Associazioni provider: “Il sistema ECM va riformato, ma i professionisti non hanno più scuse”

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In occasione del 17esimo Forum Risk Management in sanità in corso ad Arezzo, le tre principali associazioni provider italiane (Associazione Formazione nella Sanità, Gifes – Gruppo Italiano Formazione ECM e Ecm Quality Network) hanno lanciato l’allarme: “La pandemia ha evidenziato la necessità di riformare il sistema della formazione ECM e noi associazioni provider, principali erogatori di corsi ECM per professionisti sanitari, chiediamo di poter dare il nostro contributo”.

Come spiegato da Simone Colombati, presidente Associazione Formazione nella Sanità: “La situazione è in evoluzione. È incoraggiante che si stia già parlando di una riforma ECM, necessaria per includere le nuove tecnologie e le nuove modalità di fruizione.

Noi siamo qui come Associazione Formazione nella Sanità insieme alle altre due associazioni di categoria per far sì che la nuova Commissione ECM riparta da un impegno preso da quella che l’ha preceduta, ovvero quello di determinare finalmente i criteri della Consulta in modo che anche noi provider potremmo farne parte e dare il nostro apporto alla riforma del sistema”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Matteo Bruno Calveri, rappresentante Provider ECM Federcongressi&eventi e coordinatore di Gifes: “Auspichiamo una vera riforma del sistema Ecm basata su criteri oggettivi, sulla qualità e sul miglioramento dell’offerta formativa.

Tutto questo può passare solamente attraverso un lavoro congiunto con tutti gli stakeholder del sistema, quindi il Ministero della Salute, la Commissione ECM, Agenas e poi tutti i provider e i professionisti sanitari che parteciperanno a tutta l’attività formativa nel nuovo triennio che partirà nel 2023”.

Quali saranno, nello specifico, questi mirabolanti cambiamenti? Difficile dirlo. Ma una cosa è certa, come evidenziato da Susanna Priore, (presidente di Ecm Quality Network): “In quest’ultimo triennio abbiamo preso coscienza di tutti i cambiamenti da portare al sistema

Abbiamo bisogno di un confronto continuo con la Commissione ECM e la segreteria. È arrivato il momento di strutturare questo confronto perché in vista ci sono cambiamenti radicali del nostro Servizio sanitario nazionale e il ruolo dei provider è cruciale, considerato che il 90 per cento della formazione ECM viene fornita dai provider privati”.

Priore non dà chissà quali anticipazioni, ma rassicura sul fatto che il prossimo triennio si preannuncia come “ricco di novità, sia dal punto di vista legislativo che di offerta formativa. È stato deciso di legare l’assolvimento all’obbligo formativo con la responsabilità medico-legale e da qui anche alle assicurazioni.

La formazione quindi non solo garantisce ai medici di migliorare la propria attività clinico-assistenziale ma garantisce loro nella responsabilità professionale con vantaggi assicurativi e di conseguenza a favore delle cure e dell’assistenza dei cittadini”.

Anche Colombati descrive così il binomio oramai indissolubile ECM-Asscrazione: “L’aver dato alla formazione un ruolo importante sul fronte assicurativo e della responsabilità professionale alza l’asticella di quella che è la nostra proposta di aggiornamento professionale perché viene correlata alla prevenzione del rischio clinico.

Quindi sentiamo ancora di più l’esigenza di fare corsi efficaci e di aumentare la qualità e soprattutto di cercare con metodologie accattivanti di aumentare la platea di chi ne fruirà”.

Ovviamente (o forse di più), i provider invitano i sanitari a fare presto e a colmare il gap dei crediti mancanti: “I dati ufficiali non li conosciamo, ma sappiamo che molti hanno ancora la possibilità di colmare il proprio gap formativo” ricorda Colombati.

Supportato da Calveri: Non credo che ci siano scuse. Noi rappresentiamo tanti provider sul territorio e i cataloghi a loro disposizione sono molteplici quindi speriamo che gli operatori sanitarie colgano queste opportunità, che non vanno vissute semplicemente come un obbligo, e chiudere questo triennio in bellezza”.

Altro che “bellezza”… è sotto gli occhi di tutti come l’attuale “sistema” faccia acqua da tutte le parti e sia vissuto dai lavoratori come l’ennesima rottura di scatole (VEDI). Eppure, anche se dare la colpa anche di questo alla pandemia ci sembra l’ennesima forzatura per giustificare tutto ciò che è stato colpevolmente trascurato negli anni, speriamo che le modalità di aggiornamento continuo dei professionisti cambino davvero per diventare quantomeno credibili e soprattutto… Fattibili dai lavoratori, sempre di più in balia delle aziende a causa della carenza cronica di personale.

Che poi i provider portino acqua al loro mulino bacchettando i professionisti inadempienti al grido di “non ci sono scuse” e ricordando che l’obbligo è divenuto oramai d’acciaio grazie al legame indissolubile con le assicurazioni (cosa che forse alzerà pure l’asticella, certo, ma che di sicuro genera ulteriore malcontento), è un’altra triste passeggiata nel tragicomico regno dell’ovvio.
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L’infermiere Il manuale, giunto alla X edizione, costituisce un completo e indispensabile strumento di preparazione sia ai concorsi pubblici sia all’esercizio della professione di infermiere. Con un taglio teorico-pratico affronta in modo ampio ed esaustivo tutte le problematiche presenti. La prima parte concettuale ricostruisce l’organizzazione del mercato sanitario e affronta gli elementi tipici del processo di professionalizzazione dell’infermiere, a seguito delle novità della Legge Lorenzin n. 3/2018. La stessa parte evidenzia gli aspetti innovativi della professione avendo cura di offrire al lettore un’ampia panoramica sulle teorie del Nursing e l’utilizzo dei nuovi strumenti operativi. Al termine di ogni capitolo, test di verifica e risposte commentate permettono di verificare il grado di preparazione raggiunto e di allenarsi in vista delle prove concorsuali. La seconda parte applicativa prevede l’adozione di casi clinici quale strumento di attuazione della teoria alle procedure tipiche dell’assistenza infermieristica di base, specialistica e pre e post procedure diagnostiche, presentandosi come un validissimo supporto tecnico e metodologico all’esercizio della professione. Il manuale risulta essere uno strumento prezioso sia per lo studente sia per chi già opera nelle strutture sanitarie, in quanto offre al lettore la possibilità di valutare passo a passo le conoscenze acquisite attraverso la risoluzione dei test di verifica presenti alla fine di ogni capitolo e l’analisi motivata delle risposte. Nella sezione online su www.maggiolieditore.it, accessibile seguendo le istruzioni riportate in fondo al volume, saranno disponibili eventuali aggiornamenti normativi.   Cristina FabbriLaurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche. Laureata in Sociologia, Professore a contratto di Infermieristica, Università degli Studi di Bologna, corso di Laurea in Infermieristica-Cesena. Dirigente Professioni sanitarie Direzione Infermieristica e Tecnica Azienda USL Romagna, ambito Ravenna.Marilena MontaltiInfermiere, Dottoressa in Scienze infermieristiche e ostetriche. Master II livello in Ricerca clinica ed epidemiologia, prof. a.c. C. di Laurea in infermieristica, Università di Bologna. Responsabile Infermieristico Dipartimento Internistico, Azienda della Romagna Ambito di Rimini. Marilena Montalti, Cristina Fabbri | Maggioli Editore 2020
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