Colto da infarto, lo rianima l’amico al telefono con l’infermiere

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Era nella sua abitazione di Castelnovo (Friuli occidentale) con un suo amico, quando ha accusato il malore. Ed è così che un uomo di 70 anni, colto da infarto, ha perso conoscenza in poco tempo.

L’amico ha immediatamente allertato il numero unico di emergenza Nue112 e gli operatori hanno subito passato la chiamata alla Sores (struttura operativa regionale emergenza sanitaria), che ha sua volta ha inviato tempestivamente presso l’abitazione dell’uomo un’ambulanza proveniente da Sequals e l’automedica proveniente da Pordenone.

Intanto che i soccorsi giungevano sul posto a sirene spiegate, l’infermiere della Sores ha guidato telefonicamente l’amico presente sul posto nelle manovre di rianimazione e, come riportato da Friuli Oggi, tutto ciò è risultato fondamentale: i soccorritori, al loro arrivo, hanno infatti trovato un ritmo cardiaco defibrillabile e il paziente è stato così rianimato, per poi essere trasportato in codice rosso all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone.
FORMATO CARTACEO
Guida al monitoraggio in Area Critica Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma infatti che gli eventi avversi, persino il peggiore e infausto, l’arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma solitamente vengono preannunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti.Il monitoraggio è quindi l’attività “salvavita” che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l’evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità.Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.   A cura di:Gian Domenico Giusti, Infermiere presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Perugia in UTI (Unità di Terapia Intensiva). Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Master I livello in Infermieristica in anestesia e terapia intensiva. Professore a contratto Università degli Studi di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.Maria Benetton, Infermiera presso Azienda ULSS 9 di Treviso. Tutor Corso di laurea in Infermieristica e Professore a contratto Università degli Studi di Padova. Direttore della rivista “SCENARIO. Il nursing nella sopravvivenza”. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane. Membro del Comitato Direttivo Aniarti. a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton | Maggioli Editore 2015
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