Paziente cadde dal letto e morì, infermiere prosciolte

Erano state accusate di omicidio colposo, ma alla fine è emerso che sono stati rispettati tutti i protocolli e che dalle due infermiere non si potevano esigere comportamenti diversi.

La vicenda

Nel 2015, un anziano di 83 anni residente a Lecce nei Marsi (Abruzzo), dopo essere stato trovato in casa privo di sensi dai propri familiari, era stato portato all’Ospedale di Avezzano.

Lì, in pronto soccorso, le sue condizioni di salute erano peggiorate tanto che all’Obi, poi, era caduto dal letto riportando un importante trauma cranio-facciale. Di lì a 3 giorni il paziente è deceduto.

Sul caso era stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Avezzano e la Magistratura aveva disposto l’autopsia sul corpo dell’anziano per accertare le cause di morte: era morto per le cadute in casa? Per quella in ospedale? Per altre cause?

Le accuse alle infermiere

Nel mirino erano finite due infermiere in turno all’Obi quel giorno che, per “imperizia e negligenza”, secondo chi indagava avevano causato l’infortunio all’interno dell’ospedale e, di conseguenza, il decesso del degente. Di conseguenza, erano state rinviate a giudizio per omicidio colposo.

Secondo l’accusa, il reato delle due imputate sarebbe stato quello di “omessa vigilanza sul paziente anziano che era agitato e con problemi di deambulazione”. Altresì, a questo “non era stato impedito ogni movimento per lui pericoloso” con dei mezzi di contenzione.

Il proscioglimento

Alla fine, dopo sei anni di processi, le due professioniste sono state assolte da ogni accusa in quanto avevano agito in modo impeccabile e con professionalità.

Secondo la sentenza emessa dal giudice Daria Lombardi, infatti, come riportato da MarsicaLive, tutti i protocolli sono stati rispettati e dalle due infermiere non si potevano esigere comportamenti diversi.

Già, perché l’infermiere non è un piantone o un badante che ha a che fare con un solo paziente. E l’uso dei mezzi di contenzione, fatta eccezione per le sponde del letto che devono essere alzate, non è affatto così semplice (è necessaria la prescrizione medica. In situazioni di emergenza l’infermiere può decidere di ricorrere al loro utilizzo, ma la situazione deve comunque essere valutata dal medico nel più breve tempo possibile).

Autore: Alessio Biondino

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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