Quando gli infermieri stranieri siamo noi e la nazione ospitante offre uno stipendio triplo rispetto a quello d’origine. La carenza di personale e la forsennata concorrenza globale nel settore sanitario aumentano la domanda di lavoro e, di conseguenza, le retribuzioni offerte per attrarre i professionisti.
Sembra che gli infermieri italiani esercitino un forte richiamo nel mondo anglosassone: dopo la stagione del “sogno inglese”, dove i professionisti potevano ambire a maggiori soddisfazioni economiche e di carriera, oggi è il Canada a promettere nuove forme di valorizzazione per il nostro personale. Tutto questo mentre la politica italiana continua a osservare inerte la fuga di migliaia di professionisti ogni anno.
Canada chiama gli infermieri italiani
Sul sito dell’Institut français Italia è comparsa una proposta che, più che un’opportunità, suona come un schiaffo morale per il nostro sistema sanitario e il nostro Governo, ancora stordito dalla sonora perdita al referendum.
Destinazione: Canada, in particolare Montréal. Si offrono stipendi fino a tre volte superiori, trasferimento pagato, supporto burocratico e formazione linguistica inclusa.
Requisiti minimi: una laurea in Infermieristica, un anno di esperienza e un francese intermedio.
Il pacchetto è costruito con intelligenza: non solo retribuzione (tra 2.750 e 5.120 euro netti circa), ma un percorso completo che accompagna il professionista dall’Italia al reparto.
Biglietti aerei, pratiche di immigrazione, integrazione linguistica. Tutto ciò che, di solito, rappresenta un ostacolo, qui diventa un incentivo. La scelta di partire perciò diventa sempre meno difficile se il professionista è invitato con i guanti bianchi.
Come se fosse merce rara e preziosa.
Wound Care Facile: il manuale per formarsi nel trattamento delle lesioni cutanee
Prima di continuare con l’articolo vogliamo rubarti un minuto per chiederti: quante volte ti sei trovato davanti a una lesione complessa, magari su un paziente anziano o fragile, e hai pensato: “E adesso da dove inizio?”
Sul mercato esistono infinite medicazioni, ma nel nostro armadio (o nel carrello, o nello zaino!) ne abbiamo appena qualcuna a disposizione. Spesso siamo soli, senza nessuno che possa darci risposte certe in quel momento.
Pubblicata dalla casa editrice Maggioli Editore, abbiamo pensato a “Wound Care Facile: dalle basi ai fondamentali” proprio per questo: per trasformare quell’incertezza in competenza.
Il manuale non è il solito mattone incomprensibile. È la guida teorico-pratica che avremmo voluto avere noi stessi quando abbiamo iniziato a trattare lesioni complesse.
Dalle basi ai fondamentali, ti diamo una vera “cassetta degli attrezzi” per gestire le lesioni con sicurezza. Niente di più, niente di meno.
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Impara facilmente a gestire e medicare lesioni e ulcere cutanee di difficile guarigione
Wound care facile
La gestione delle lesioni cutanee è una competenza centrale per tutti i professionisti della salute: una valutazione accurata e un trattamento appropriato possono determinare la differenza tra un decorso favorevole e complicanze importanti. Questo manuale offre una panoramica completa e aggiornata del Wound Care, con un taglio fortemente operativo e supportato dalle più recenti evidenze scientifiche e linee guida internazionali.Il volume accompagna il lettore lungo l’intero percorso assistenziale: dalla valutazione del paziente e della lesione alla pianificazione del trattamento, fino al monitoraggio dell’evoluzione clinica e alla prevenzione delle complicanze. Ampio spazio è dedicato alle diverse tipologie di lesioni cutanee, acute e croniche, alla fisiopatologia della cute lesa, ai principi del Wound Care moderno e ai criteri per la scelta ragionata delle medicazioni. Schede tecniche, casi clinici, immagini esplicative e strumenti di sintesi favoriscono il collegamento immediato tra teoria e pratica, stimolando il ragionamento clinico e la capacità decisionale dell’operatore. Ogni capitolo è pensato per essere consultato anche singolarmente, in funzione delle esigenze assistenziali del momento. Completano l’opera test di autoapprendimento con relative soluzioni, conclusioni con approfondimenti consigliati, un’ampia bibliografia e una sitografia ragionata. A chi si rivolge- Il testo è destinato a:- infermieri- medici- fisioterapisti- OSS- studenti delle professioni sanitarie- formatori e responsabili clinici Contenuti principali- fondamenti di valutazione del paziente e della lesione- classificazione delle lesioni acute e croniche e fisiopatologia della cute lesa- principi del Wound Care contemporaneo e gestione dell’ambiente di lesione- criteri per la scelta delle medicazioni in base alla fase di guarigione e alle condizioni del paziente- strategie per la prevenzione delle complicanze e la riduzione del rischio- integrazione del Wound Care in un approccio multidisciplinare e centrato sulla persona- sintesi operative sulla valutazione e sull’implementazione del trattamento, con rapide “mappe” di consultazione- test di autoapprendimento, conclusioni con suggerimenti di studio, bibliografia indicizzata e sitografia. Punti di forza- Impostazione pratica, chiara e immediatamente spendibile nella realtà clinica.- Forte integrazione tra teoria, casi clinici, schede tecniche e iconografia.- Costante riferimento a linee guida e raccomandazioni evidence-based. – Struttura modulare che consente la consultazione per problemi o per tipologia di lesione. – Strumenti per la formazione continua: test di autoapprendimento con soluzioni e proposte di approfondimento.- Attenzione all’approccio multidisciplinare e alla centralità della persona assistita, con ricadute sulla qualità di vita e sull’uso appropriato delle risorse. Profilo dell’autoreDario Tobruk è Content Manager del sito Dimensioneinfermiere.it e Wound Care Specialist. Collabora con case editrici, provider e società scientifiche per la produzione di contenuti scientifici e divulgativi in ambito sanitario, con particolare attenzione alla diffusione di buone pratiche cliniche e alla promozione dell’aggiornamento professionale degli operatori.
Dario Tobruk | Maggioli Editore 2025
27.55 €
Infermieri sempre più necessari, gli stipendi sono soltanto una parte del loro valore
“È inevitabile che gli infermieri guardino altrove”, è il commento di Salvatore Vaccaro, vicesegretario nazionale Nursind. E mentre altri Paesi reclutano, l’Italia continua a perdere pezzi. Qui si apre il cortocircuito.
Da una parte, l’estero cerca infermieri italiani, dall’altra la politica cerca infermieri stranieri. Dall’altra, l’Italia non riesce a trattenerli. Secondo le stime della FNOPI, ne mancano almeno 65.000. Non è un numero astratto: sono turni scoperti, carichi assistenziali aumentati, qualità delle cure che si riduce. E come è stato ampiamente dimostrato, dove la qualità assistenziale si abbassa, muoiono persone.
Nella pratica quotidiana significa una cosa sola: più pazienti per ogni infermiere. Anche oltre i 12, quando la letteratura indica soglie ben più basse. E oltre quella soglia, non aumenta solo la fatica. Aumenta il rischio clinico.
A questo si aggiunge una retribuzione che resta distante dagli standard europei: tra 1.700 e 1.900 euro netti mensili, con progressioni limitate. Una professione ad alta responsabilità che fatica a tradurre competenze in riconoscimento economico.
Il quadro è noto da anni. La pandemia non ha cambiato la struttura del problema. Ha solo reso più visibili le crepe: pronto soccorso saturi, aggressioni al personale, organici insufficienti.
Offerte come quella canadese non sono causa del problema. Se mai, lo mettono semplicemente in evidenza. E difronte la pura evidenza non è difficile capire perché iniziative del genere facciano presa. Con migliaia di infermieri che ogni anno lasciano l’Italia, per un luogo dove verranno valorizzati sia economicamente che professionalmente.
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