Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Gaetano Romigi 25/06/24
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E se veramente non ci fosse due senza tre?!
Non avevamo fatto in tempo a registrare che il 7 gennaio scorso entrava in coma e moriva dopo 16 gg di agonia un paziente a Genova poiché gli erano state somministrate, per errore, 80 UI di Insulina anziché 8, che registriamo un nuovo caso in provincia di Belluno dove il 19 giugno scorso muore un altro paziente a seguito della somministrazione di Morfina ad un dosaggio anche qui 10 volte superiore. In entrambi i casi coinvolti medici ed Infermieri.


Ricordiamo in queste pagine, qualora ce ne fosse bisogno, che “garantire la corretta preparazione e somministrazione dei farmaci” è un dovere sancito dall’art.1 comma 3 punto d) dell’ancora vigente Profilo Professionale dell’Infermiere (DM 739 del 1994). 
Inoltre l’ultima revisione del CD degli Infermieri italiani approvata dalla Fnopi nell’aprile del 2019, al Capo VI art.32 recita: l’infermiere partecipa al governo clinico , promuove le migliori condizioni di sicurezza della persona assistita, fa propri i percorsi di prevenzione e gestione del rischio…..e aderisce fattivamente alle procedure operative, alle metodologie di analisi degli eventi accaduti …… 


Infine la Legge 24 dell’8 marzo 2017, conosciuta come Legge Gelli, al comma 3 art.1 recita:  “alle attività di prevenzione del rischio, messe in atto dalle strutture sanitarie e socio-sanitarie , pubbliche e private, è tenuto a concorrere tutto il personale , compresi i liberi  professionisti in regime di convenzione con il SSN
Per poter assolvere a tali doveri sia giuridici che etici l’Infermiere deve possedere conoscenze ed abilità che vanno al di là della semplice azione ed effetto di un farmaco, ma che richiedono la gestione in sicurezza dell’intero processo dall’acquisizione alla conservazione, dalla preparazione alla somministrazione e dalla documentazione al controllo sul paziente prima, durante e dopo la somministrazione di un farmaco. In quasiasi setting assistenziale (domicilio, ospedale, cure intermedie, territorio) la somministrazione della terapia richiede quindi non solo competenze di natura tecnico-scientifica, ma anche di natura organizzativa e gestionale.


Gli eventi sentinella recentemente accaduti suggeriscono un forte impegno della professione in termini di analisi degli errori, che, a detta degli esperti, non sono sempre da ricondurre esclusivamente alla responsabilità personale del singolo professionista coinvolto, ma vanno ricercati anche nelle cosiddette “falle di sistema”, sempre presenti. Purtroppo si deve constatare che a tutt’oggi risultano piuttosto modeste ed estemporanee nei contesti operativi le attività di analisi delle criticità, anche di tipo organizzativo e le relative proposte di interventi per il miglioramento della qualità delle cure e dell’assistenza.
Oggi più che mai, sia nel contesto ospedaliero che extraospedaliero, si riscontra la necessità di aumentare la consapevolezza in tutti i professionisti sanitari, sia in chi prescrive la terapia che in chi ne garantisce la relativa e sicura somministrazione, dell’importanza di tale processo.


In particolare l’Infermiere deve essere maggiormente consapevole rispetto al passato che, grazie alle competenze ed abilità sia di base che specialistiche e alla conoscenza delle regole, delle linee guida e delle buone pratiche che guidano lo svolgimento di alcune delicate attività assistenziali , da lui dipendono la qualità e la sicurezza dei pazienti che si affidano o che necessitano di cure  e sempre da lui dipendono gli esiti in termini di appropriatezza ed efficacia.

Gaetano Romigi e Davide Bove
Prof a.c.,Coordinatori e Tutor Corso di laurea in Infermieristica  e Master – Università degli Studi di Roma Tor Vergata – sede ASL Roma 2

Per approfondimenti
https://www.edises.it/default/competenze-abilita-e-responsabilita-dell-infermiere-nella-terapia-farmacologica-3705.html 

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