Covid quarta causa di morte in Italia, ma terza dose non scontata

Redazione 30/09/21
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Le parole del coordinatore del CTS Locatelli “Il covid-19 è diventata la quarta causa di morte nel nostro Paese” sono solo il preambolo ad un’altra dichiarazione: “la terza dose per i soggetti sani e giovani non è assolutamente scontata“.

Covid è la quarta causa di morte in Italia, ma la terza dose non è assolutamente scontata

Franco Locatelli, a capo del Comitato Tecnico Scientifico, categorico al Meet in Italy for Life Sciences organizzata a Genova: “Negli Stati Uniti la mortalità da covid-19 rappresenta addirittura la terza causa di morte nel 2020 – continua Locatelli – ma oltre a questo carico di dolore c’è la chiara evidenza che la pandemia ha portato a un’alterazione o addirittura a un’interruzione dei servizi nelle prestazioni sanitarie offerte, il 94% dei Paesi che hanno risposto all’Oms ha riportato un’alterazione dei servizi sanitari offerti”.

Sempre Locatelli ai microfoni di Radio 1: “La terza dose per i soggetti sani e giovani non è assolutamente scontata“. Secondo il medico, prima di pensare ad un booster per tutti, “occorre dare copertura nei Paesi dove la campagna vaccinale è imparagonabilmente più bassa“.


Gli aspetti giuridici dei vaccini

La necessità di dare una risposta a una infezione sconosciuta ha portato a una contrazione dei tempi di sperimentazione precedenti alla messa in commercio che ha suscitato qualche interrogativo, per non parlare della logica impossibilità di conoscere possibili effetti negativi a lungo termine.

Questo volume intende fare chiarezza, per quanto possibile, sulle questioni più discusse in merito alla somministrazione dei vaccini, analizzando aspetti sanitari, medico – legali e professionali, anche in termini di responsabilità.

Gli aspetti giuridici dei vaccini

La necessità di dare una risposta a una infezione sconosciuta ha portato a una contrazione dei tempi di sperimentazione precedenti alla messa in commercio che ha suscitato qualche interrogativo, per non parlare della logica impossibilità di conoscere possibili effetti negativi a lungo termine. Il presente lavoro intende fare chiarezza, per quanto possibile, sulle questioni più discusse in merito alla somministrazione dei vaccini, analizzando aspetti sanitari, medico – legali e professionali, anche in termini di responsabilità.   Fabio M. DonelliSpecialista in Ortopedia e Traumatologia, Medicina Legale e delle Assicurazioni e in Medicina dello Sport. Profes­sore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano nel Dipartimento di Scienze Biomediche e docente presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino. Già docente nella scuola di Medicina dello Sport dell’Uni­versità di Brescia, già professore a contratto in Traumatologia Forense presso l’Università degli Studi di Bologna e tutor in Ortopedia e Traumatologia nel corso di laurea in Medicina Legale presso l’Università degli Studi di Siena. Responsabile della formazione per l’Associazione Italiana Traumatologia e Ortopedia Geriatrica. Promotore e coordinatore scientifico di corsi in ambito ortogeriatrico, ortopedico-traumatologico e medico-legale.Mario GabbrielliSpecialista in Medicina Legale. Già Professore Associato in Medicina Legale presso la Università di Roma La Sapienza. Professore ordinario di Medicina Legale presso la Università di Siena. Già direttore della UOC Me­dicina Legale nella Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Direttore della Scuola di Specializzazione in Me­dicina Legale dell’Università di Siena, membro del Comitato Etico della Area Vasta Toscana Sud, Membro del Comitato Regionale Valutazione Sinistri della Regione Toscana, autore di 190 pubblicazioni.Con i contributi di: Maria Grazia Cusi, Matteo Benvenuti, Tommaso Candelori, Giulia Nucci, Anna Coluccia, Giacomo Gualtieri, Daniele Capano, Isabella Mercurio, Gianni Gori Savellini, Claudia Gandolfo.

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Priorità è vaccinare intero globo non booster per tutti

Le priorità della politica sanitaria e della scienza sono in contrasto. Locatelli ribadisce istanze più necessarie della terza dose a tutti: “non dimenticandoci che abbiamo una situazione mondiale globale per cui è importante riuscire a dare copertura per quei Paesi a basso e medio reddito dove la campagna vaccinale è imparagonabilmente più bassa in termini di coloro che hanno ricevuto l’immunizzazione

Per rafforzare il cambio di paradigma nella gestione della campagna vaccinale, Locatelli dichiara: “l’adesione alla campagna vaccinale nella fascia 20-29 anni è addirittura superiore a quella osservata nelle due decadi successive – ha spiegato nel suo intervento – Qui ci diciamo in maniera molto chiara che i giovani hanno dato una grande lezione di sensibilità rispetto a quanto può offrire il vaccino a tutto il paese”.

Gli esperti difatti, in linea con le parole del coordinatore del Cts, confermano che per vincere la lotta contro il Covid sia necessaria una vaccinazione capillare anche nelle popolazioni più povere della Terra e le dichiarazioni di Draghi al “Global Covid-19 Summit”, nel contesto della settimana di alto livello dell’Assemblea generale dell’Onu, confermano l’impegno dell’Italia si è impegnata a donare 45 milioni di dosi al “Programma Covax”.

Secondo lo scenario presentato nell’ultimo aggiornamento Oms, nel frattempo, cala del 10% il numero di casi e decessi Covid a livello globale, mentre in Europa il trend si assesta a solo un -1% da oltre una settimana.

Redazione