Complessità Assistenziale e Dirigenza Infermieristica del CID

Redazione 20/03/17
Scarica PDF Stampa
Quasi una settimana fa si è concluso il primo convegno annuale del Comitato Infermieri Dirigenti del Lazio. Il tema su cui il convegno verteva è caro a tutti noi infermieri: “La determinazione del fabbisogno del personale attraverso la valutazione della complessità assistenziale: strumenti e metodi a confronto”.

Determinazione degli Indici di Complessità Assistenziale

Diversi ed illustri sono stati i contributi esposti dai relatori che si sono succeduti durante la ricca giornata del 10 marzo. Tra gli interventi vorremmo evidenziare l’esposto del Dott. Bruno Cavaliere dell’Azienda San Martino di Genova con la relazione “La determinazione degli Indici di Complessità Assistenziale (ICA)®: concetti teorici e sua applicabilità” che da molti anni si occupa del tema pubblicando con la Maggioli anche un importante volume sull’argomento:

Molti altri i relatori che sono intervenuti, come: la Prof.ssa Stefania Di Mauro  – Università Bicocca di Milano, il Prof. Renzo Zanotti – Università di Padova, la Dott.ssa Annalisa Pennini – direttore scientifico Format Trento,  la Dott.ssa Laura Ferraioli – Azienda Ospedaliera di Lecco e il Dott. Fabio D’Agostino Dottore di Ricerca dell’Università Tor Vergata di Roma. Tutti loro hanno portato al convegno il loro sapere e la loro esperienza maturate in tanti anni di studio ed applicazione scientifica.

La dirigenza infermieristica e il comparto sanitario

Ma gli obiettivi della giornata non si sono fermati ad una sola considerazione della letteratura scientifica sulla complessità assistenziale; al convegno si è parlato di dirigenza infermieristica.

Si è parlato anche della dignità professionale degli infermieri, di riposizionare il paziente al centro del percorso terapeutico e di migliorare le condizioni di lavoro dell’operatore. Sembra che i dirigenti infermieri sentano la necessità di non voltare le spalle a chi nella sanità lotta sul fronte. E che la sola carenza di risorse non possa essere ragione giustificativa di condizioni di lavoro inammissibili per gli infermieri. Non possiamo che esserne fieri. Aspettando comunque che l’impegno preso diventi presto azione e strategia, per il bene dei pazienti e del comparto infermieristico che per troppo tempo ha compensato con spirito di sacrificio le falle del sistema sanitario.

I primi passi per migliorare il lavoro degli infermieri

Come specificato dal razionale del convegno:

” Un ripensamento della presa in carico del paziente attraverso una univoca personalizzazione delle cure, condivisa a tutti i livelli, necessita di una nuova cultura e appropriati strumenti operativi. Proprio da questi presupposti, nasce l’esigenza di conoscere e condividere metodi e strumenti, oggi presenti sul territorio nazionale, che rispondano in modo adeguato alle esigenze assistenziali e nel contempo a quelle organizzative.”

Esistono metodi e strumenti utili a quantificare e attribuire alla giusta assistenza il giusto paziente. Misurare la complessità assistenziale vuol dire anche poter dimostrare il proprio lavoro, renderlo oggettivo e oggettivabile al di là della semplice routine a cui l’infermiere deve soggiacere o peggio compensare. E’ un esercizio utile alla dirigenza ma lo è ancor di più per il comparto, arricchendo il proprio arco con quante più frecce possibili. L’evoluzione dell’infermiere passa anche da qui.

Se sei interessato alla complessità assistenziale leggi anche:

Complessità assistenziale: un metodo per orientarsi

Giuseppe Marmo è coordinatore didattico della Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche dell’Università Cattolica, sede formativa Ospedale Cottolengo di Torino.Monica Molinar Min è Direttore dei Servizi Assistenziali dell’Ospedale e Casa di Cura Koelliker di Torino.Aldo Montanaro è Direttore dei Servizi Assistenziali delle strutture torinesi del Gruppo Humanitas.Paola Rossetto, opera nel settore Risk Management dell’ASL TO4. Complessità assistenziale è un termine oggi molto usato nel mondo sanitario, anche se non sempre ben conosciuto. Spiegare nel modo più comprensibile possibile i principi della com- plessità ed evidenziare come essi possono essere declinati nell’assi- stenza infermieristica è la proposta che il libro presenta al lettore, il quale avrà anche modo di confrontarsi con un metodo per“leggere” la complessità delle persone assistite: il MAP (Metodo Assistenziale Professionalizzante). Metodo costruito attraverso un interessante ed emblematico per- corso che racconta come un gruppo di persone, motivate e molto diverse tra loro, ha accettato, a un certo punto della propria vita professionale, una sfida culturale, dando corpo a un’intuizione e co- struendo qualcosa di nuovo con l’intenzione di offrire un contributo evolutivo alla comunità professionale e al miglioramento dell’assi- stenza infermieristica.        

a cura di Giuseppe Marmo – Monica Molinar – Min Al | 2016 Maggioli Editore

19.00 €  15.20 €

Redazione