Nel panorama sanitario attuale, il Wound Care e il trattamento delle lesioni di difficile guarigione rappresentano una sfida di crescente complessità. Questa richiede non solo competenze cliniche avanzate, ma anche una visione d’insieme capace di integrare diverse metodologie e figure professionali, quali medici, infermieri, fisioterapisti, podologi e farmacisti.
In questo difficile contesto la formazione avanzata gioca un ruolo essenziale. Per affrontare tali necessità, spicca nel panorama italiano l’Italian Academy of Wound Care (IAWC). Fondata e diretta dal Prof. Claudio Ligresti, chirurgo plastico di fama internazionale, l’IAWC si è affermata come istituzione di riferimento e standard di alta formazione riconosciuto nel settore.
Abbiamo avuto il piacere di scoprire la realtà dell’Accademia e di intervistare il suo fondatore, così da condividere con tutta la comunità infermieristica una risorsa formativa di eccellenza. Un’opportunità tutta da conoscere per chi fosse interessato a raggiungere nuovi traguardi professionali nel mondo del Wound Care e del trattamento delle lesioni cutanee.
Indice
Intervista al Prof. Claudio Ligresti (IAWC): “creare squadra”
L’intuizione che la cura delle lesioni cutanee non possa essere appannaggio di una singola categoria, ma debba scaturire da un reale approccio multidisciplinare, emerge fortemente dall’intervista al Prof. Ligresti.
Ed è così che abbiamo scoperto come alcuni pionieri della sanità hanno trovato connessioni dove altri riuscivano a vedere soltanto muri.
D: Professore, l’IAWC vanta ormai una storia consolidata nella formazione sul wound care e un prestigio riconosciuto in tutto il settore. Guardando indietro al momento in cui ha ideato per la prima volta una società scientifica su questo tema, quali sono stati i traguardi che hanno segnato il vostro percorso, rendendovi un vero punto di riferimento per l’Alta Formazione in Italia?
CL: “Il primo traguardo è stato proporre un corso non selettivo, limitato a una sola categoria sanitaria, bensì un insegnamento multidisciplinare; l’idea era creare ‘squadra’ già tra gli studenti con competenze diverse, ma tutti accomunati dall’interesse di far guarire i pazienti. Il secondo traguardo è stato riuscire a organizzare il corso in modo virtuale anche durante la pandemia Covid. Il terzo è stato trasformare il percorso da uno a due anni, inserendo la sessione su cadavere. Infine, il quarto traguardo è rappresentato dall’organizzazione del primo corso internazionale.”
L’offerta formativa dell’accademia, infatti, è strutturata per dare una svolta concreta alla carriera professionale di chi è realmente interessato al mondo del wound care.
In particolare, per l’infermiere che acquisisce il titolo di “IAWC Expert” si aprono inaspettate strade professionali.
Come conferma lo stesso Prof. Ligresti: “Potrei fare un lungo elenco di infermieri che, dopo il titolo, hanno avuto incarichi di responsabilità o hanno organizzato un lavoro autonomo aprendo ambulatori di Wound Healing“, rispondendo così alle crescenti richieste di un mercato che cerca professionisti sempre più specializzati.
Come indicato nella brochure qui in fondo al paragrafo, i corsi IAWC inizieranno il 17 novembre 2026 e sono aperti a infermieri, medici, podologi, farmacisti e fisioterapisti.

Da Basic a “IAWC Expert”: la formazione avanzata nel Wound Care
L’impegno dell’IAWC non si esaurisce nelle aule del polo UniAstiss di Asti, dove lo studente può acquisire competenze cliniche per ottenere le certificazioni di expertise per presentarsi al mondo sanitario con un bagaglio tecnico valido per affrontare ogni sfida professionale.
Ma prosegue anche attraverso la ricerca scientifica, tradotta in pubblicazioni internazionali e partecipazioni ai principali congressi.
Questo legame con la comunità scientifica garantisce contenuti costantemente aggiornati secondo i protocolli e le linee guida più recenti.
Visto l’alto livello della proposta, abbiamo chiesto direttamente al fondatore come sia organizzato, nel dettaglio, il percorso formativo dell’accademia.
I: Anche per il 2026 l’offerta prevede due livelli, Basic e Advanced, oltre ad una Masterclass Internazionale. Può illustrarci brevemente come si differenziano questi percorsi? E al contributo della Masterclass?
CL: “Il corso Basic prevede un programma in cui si espongono vari temi riguardanti la diagnostica con un attento assessment, la cicatrizzazione dei tessuti, le materie prime utilizzate per le medicazioni avanzate e le tecnologie di supporto, anche alla chirurgia riparativa, oltre alla medicina generale e alla cura di patologie attraverso i farmaci. Nel corso Advanced, invece, si sviluppa un programma di cura delle varie tipologie di lesioni cutanee, osteo-muscolari e delle mucose, applicando i trattamenti studiati nel percorso precedente. La Masterclass internazionale rappresenta poi l’approfondimento di due temi importanti — nel 2026 traumi, ustioni e ferite infette — con la presenza di relatori di fama internazionale che arricchiscono il già illustre corpo docente italiano.”

Il Cadaver Lab e l’uso delle nuove tecnologie simulative
L’efficacia che ha reso l’IAWC un punto di riferimento formativo risiede nel perfetto equilibrio tra teoria e pratica: ogni giornata prevede sessioni dedicate al consolidamento dell’apprendimento attraverso tecnologie simulative, sotto la costante guida di tutor e docenti selezionati.
Tuttavia, l’elemento di vera rottura rispetto alle comuni proposte formative è la giornata interamente dedicata al Cadaver Lab (Physician & Nursing) prevista nel corso Advanced.
Questa esperienza offre una formazione pratica insostituibile, permettendo ai discenti di operare su cadaveri umani in un ambiente controllato che simula fedelmente le attività cliniche degli ambulatori avanzati e della sala operatoria.
Sotto il supporto della Faculty dell’accademia, nel contesto dell’Istituto di Anatomia Umana di Torino, medici, infermieri e gli altri professionisti sanitari possono confrontarsi con la realtà anatomica applicando tecniche d’avanguardia conformi al proprio ruolo: dalla demolizione dei tessuti necrotici, per i sanitari non medici, alle tecniche dedicate ai medici chirurghi come le amputazioni a vari livelli, fino alla ricostruzione di vasi sanguigni, tendini e tessuti tramite innesti, impianti e vari tipi di lembi .
Il programma è completato dall’uso pratico di materiali di detersione e medicazione avanzata per la cura delle ferite complesse.
Questa immersione diretta conferisce una manualità e una precisione che solo il contatto fisico con la materia bio-organica può garantire, trasformando le conoscenze teoriche in una competenza tecnica solida, pronta per essere spesa sul campo dai veri professionisti del Wound Care.
Ma è sempre dalle parole del Prof. Ligresti che possiamo cogliere come questi aspetti possono integrarsi perfettamente in un percorso formativo che rende autonomo l’operatore.
I: Osservando le attività dei vostri corsi, si nota un grande impiego di tecnologia simulativa e sessioni pratiche. In che misura si bilanciano gli aspetti teorici e quelli pratici all’interno del vostro iter formativo?
CL: “Ogni giorno, dopo la teoria, c’è sempre la pratica: tutti gli studenti sono chiamati a consolidare l’apprendimento con l’uso di tecnologie simulative, sempre accompagnati da tutor e docenti selezionati. Per il corso Advanced, gli studenti hanno a disposizione un intero giorno per la sessione di Cadaver Lab. Si tratta di una sessione con due gruppi di studio: medici specializzandi in materie chirurgiche e un secondo gruppo composto da medici non chirurghi, insieme a infermieri e podologi. Ovviamente lavoreranno su cadavere, seguiti da docenti differenziati e con tecniche adeguate al ruolo e alle competenze specifiche di ciascuno.” continua il Prof. Ligresti.

Non solo clinica: far parte di una comunità umanitaria e appassionata
Un elemento distintivo del percorso formativo, e che cammina di pari passo al rigore scientifico e clinico, è la trasmissione della passione clinica e della grande umanità condivisa.
I: Il vostro impegno non si esaurisce con la didattica, ma spazia dalla pubblicazione di articoli scientifici su riviste internazionali fino alle missioni umanitarie. In che modo questa ricca esperienza, scientifica e umana, arricchisce i contenuti dei vostri corsi?
CL: “I nostri studenti percepiscono dai docenti la passione nel curare i pazienti con ferite ed ulcere cutanee. Questa passione fa sì che l’apprendimento risulti più rapido e pratico, grazie al contatto continuo tra discenti e faculty, fino ad arrivare alle missioni umanitarie. In quel contesto si mettono in pratica le nozioni apprese a lezione, ma in condizioni a volte precarie, e proprio per questo ancora più costruttive.“
I docenti pertanto non trasmetteranno solo nozioni, ma un vero e proprio approccio etico alla cura, che trova la sua massima espressione nelle missioni umanitarie che l’istituzione organizza qualora sia necessario.

La proposta formativa dell’IAWC per il 2026
Come da diversi anni, anche per questa edizione 2026, l’IAWC propone un iter formativo articolato in due livelli principali, integrati da una Masterclass Internazionale:
- Corso Basic (17-21 Novembre 2026): Questo primo livello si concentra sulla diagnostica e su un attento assessment del paziente. Il programma approfondisce i processi di cicatrizzazione dei tessuti, le materie prime utilizzate per le medicazioni avanzate e le tecnologie di supporto alla chirurgia riparativa, oltre alla gestione farmacologica delle patologie correlate. Il corso prevede 5 giorni di lezioni presso UniAstiss, integrati da stage clinici in centri di eccellenza e il rilascio di crediti ECM.
- Corso Advanced (18-21 Novembre 2026): Riservato a chi ha già frequentato il livello Basic, il corso Advanced si focalizza sulla cura pratica delle diverse tipologie di lesioni cutanee, osteo-muscolari e delle mucose. Il percorso culmina nel titolo di “IAWC Expert” dopo 4 giorni di formazione intensiva e stage clinici.
- Masterclass Internazionale: Integrata in entrambi i percorsi, la Masterclass del 2026 affronterà due temi di cruciale importanza: i traumi-ustioni e le ferite infette. L’evento vedrà la partecipazione di relatori di fama mondiale che affiancheranno il corpo docente italiano, offrendo una prospettiva internazionale sulle tecniche più avanzate di wound healing

In conclusione, proiettata verso un vasto orizzonte grazie alle Masterclass e al 1° Corso Internazionale, e investita di questa vocazione, non sorprenderebbe se nel prossimo futuro dovessimo chiamarla definitivamente International Academy of Wound Care.
L’Accademia, infatti, continua a rappresentare non soltanto un modello d’avanguardia nella formazione del Wound Care, ma anche un cammino personale verso la sensazione profonda di appartenere a una vera comunità professionale, scientifica e umanitaria, dedita all’eccellenza nella cura dei pazienti più fragili come, appunto, quelli con lesioni di difficile guarigione.
Infine, come intervistatore non ho potuto che “ringraziare per il tempo che ci ha concesso” il Prof. Ligresti e ricordando che i corsi dell’IAWC (scarica la brochure nel primo paragrafo) si svolgeranno a partire dal 17 novembre 2026 presso il polo UniAstiss: “Auguro a Lei, al Suo team e a tutta la squadra di collaboratori e docenti IAWC il meglio per il vostro lavoro scientifico e formativo.“
Per approfondimenti sull’offerta didattica o qualsiasi altra richiesta, la Segreteria Organizzativa è a disposizione ai recapiti telefonici ed e-mail indicati qui sotto:
- Cellulare: +39.347.2758004
- Email: segreteriaiawc.uniastiss@gmail.com
- Sito ufficiale IAWC: https://www.iawc.it/
Siamo certi che un primo confronto conoscitivo, senza alcun vincolo, rappresenti un’ottima occasione per scoprire un modello formativo d’eccellenza e le prospettive di una nuova carriera professionale.
Riteniamo che, più di ogni altra cosa, sarà il dialogo diretto con l’Accademia a costituire un’opportunità di valore per ogni professionista intenzionato ad ampliare le proprie competenze nel Wound Care.
Autore: Dario Tobruk (seguimi anche su Linkedin – Facebook – Instagram – Threads)

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