Infermieri in Cambiamento: medici che sostituiscono gli infermieri? Colpa della nostra crisi di identità!

Infermieri in Movimento editoriale di Raffaele Varvara
Infermieri in Movimento editoriale di Raffaele Varvara

Oggi pubblichiamo l’editoriale a firma di Raffaele Varvara, presidente del movimento politico-professionale “Infermieri in Cambiamento”. Il CoAutore Varvara denuncia una crisi d’identità perenne nella categoria e propone un progetto politico-professionale inedito e soluzioni radicali ai problemi strutturali della categoria professionale. 


Infermieri in Cambiamento: medici che sostituiscono gli infermieri? Colpa della nostra crisi di identità!

Capiamo che in un emergenza così estenuante, possano saltare gli schemi ma la vicenda della lettera della regione Piemonte – Direzione Sanità, ha del singolare. L’ invito alle aziende sanitarie ad assumere, in mancanza di infermieri, medici cui far svolgere attività infermieristiche, noi la leggiamo come una conseguenza, l’ennesima, della nostra atroce “crisi di identità”.

Ci piace paragonare la nostra professione a un paziente che, nonostante la sua giovane età, già soffre di una patologia “crisi di identità” che definiamo come l’incapacità del nostro corpo professionale di autodefinirsi nel suo ruolo e nella sua funzione. Nell’ epoca della post-ausiliarietà, non abbiamo ancora capito chi siamo, di cosa ci occupiamo, qual è il nostro preciso e autonomo contributo che offriamo nella squadra di cura. A confermare questo scenario è lo studio APRI (Appropriatezza PRofessionale Infermieristica) condotto dall’ OPI di Belluno, che, nel 2018, ci forniva i numeri di questa crisi.

I risultati sono sconvolgenti: quasi la totalità degli infermieri svolge attività non infermieristiche che vanno dalle attività mediche, alle attività dell’oss a quelle di altri sanitari o addirittura di amministrativi.

È evidenza scientifica: gli infermieri sono i tuttofare della sanità, tappabuchi che occupano 1/3 del proprio tempo in attività al di fuori del proprio campo; facciamo molto bene i segretari, gli oss, gli ausiliari, i medici, i coordinatori, facciamo molto male invece l’assistenza infermieristica. Lo studio RN4CAST ha rivelato quali sono le cure mancate che non riusciamo ad erogare, perché impiegati a fare altro. Riteniamo prioritario soddisfare i bisogni a più immediato riscontro, sacrificando così il tempo dedicato al lavoro intellettuale di progettualità della presa in carico. Eseguiamo ancora un’assistenza “a chiamata”, non pianificata ovvero sbrigando un mucchio di compiti sul paziente senza avere né la gestione, né la visione globale del processo assistenziale. Dobbiamo renderci conto che non stiamo andando nella direzione voluta dal legislatore al momento della stesura del DM 739/94 e della L. 251/00.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Dunque se risultiamo fungibili cioè privi di una identità chiara e inequivocabile, saremo sempre passibili di logiche di promiscuità. Siamo in una morsa: “da sotto” gli oss che rivendicano nuove competenze, “da sopra” la politica che dirotta i medici a sostituire gli infermieri.

Le “cure mancate” della politica professionale su sponda ordinistica hanno peggiorato il quadro patologico della professione. Si è creduto che bastasse una legge per cambiare consuetudini, abitudini, modi di fare incancreniti nei meccanismi organizzativi. A distanza di 20 anni, “Infermieri in Cambiamento” denuncia il fallimento di questa linea politica, perché è evidente: non siamo riusciti ad applicare nella prassi le evoluzioni normative. Ordini professionali, società scientifiche, sindacati agiscono spesso isolati e senza alcuna armonizzazione rispetto a questioni fondamentali e trasversali riguardanti tutti i professionisti Infermieri. Di fatto, nonostante i proclami, non esiste un organico progetto emancipativo della professione che coinvolga tutte le rappresentanze .

Noi proponiamo gli STATI GENERALI DELL’INFERMIERISTICA: un’occasione di incontro di tutte le anime della professione (ordini, sindacati, dirigenti, docenti e associazioni professionali) per far emergere una convergenza, già esistente in forma latente, sulla necessità di concordare un ruolo inequivocabile e infungibile dell’infermiere del futuro.
Oggi ad esempio servono proposte condivise indirizzate a valorizzare i percorsi di formazione avanzata e specialistica ad indentificare figure con competenze nuove, e a definire modelli innovativi dell’organizzazione dell’assistenza infermieristica. Serve lavorare non sbriciolati ciascuno dalla propria prospettiva autoreferenziale e individualistica, ma operare per perseguire scopi di utilità professionale ovvero attivarsi a beneficio della collettività professionale tutta.

Chiediamo soprattutto alle associazioni e società scientifiche di darci una mano nel tentativo di far comprendere la necessità di questo salto culturale indispensabile.
Per concludere, alla sortita della regione Piemonte, hanno già fatto seguito comunicati di denuncia, tuttavia siamo stufi di continue pezze o soluzioni tampone: basti pensare che solo qualche mese fa sollevavamo la questione del ministro Manfredi rispetto alla titolarità della docenza disciplinare infermieristica nelle Università italiane
“Infermieri in Cambiamento” propone un progetto politico-professionale inedito e soluzioni radicali ai problemi strutturali della categoria professionale.

Su Formazione Infermiere martedi 24 novembre dalle 17.30 alle 18.30 in un webinar online, avremo modo di approfondire questo ed altro.
Veniteci a scoprire su www.infermierincambiamento.com e rimanete sintonizzati!

Raffaele Varvara
Coautore presidente di “Infermieri in Cambiamento”

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