L’Ausl eroga bonus di 1000 euro agli infermieri, poi se lo riprende

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Un autentico pasticcio. È così che alcuni rappresentanti sindacali hanno descritto ciò che è accaduto all’Ausl di Piacenza e che riguarderebbe una sessantina di lavoratori, soprattutto infermieri e tecnici di radiologia.

Stipendi decurtati

Gli operatori, infatti, per aver contribuito a ridurre le liste di attesa in ospedale svolgendo un mare di straordinari tra agosto e dicembre 2020, avevano ricevuto un premio economico di mille euro in busta paga.

Il problema è che adesso l’Ausl, in alcuni casi, li rivuole indietro. Cosa è successo? Ha provato a spiegarlo Valentina Stragliati (Lega), che ha depositato un atto ispettivo per fare luce sull’accaduto, a Libertà: “Sembra che da ulteriori controlli siano emerse incongruenze durante l’effettiva corresponsione di tale bonus e quindi l’Ausl abbia comunicato la possibilità di procedere con un recupero del pagamento errato. 

Questa modalità però non sembra essere stata condivisa con le sigle sindacali. Inoltre, molti dipendenti segnalano di non essere stati messi a conoscenza della scelta, trovandosi di fatto lo stipendio decurtato del premio ricevuto, senza alcuna spiegazione”.

I ritardi nel pagamento alla base del problema?

Per carità, nulla di strano in un paese che, quando è in mutande, crea furbescamente degli ‘eroi’ da prendere poi a pesci in faccia quando si tratta di riconoscerli davvero, ma… Come è stato possibile questo imbarazzante dietro front?

Ha provato a spiegarlo Gianmaria Pighi (Uil): “Per l’erogazione del bonus l’Ausl di Piacenza aveva a disposizione un budget di circa 150mila euro. Alcuni lavoratori, però, hanno perso impropriamente il diritto ad accedere a questo premio economico, a causa dei ritardi nel pagamento da parte dell’azienda sanitaria locale. 

E si tratta di operatori che, con ore di straordinari, hanno contribuito ad abbattere le liste d’attesa in ospedale, per far fronte ai rallentamenti dovuti all’emergenza Covid”.

Stefania Pisaroni (Cgil), ha altresì fatto presente che “I sindacati si sono già fatti parte attiva con l’Ausl per avere chiarimenti e trovare soluzioni adeguate”.

La replica dell’Ausl

E a proposito di chiarimenti, l’azienda sanitaria ha affidato ad una nota ufficiale l’arduo compito di fare ordine e spiegare i problemi verificatisi: “A novembre l’Azienda Usl di Piacenza ha deciso di pagare 20 ore di prestazioni aggiuntive a personale del comparto operante in settori particolarmente coinvolti nelle attività volte alla riduzione delle liste di attesa.

La normativa non prevede una contrattazione integrativa per l’applicazione dell’istituto. Tuttavia, è consuetudine dell’Azienda Usl di Piacenza fornire informazione ai rappresentanti sindacali di categoria relativamente ad aspetti di interesse dei lavoratori, quali applicazioni contrattuali o legislative.

Pertanto, prima di procedere con il pagamento, alla fine novembre, la direzione delle professioni sanitarie ha illustrato i criteri che sono stati utilizzati per l’impiego delle risorse disponibili. I fondi sono stati destinati a infermieri e tecnici di radiologia che hanno operato nel periodo agosto-dicembre 2020 in settori particolarmente coinvolti nella riduzione delle liste di attesa e che hanno prodotto un’eccedenza oraria rispetto al dovuto. Il pagamento è stato effettuato nel mese di dicembre”.

E fin qui tutto ok. “Si è in seguito verificato che purtroppo l’importo previsto era stato erroneamente attribuito ad alcuni dipendenti che non avevano il saldo orario richiesto, mentre non era stato percepito da altri che avevano le eccedenze orarie previste.

Con lo stipendio di gennaio 2022 si è pertanto proceduto alla liquidazione del compenso a coloro che erano rimasti esclusi e contestualmente al recupero di quanto erroneamente corrisposto, prevedendo una rateizzazione su dieci mensilità al fine di ridurre al minimo l’impatto sullo stipendio netto. 

Si precisa che il pagamento in eccesso ha riguardato poco più di sessanta dipendenti su un totale di quattromila in servizio”.

Chi ha ragione, quindi? Terremo sotto controllo eventuali sviluppi della vicenda.

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