia ragionata. A chi si rivolge- Il testo è destinato a:- infermieri- medici- fisioterapisti- OSS- studenti delle professioni sanitarie- formatori e responsabili clinici Contenuti principali- fondamenti di valutazione del paziente e della lesione- classificazione delle lesioni acute e croniche e fisiopatologia della cute lesa- principi del Wound Care contemporaneo e gestione dell’ambiente di lesione- criteri per la scelta delle medicazioni in base alla fase di guarigione e alle condizioni del paziente- strategie per la prevenzione delle complicanze e la riduzione del rischio- integrazione del Wound Care in un approccio multidisciplinare e centrato sulla persona- sintesi operative sulla valutazione e sull’implementazione del trattamento, con rapide “mappe” di consultazione- test di autoapprendimento, conclusioni con suggerimenti di studio, bibliografia indicizzata e sitografia. Punti di forza- Impostazione pratica, chiara e immediatamente spendibile nella realtà clinica.- Forte integrazione tra teoria, casi clinici, schede tecniche e iconografia.- Costante riferimento a linee guida e raccomandazioni evidence-based. – Struttura modulare che consente la consultazione per problemi o per tipologia di lesione. – Strumenti per la formazione continua: test di autoapprendimento con soluzioni e proposte di approfondimento.- Attenzione all’approccio multidisciplinare e alla centralità della persona assistita, con ricadute sulla qualità di vita e sull’uso appropriato delle risorse.  Profilo dell’autoreDario Tobruk è Content Manager del sito Dimensioneinfermiere.it e Wound Care Specialist. Collabora con case editrici, provider e società scientifiche per la produzione di contenuti scientifici e divulgativi in ambito sanitario, con particolare attenzione alla diffusione di buone pratiche cliniche e alla promozione dell’aggiornamento professionale degli operatori.

 

Dario Tobruk | Maggioli Editore 2025

Stipendi infermieri: 19% in meno della media europea non attrae i giovani

E i pensionamenti sono solo una parte del problema. L’altra grande questione è l’attrattività della professione.

Secondo i dati dell’Osservatorio Job Pricing, un infermiere italiano percepisce in media 32.400 euro lordi l’anno, circa il 19% in meno rispetto alla media OCSE che si attesta sui 39.800 euro. Un divario significativo, che diventa ancora più marcato se si osservano le differenze territoriali.

Il primo “Rapporto sulle professioni infermieristiche”, elaborato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna e pubblicato l’anno scorso, ha fotografato un Paese frammentato anche sul piano retributivo.

In testa troviamo il Trentino-Alto Adige con oltre 37 mila euro annui, seguito da Emilia-Romagna e Toscana. All’estremo opposto Molise, Campania e Calabria, con stipendi che scendono fino a poco più di 26 mila euro.

Un altro indicatore chiave è la cosiddetta densità infermieristica: quanti infermieri ogni mille abitanti. La media nazionale è di 4,79, ma il dato oscilla sensibilmente.

Liguria, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia superano quota sei. Lombardia, Sicilia e Campania restano sotto i quattro. Un quadro che va letto anche alla luce della presenza del privato accreditato, particolarmente rilevante in alcune Regioni del Nord.

Se allarghiamo lo sguardo all’Europa, l’Italia si colloca dietro Paesi come Estonia, Lituania, Portogallo, Croazia, Malta e Romania per numero di infermieri in rapporto alla popolazione.

Non va meglio sul fronte del rapporto medici-infermieri. In Italia il valore medio è pari a 1,5, ben distante dalla media OCSE del 2024, che si attesta a 2,2.

Alcune Regioni fanno registrare numeri più alti – come Molise, Veneto ed Emilia-Romagna – ma il dato nazionale rimane sotto la soglia che garantirebbe un equilibrio più efficace tra competenze e carichi assistenziali.

La questione, dunque, non è soltanto numerica. È strutturale. E riguarda il modo in cui il Paese intende investire, o meno, sulla professione che rappresenta la spina dorsale dell’assistenza sanitaria.

Redazione Dimensione Infermiere

Redazione di Dimensione Infermiere
Portale dedicato all’aggiornamento del personale infermieristico: clinica, assistenza, tecniche e formazione.

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