Nonostante le ricostruzioni del Caso Monaldi e le indagini sulla morte del piccolo Domenico si concentrino principalmente su possibili responsabilità mediche, il presidente FNMOCeO Filippo Anelli richiama gli infermieri come scudi umani dichiarando che la colpa sia dovuta alle “troppe responsabilità agli infermieri“.
Un ragionamento apparentemente privo di logica, se non vi fosse il sospetto che dietro questa posizione possa esserci la paura, da parte dei medici, di perdere il millenario ruolo di figura centrale della sanità, in ragione della crescente attenzione rivolta agli infermieri, che ottengono sempre maggiore considerazione da parte del Governo e dei cittadini.
Caso Monaldi: nonostante l’evidente responsabilità medica Anelli recupera l’infermiere
Sette medici indagati, con ricostruzioni del caso Monaldi che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica e che continuano a riempire i programmi televisivi con orride rappresentazioni dei comportamenti dei medici.
Eppure, secondo il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, il problema non sarebbe da ricercare all’interno della categoria medica, ma sarebbe legato anche alle “troppe competenze agli infermieri”.
La difesa della propria categoria è ovviamente un esercizio delicato, che richiede equilibrio e senso istituzionale.
Ma di fronte alla vicenda giudiziaria della morte del piccolo Domenico complessa e dolorosa, ancora tutta da chiarire, scegliere di attribuire responsabilità in modo così netto rischia di risultare non solo inopportuno, ma anche divisivo. Soprattutto quando si accusa una componente “ancillare” mentre si rappresenta quella accusata maggiormente per posizione.
Una dichiarazione del genere, in un momento già segnato da forte tensione, finisce per alimentare polemiche anziché favorire un’analisi serena dei fatti e delle eventuali responsabilità.
Per i pochi che non hanno avuto la possibilità di conoscere i dettagli del caso del piccolo Domenico, ricapitoliamo i fatti contestati emersi dalle attuali ricostruzioni e dalle indagini, per come sono stati riportati:
- un contenitore ultratecnologico da 7.000 euro lasciato inutilizzato per mancata formazione dei medici;
- manovre tecniche ritenute inappropriate nella gestione dell’organo, responsabilità medica;
- ghiaccio secco inserito al posto del sistema corretto, con temperature scese fino a -70°C, approvato da medico;
- cardiectomia eseguita prima dell’arrivo e della verifica dell’organo, eseguito da medico;
- impianto comunque effettuato da chirugo;
- omissioni comunicative verso la famiglia da parte dell’equipe medica;
- pressioni interne per non riferire quanto accaduto da parte della dirigenza medica verso personale di comparto.
E alla base del ragionamento del presidente dell’Ordine dei medici vi sarebbe, in qualche modo, l’idea che il passaggio di alcune competenze dai medici agli infermieri possa essere tra le cause di un abbassamento della qualità dell’assistenza?
Attribuire questo duro colpo mediatico, che sta investendo la figura medica, a un presunto eccesso di competenze infermieristiche significa spostare l’attenzione dal nodo centrale.
Sembra piuttosto il vano tentativo di utilizzare la professione infermieristica, proprio mentre il Governo ne valorizza il ruolo in vista delle prossime sfide sanitarie, anche attraverso le nuove Lauree Magistrali a indirizzo clinico, come uno scudo, un capro espiatorio su cui far ricadere l’onda denigratoria che sta colpendo i medici.

Wound Care Facile: il manuale per formarsi nel trattamento delle lesioni cutanee
Prima di continuare con l’articolo vogliamo rubarti un minuto per chiederti: quante volte ti sei trovato davanti a una lesione complessa, magari su un paziente anziano o fragile, e hai pensato: “E adesso da dove inizio?”
Sul mercato esistono infinite medicazioni, ma nel nostro armadio (o nel carrello, o nello zaino!) ne abbiamo appena qualcuna a disposizione. Spesso siamo soli, senza nessuno che possa darci risposte certe in quel momento.
Pubblicata dalla casa editrice Maggioli Editore, abbiamo pensato a “Wound Care Facile: dalle basi ai fondamentali” proprio per questo: per trasformare quell’incertezza in competenza.
Il manuale non è il solito mattone incomprensibile. È la guida teorico-pratica che avremmo voluto avere noi stessi quando abbiamo iniziato a trattare lesioni complesse.
Dalle basi ai fondamentali, ti diamo una vera “cassetta degli attrezzi” per gestire le lesioni con sicurezza. Niente di più, niente di meno.
Scopri il manuale che ti semplificherà il lavoro sui principali E-Commerce (MaggioliEditore.it e Amazon.it) o nel box qui sotto!
Impara facilmente a gestire e medicare lesioni e ulcere cutanee di difficile guarigione
Wound care facile
La gestione delle lesioni cutanee è una competenza centrale per tutti i professionisti della salute: una valutazione accurata e un trattamento appropriato possono determinare la differenza tra un decorso favorevole e complicanze importanti. Questo manuale offre una panoramica completa e aggiornata del Wound Care, con un taglio fortemente operativo e supportato dalle più recenti evidenze scientifiche e linee guida internazionali.Il volume accompagna il lettore lungo l’intero percorso assistenziale: dalla valutazione del paziente e della lesione alla pianificazione del trattamento, fino al monitoraggio dell’evoluzione clinica e alla prevenzione delle complicanze. Ampio spazio è dedicato alle diverse tipologie di lesioni cutanee, acute e croniche, alla fisiopatologia della cute lesa, ai principi del Wound Care moderno e ai criteri per la scelta ragionata delle medicazioni. Schede tecniche, casi clinici, immagini esplicative e strumenti di sintesi favoriscono il collegamento immediato tra teoria e pratica, stimolando il ragionamento clinico e la capacità decisionale dell’operatore. Ogni capitolo è pensato per essere consultato anche singolarmente, in funzione delle esigenze assistenziali del momento. Completano l’opera test di autoapprendimento con relative soluzioni, conclusioni con approfondimenti consigliati, un’ampia bibliografia e una sitografia ragionata. A chi si rivolge- Il testo è destinato a:- infermieri- medici- fisioterapisti- OSS- studenti delle professioni sanitarie- formatori e responsabili clinici Contenuti principali- fondamenti di valutazione del paziente e della lesione- classificazione delle lesioni acute e croniche e fisiopatologia della cute lesa- principi del Wound Care contemporaneo e gestione dell’ambiente di lesione- criteri per la scelta delle medicazioni in base alla fase di guarigione e alle condizioni del paziente- strategie per la prevenzione delle complicanze e la riduzione del rischio- integrazione del Wound Care in un approccio multidisciplinare e centrato sulla persona- sintesi operative sulla valutazione e sull’implementazione del trattamento, con rapide “mappe” di consultazione- test di autoapprendimento, conclusioni con suggerimenti di studio, bibliografia indicizzata e sitografia. Punti di forza- Impostazione pratica, chiara e immediatamente spendibile nella realtà clinica.- Forte integrazione tra teoria, casi clinici, schede tecniche e iconografia.- Costante riferimento a linee guida e raccomandazioni evidence-based. – Struttura modulare che consente la consultazione per problemi o per tipologia di lesione. – Strumenti per la formazione continua: test di autoapprendimento con soluzioni e proposte di approfondimento.- Attenzione all’approccio multidisciplinare e alla centralità della persona assistita, con ricadute sulla qualità di vita e sull’uso appropriato delle risorse. Profilo dell’autoreDario Tobruk è Content Manager del sito Dimensioneinfermiere.it e Wound Care Specialist. Collabora con case editrici, provider e società scientifiche per la produzione di contenuti scientifici e divulgativi in ambito sanitario, con particolare attenzione alla diffusione di buone pratiche cliniche e alla promozione dell’aggiornamento professionale degli operatori.
Dario Tobruk | Maggioli Editore 2025
27.55 €
Morte del piccolo Domenico e l’assurda accusa di “troppe competenze agli infermieri”
La frase “troppe competenze agli infermieri”, citata da Anelli per giustificare la morte del piccolo Domenico, anche qualora fosse privata di qualsiasi intento corporativo e accusatorio, continua a risultare priva di fondamento, poiché veicola almeno tre evidenti fallacie autoevidenti:
- Che l’autonomia sia un problema di per sé.
- Che l’errore di una professione sia proporzionale a quanto cresca un’altra professione.
- Che la soluzione sia tornare indietro o lasciare tutto così com’è.
Non dovrebbe nemmeno essere necessario spiegare perché un simile ragionamento sia non solo fragile sul piano logico, ma anche discutibile sul piano dell’opportunità.
In un Paese caratterizzato da una carenza strutturale di infermieri, con un’età media della popolazione in costante aumento e con bisogni assistenziali sempre più complessi, delegittimare le competenze infermieristiche non rafforza la sicurezza del sistema. La indebolisce.
Ma non solo, come sostenuto dal pronto comunicato stampa della FNOPI, che non si riserva di tutelare il decoro professionale anche in tribunale, mettere “in correlazione la grave e conclamata catena di errori nelle procedure di espianto e trapianto con l’accresciuto passaggio di competenze e responsabilità alle professioni infermieristiche, significa utilizzare un evento tragico e doloroso per portare avanti battaglie ideologiche di categoria sull’atto medico che nulla hanno a che fare con quanto avvenuto tra Bolzano e Napoli.“.
In linea con la Federazione anche le principali società scientifiche infermieristiche “ritengono di estrema gravità qualsiasi dichiarazione che, al di fuori di un corretto e legittimo confronto istituzionale, entri nel merito di indagini giudiziarie ancora in corso, anticipando valutazioni o attribuendo responsabilità non accertate, soprattutto quando si tratta di vicende così drammatiche sotto il profilo umano e professionale.“
Non perderti il meglio di Dimensione Infermiere!
Vuoi rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità del mondo infermieristico e sanitario? Iscriviti alla nostra newsletter.
Riceverai direttamente nella tua casella di posta news, attualità sul mondo infermieristico e sanitario, articoli scientifici, approfondimenti professionali, interviste esclusive, podcast e contenuti inediti pensati per te. Formazione, concorsi, esercizio professionale, eventi, ECM e molto altro: tutto in un’unica newsletter per supportarti nella tua crescita professionale.
🔗 Iscriviti ora e unisciti alla nostra community di professionisti dell’assistenza!
Iscriviti alla newsletter
Autorizzo l’invio di comunicazioni a scopo commerciale e di marketing nei limiti indicati nell’informativa.
Presto il consenso all’uso dei miei dati per ricevere proposte in linea con i miei interessi.
Cliccando su “Iscriviti” dichiari di aver letto e accettato la privacy policy.
Grazie per esserti iscritto alla newsletter.
Il silenzio mediatico della FNMCeO non potrà durare a lungo
Il muro di silenzio dietro la quale la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri si sta trincerando non potrà durare a lungo ma al momento non risultano ulteriori chiarimenti da parte della federazione o dello stesso Filippo Anelli.
Una scelta comunicativa che, per ora, sembra affidarsi al silenzio come strategia per attraversare la tempesta mediatica che non accenna a calmarsi sui social dove da due giorni il popolo social fatto da infermieri e OPI continua a chiedere spiegazioni delle assurde dichiarazioni di un presidente di un ordine che, almeno teoricamente, dovrebbe esserci “amico”. Ma che in realtà dovremmo iniziare a vedere per quello che è, un competitor…nei migliore dei casi.
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento