L’eredità di Alex Pretti nella lettera d’addio della sua ultima studentessa

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La morte dell’infermiere americano Alex Pretti, per mano della milizia capitanata da Trump, ha profondamente toccato le corde di ogni donna e uomo di questo pianeta.

Di fronte alle orribili immagini che hanno fatto il giro del mondo, impunemente smentite dall’imbarazzante entourage di quello che dovrebbe essere il Presidente del Paese più importante e “democratico” fra quelli occidentali, non si può che inchinarsi di fronte al coraggio di Alex Pretti, un uomo che non solo svolgeva un lavoro essenziale per la sua comunità, ma che è morto per difendere una donna dall’aggressione di un agente federale dell’ICE.

Oggi scopriamo che le qualità del collega Alex Pretti lasciano una scia ben più lunga di quella che abbiamo potuto vedere in quelle orrende immagini.

Una scia che si diparte da ogni persona che lo ha conosciuto, a partire dai suoi genitori che lo ricordano con queste parole: “Alex voleva fare la differenza in questo mondo. Purtroppo non sarà con noi per vedere l’impatto delle sue azioni. Non uso con leggerezza il termine eroe. Comunque il suo ultimo pensiero e atto è stato quello di proteggere una donna.”.

Ma il valore dell’infermiere di origine italiana Alex si è da subito impresso anche nei ricordi di una studentessa tirocinante di infermieristica che, negli ultimi mesi, ha avuto la fortuna di avere proprio lui come tutor.

La sua lettera è decisamente commovente ma non stucchevole, e lo vuole ricordare come una persona che aveva a cuore il prossimo, una persona che voleva davvero “fare la differenza in questo mondo“.

Noi che speriamo che il suo sacrificio non sia stato vano: dalle mobilitazioni e dagli interventi che sbocciano negli Stati Uniti e in tutto il mondo, abbiamo la forte impressione che Alex abbia davvero fatto la differenza.

Anche se per farlo ha dovuto pagare il prezzo più grande: la sua vita.

Per questo motivo ricorderemo il tuo sacrificio.

Onore a te, collega.

La lettera di Jessica, ultima studentessa di Alex Pretti

Queste sono le parole di Jessica Hauser, l’ultima tirocinante studentessa di infermieristica di Alex Pretti, che ha voluto con un post in rete per ricordarlo così:

Sono l’ultima studentessa di infermieristica di Alex Pretti. Era mio amico e il mio mentore. Negli ultimi quattro mesi, sono stata al suo fianco durante il mio tirocinio finale presso il Minneapolis VA Hospital. Lì mi ha addestrata a prendermi cura dei pazienti più critici come infermiera di terapia intensiva.

Mi ha insegnato come gestire le linee arteriose e centrali, le complessità della gestione di molteplici infusioni contenenti soluzioni salvavita, e come sorvegliare ogni battito cardiaco, ogni respiro e ogni barlume di vita, pronta ad agire nel momento in cui vacillavano. Tecniche destinate a guarire.

Alex portava pazienza, compassione e calma come una luce costante dentro di sé. Anche proprio alla fine, quella luce era lì. Ho riconosciuto la sua familiare quiete e la sua tipica compostezza risplendere durante quegli insopportabili momenti finali ripresi dalla telecamera.

Non mi sorprende che le sue ultime parole siano state: “Stai bene?”.

Prendersi cura delle persone era il fulcro della sua essenza. Era incapace di fare del male. Ha vissuto una vita dedicata alla cura, e l’ha vissuta bene.

Alex credeva fermamente nel Secondo Emendamento e nei diritti radicati nella nostra Costituzione e nei suoi emendamenti.

Parlava in favore della giustizia e della pace ogni volta che poteva, non solo per obbligo, ma per la convinzione che siamo più connessi che divisi, e che la comunicazione ci avrebbe uniti.

Voglio che la sua famiglia sappia che la sua eredità continua a vivere. Sono un’infermiera migliore grazie alla saggezza e alle competenze che mi ha trasmesso.

Porto la sua luce con me in ogni stanza, lasciando che guidi e renda ferme le mie mani mentre curo e assisto chi ha bisogno.

Per favore, onorate il mio amico difendendo la pace, preferibilmente con una tazza di caffè nero in mano e un paio di caramelle in tasca, proprio come farebbe lui.

Vi ricorderebbe che prendersi cura degli altri è un duro lavoro, e che dobbiamo fare tutto il necessario per superare i lunghi turni. Uscite con il vostro cane, respirate il mondo, fate escursioni o andate in bici come amava fare lui, e permettete a voi stessi di trovare pace nei momenti di quiete nella natura.

Alzatevi per la giustizia e parlate con chi ha opinioni diverse dalle vostre. Mantenete le vostre convinzioni con forza, ma estendete sempre amore verso il prossimo, anche di fronte alle avversità. Fate un passo, non importa quanto piccolo, per aiutare a guarire il nostro mondo.

Attraverso questi atti, portate avanti la sua luce nel suo nome.

Lasciate che la sua eredità continui a guarire.

Redazione Dimensione Infermiere

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