Linea Guida e Protocollo: quali sono le differenze?

Quali sono le differenze tra Linea Guida e Protocollo?
Quali sono le differenze tra Linea Guida e Protocollo?

Quali sono le differenze tra linea guida e protocolli? Procediamo chiarendo le definizioni di linee guida e di protocollo in campo sanitario .

Cosa sono i protocolli?

Se volessimo riassumere i “rigidi” protocolli, essi sono prescrizioni di comportamenti standardizzati a tutti gli operatori a cui viene richiesto un particolare risultato. 

Risultato atteso e prescritto da un protocollo

Un risultato ad esempio è la compilazione della cartella infermieristica in cui non è permessa alcuna discrezionalità, bensì un unico risultato sempre raggiunto: una raccolta dati completa e corretta formalmente, sempre e in ogni caso.

I protocolli non supportano le decisioni degli operatori perché semplicemente le prescrivono e precludono ogni discrezionalità.

Indicano all’operatore uno schema di comportamento, una sequenza ben definita, una successione di azioni che ci si aspetti l’infermiere compia per raggiungere un determinato obiettivo e per erogarlo in maniera efficace, efficiente ed omogenea.

Un secondo esempio è l’identificazione del paziente e i controlli crociati sacca/infermiere/medico prima di iniziare un’emotrasfusione.

Cosa sono le Linee Guida?

Le Linee Guida invece assistono il professionista in tutte quelle situazioni in cui non si può imporre un dato comportamento senza influire negativamente sul processo di assistenza.

Ad esempio la gestione del catetere vescicale e dei cateteri venosi periferici e cateteri venosi centrali saranno supportati sia da protocolli sia da linee guida.

Si intende con linea guida:

“l’insieme delle raccomandazioni di comportamento clinico-assistenziale, prodotte attraverso un processo sistematico allo scopo di assistere gli operatori nel prendere decisioni sulle modalità di assistenza più appropriate ed efficaci, al fine di raggiungere gli obiettivi di cui  gli operatori sono responsabili in una specifica situazione clinica.”

Tanti sono i casi in cui si devono prendere decisioni diverse, quindi è necessario il supporto della linea guida, poiché evolvono in maniera imprevedibile i fattori in gioco.

In questi casi le regole imposte, tipiche delle prescrizioni dei protocolli, non funzionano perché limitano gli interventi dell’operatore che, deve basarsi su quello che è la sua esperienza personale, la sua capacità di problem-solving e il suo corpus di conoscenze al fine di agire per il bene del paziente .

Devi studiare per i concorsi?

Com’è formata una linea guida

Tutte le raccomandazioni di ogni linea guida devono avere due requisiti essenziali:

  1. la forza delle raccomandazioni: è la probabilità che l’applicazione di una raccomandazione determini un miglioramento dello stato di salute della popolazione a cui la raccomandazione è rivolta, generalmente viene indicata con le prime lettere dell’alfabeto da A (per le migliori) ad E (raccomandazioni deboli o addirittura sconsigliate).

  1. livello di prova: è la probabilità che un certo numero di conoscenze sia derivato da studi validati, pianificati e condotti in modo tale da produrre informazioni valide e prive di errori sistematici. Vengono identificati spesso con un numero romano (dipende dall’ agenzia che li rilascia, in questo caso l’agenzia è la CeVEAS) da “I” per prove ottenute da più studi clinici randomizzati e/o revisioni sistematiche di studi randomizzati fino a “VI” per quelle prove basate da opinioni di esperti, gruppi e comitati.

Nella consultazione di una linea guida, ad esempio sul catetere vescicale, avrete quindi una lista di comportamenti clinici con un differente grado di raccomandazione. Per esempio se…

E’ necessario lavare le mani prima e dopo ogni manipolazione del catetere.

Verrebbe considerata come una Raccomandazione IA, ossia consigliata all’esecuzione e supportata da studi scientifici accreditati senza alcun dubbio. Una raccomandazione con minore prova di evidenza potrebbe essere.

Non è raccomandata Y di X in caso di Z (IIB).

(Questa raccomandazione è inventata). 

In questo caso inventato, la raccomandazione non ha prove sufficienti per essere accreditata e quindi non viene consigliata.

In sintesi

se la linea guida vi indica cosa dovreste o potreste fare in una specifica situazione, il protocollo invece, statene certi, vi dirà esattamente cosa dovete fare.

Autore: Dario Tobruk FacebookTwitter

Articolo Aggiornato il 25/06/2020

 

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Fonti e approfondimenti:

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

2 Commenti

  1. Buongiorno trovo molto interessante questo argomento e vorrei porle un quesito,il paziente per conoscere se j medici che lo hanno in cura stiano seguendo correttamente le linee guida e i protocolli ha la possibilità di “visionarli”È se di come si deve procedere?

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