“Amo davvero tanto il mio lavoro”. Le foto dell’infermiere Davide Bacci

Davide Bacci Infermieri contro il Covid
Davide Bacci Infermieri contro il Covid

Siamo venuti a conoscenza di queste foto, e di questa lettera, navigando sul web. Non siamo riusciti a non condividerle con il nostro pubblico. Le foto del collega infermiere Davide Bacci uniscono la lotta contro il Covid alla metafora della guerra, inscenando “la famosa foto della Battaglia di Iwo Jima del 23 febbraio del 1944, nella quale 6 marines sollevano la bandiera nazionale, un’icona dello sforzo comune e dell’Unione e il coraggio che avevano coloro che hanno combattuto quella battaglia.“.

Condividiamo non solo le sue foto, ma la sua lotta alla memoria prossima. Perché solo chi ha vissuto sulla sua pelle la pandemia, può capire quanto sia vicino alla realtà il fatto di essere stati come in guerra.

In guerra contro un nemico invisibile, in una guerra invisibile e che in troppi mettono in dubbio. 

Foto e profilo Instagram di Davide Bacci


Gentile redazione,
 
Mi presento sono Davide Bacci, 24 anni, infermiere presso l’ospedale Fracastoro di San Bonifacio. Ho prestato servizio in un’area isolamento covid-19 nella cosiddetta ‘prima ondata’, e durante il mio servizio cercando di rianimare un paziente ho contratto l’infezione. Dopo i 21 giorni di isolamento ho potuto essere ulteriormente utile donando il plasma in quanto il titolo di anticorpi era alto. Ho inoltre prestato servizio in ambulanza come volontario nell’anno precedente l’epidemia. 
 
Amo davvero tanto il mio lavoro e mi sono sentito in dovere di fare qualcosa per mandare un messaggio forte tramite la fotografia, una passione della quale sono ulteriormente affetto da qualche anno.
 
Il motivo di questo è che ho notato molto il ‘disfattismo’, la sfiducia e il disinteresse di parte della popolazione verso la figura di noi sanitari e di coloro direttamente coinvolti nella gestione dell’emergenza covid 19. 
 
Ho realizzato questo scatto grazie alla presenza di altri sanitari, miei amici, coinvolti anche loro nel servizio durante la pandemia.
Mi sono ispirato alla famosa foto della Battaglia di Iwo Jima del 23 febbraio del 1944, nella quale 6 marines sollevano la bandiera nazionale, un’icona dello sforzo comune e dell’Unione e il coraggio che avevano coloro che hanno combattuto quella battaglia.
Sono convinto che ogni epoca ed ogni generazione abbia le sue battaglie, e sono convinto che serve più attenzione nel riconoscere coloro che in primo luogo stanno combattendo per poter difendere chi non riesce a difendersi, specialmente contro qualcosa che non vediamo, spesso a rischio della propria vita.
Spero che possa essere apprezzata, e che possa essere notata da più persone possibili, non per ricerca di fama, della quale non ne sento necessità, ma perché credo fortemente nella nostra bandiera nazionale, e credo che sia giusto riconoscere l’importanza che hanno coloro che sono chiamati ad esserci quando nessun’altro può esserci.
 
Con un nodo al cuore porgo i miei più cordiali saluti. ”

Attraversare il dolore per trasformarlo

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