A New York, fino a 16.000 infermieri di cinque grandi ospedali privati hanno confermato l’intenzione di procedere con lo sciopero infermieristico a partire da oggi, dopo settimane di trattative senza esito sul rinnovo dei contratti scaduti il 31 dicembre.
È la più grande mobilitazione della categoria mai registrata nella città simbolo del capitalismo occidentale: una cifra che rende bene la misura della crisi che attraversa l’assistenza sanitaria americana (e in una certa misura, anche quella del resto del mondo)
Non solo aumenti e qualità del lavoro, anche le IA spazientiscono gli infermieri americani
Gli infermieri newyorkesi, così come gli infermieri italiani e di tutto il resto del mondo, chiedono aumenti salariali. Ma al centro del conflitto non ci sono solo le buste paga.
I sindacati dei cinque ospedali, reclamano un organico adeguato per garantire turni sostenibili e un’assistenza realmente sicura: non più un solo infermiere a gestire decine di pazienti, ma un rapporto numerico che consenta di lavorare con dignità e, soprattutto, con efficacia.
Sul tavolo anche un tema sempre più sensibile: la tutela della professione dall’impatto dell’Intelligenza Artificiale, che negli Stati Uniti sta già iniziando a ridefinire le mansioni e i carichi di lavoro in ospedale. Contro ogni prospettiva, sembra che l’uso delle IA possa diventare fonte di preoccupazione anche per la professione, categoricamente citata come tra le meno esposte alla disoccupazione tecnologica.
Come formarsi sul Wound Care
Prima di continuare con l’articolo vogliamo rubarti un minuto per chiederti:
quante volte ti sei trovato davanti a una lesione complessa, magari su un paziente anziano o fragile, e hai pensato: “E adesso da dove inizio?” ![]()
Il trattamento delle ulcere cutanee può spaventare, è vero.
Sul mercato esistono infinite medicazioni, ma nel nostro armadio (o nel carrello, o nello zaino!) ne abbiamo spesso solo poche a disposizione. Eppure, dobbiamo portare a casa il risultato. Spesso siamo soli, senza nessuno che possa darci risposte certe in quel momento.
Pubblicata dalla casa editrice Maggioli Editore, abbiamo pensato a “Wound Care Facile” proprio per questo: per trasformare quell’incertezza in competenza. Non è il solito mattone incomprensibile. È la guida pratica che avremmo voluto avere noi stessi quando abbiamo iniziato a trattare lesioni complesse.
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Wound care facile
La gestione delle lesioni cutanee è una competenza centrale per tutti i professionisti della salute: una valutazione accurata e un trattamento appropriato possono determinare la differenza tra un decorso favorevole e complicanze importanti. Questo manuale offre una panoramica completa e aggiornata del Wound Care, con un taglio fortemente operativo e supportato dalle più recenti evidenze scientifiche e linee guida internazionali.Il volume accompagna il lettore lungo l’intero percorso assistenziale: dalla valutazione del paziente e della lesione alla pianificazione del trattamento, fino al monitoraggio dell’evoluzione clinica e alla prevenzione delle complicanze. Ampio spazio è dedicato alle diverse tipologie di lesioni cutanee, acute e croniche, alla fisiopatologia della cute lesa, ai principi del Wound Care moderno e ai criteri per la scelta ragionata delle medicazioni. Schede tecniche, casi clinici, immagini esplicative e strumenti di sintesi favoriscono il collegamento immediato tra teoria e pratica, stimolando il ragionamento clinico e la capacità decisionale dell’operatore. Ogni capitolo è pensato per essere consultato anche singolarmente, in funzione delle esigenze assistenziali del momento. Completano l’opera test di autoapprendimento con relative soluzioni, conclusioni con approfondimenti consigliati, un’ampia bibliografia e una sitografia ragionata. A chi si rivolge- Il testo è destinato a:- infermieri- medici- fisioterapisti- OSS- studenti delle professioni sanitarie- formatori e responsabili clinici Contenuti principali- fondamenti di valutazione del paziente e della lesione- classificazione delle lesioni acute e croniche e fisiopatologia della cute lesa- principi del Wound Care contemporaneo e gestione dell’ambiente di lesione- criteri per la scelta delle medicazioni in base alla fase di guarigione e alle condizioni del paziente- strategie per la prevenzione delle complicanze e la riduzione del rischio- integrazione del Wound Care in un approccio multidisciplinare e centrato sulla persona- sintesi operative sulla valutazione e sull’implementazione del trattamento, con rapide “mappe” di consultazione- test di autoapprendimento, conclusioni con suggerimenti di studio, bibliografia indicizzata e sitografia. Punti di forza- Impostazione pratica, chiara e immediatamente spendibile nella realtà clinica.- Forte integrazione tra teoria, casi clinici, schede tecniche e iconografia.- Costante riferimento a linee guida e raccomandazioni evidence-based. – Struttura modulare che consente la consultazione per problemi o per tipologia di lesione. – Strumenti per la formazione continua: test di autoapprendimento con soluzioni e proposte di approfondimento.- Attenzione all’approccio multidisciplinare e alla centralità della persona assistita, con ricadute sulla qualità di vita e sull’uso appropriato delle risorse. Profilo dell’autoreDario Tobruk è Content Manager del sito Dimensioneinfermiere.it e Wound Care Specialist. Collabora con case editrici, provider e società scientifiche per la produzione di contenuti scientifici e divulgativi in ambito sanitario, con particolare attenzione alla diffusione di buone pratiche cliniche e alla promozione dell’aggiornamento professionale degli operatori.
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Il rifiuto delle aziende di accettare le richieste
Gli ospedali coinvolti sono pronti al peggio attivando piani di emergenza per coordinare eventuali trasferimenti di pazienti e garantire la continuità assistenziale.
In parallelo, le direzioni ospedaliere stanno ricorrendo a personale interinale, scelta che rischia però di alimentare tensioni interne.
Un sindacato ha direttamente accusato una delle direzioni ospedaliere ad aver costretto diversi infermieri di ruolo ad addestrare colleghi temporanei assunti per sostituirli.
La replica del colosso sanitario non si è fatta attendere: l’azienda ha denunciato la “politicizzazione” della vertenza e giudicato “irrealistiche” le richieste economiche, sostenendo che comporterebbero un aumento medio superiore ai 100.000 dollari annui, cifra che il sindacato contesta come infondata.
Lo sciopero infermieristico più grande nella storia di New York
Gli operatori lamentano condizioni di lavoro insostenibili dopo anni di pandemia, tagli e dimissioni di massa. Ad aggravare ancora di più la situazione, anche la politica, con le manovre approvate dall’amministrazione Trump, con cui sono stati tagliati 8 miliardi di dollari di fondi federali destinati agli ospedali newyorkesi.
Un duro colpo che ha provocato una crisi strutturale e che ora potrebbe far perdere fino a 34.000 posti di lavoro in tutto lo Stato.
Gli effetti si traducono in meno personale, più stress e più rischio clinico per i pazienti. Negli ospedali, turni di 12 ore, straordinari obbligatori e ferie negate sono diventati la norma.
“Non chiediamo privilegi”, ha dichiarato una sindacalista: “chiediamo solo di poter curare in sicurezza”.
Ed è il suo neo-sindaco Zohran Mamdani a benedire ( ma solo tra le righe), il più grande sciopero della storia di New York dichiarando: “In ognuno dei periodi più bui della nostra città, gli infermieri si sono presentati al lavoro. Il loro valore non è negoziabile e il loro valore non è in discussione. Sappiamo che durante l’11 settembre sono stati gli infermieri a curare i feriti. Sappiamo che durante la pandemia globale sono stati gli infermieri a venire al lavoro anche a scapito della propria salute. Si sono presentati anche quando non avevamo dispositivi di protezione individuale. Si sono presentati anche quando gli altri erano a casa.“
“In conclusione: si sono presentati“, ha aggiunto.
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