Legge 104, come fare a sostituire il caregiver familiare?

legge 104, adesso è possibile sostituire il caregiver familiare
legge 104, adesso è possibile sostituire il caregiver familiare

Parlare di Legge 104 involge varie tematiche già ampiamente affrontate in alcuni dei nostri articoli, vedi riepilogo-dettagliato-sulle-novita-legge-104 .La recente informativa avente ad oggetto la sopra citata norma ci permette di chiarire alcuni degli aspetti più particolari, con particolare riferimento ai permessi al lavoratore nel caso in cui questi necessiti di essere sostituito nella sua attività di assistente al familiare.

Sostituire il caregiver familiare? Adesso si può.

Il caregiver familiare (colui che si prende cura del parente disabile), può, alla luce della recente disciplina, essere sostituito per vari motivi, facendo sì che altri possano assistere la persona affetta da disabilità. Il fine della attuale visione normativa è quello di consentire di dar vita alla c.d legge 104 saltuaria, a seguito della quale anche chi il non caregiver possa prestare la propria attività di assistenza in favore del malato.

L’interpretazione sopra esposta consente di porre rimedio all’eventuale vuoto di tutela nella quale potrebbe incorrere il soggetto disabile, qualora il caregiver (titolare del diritto derivante dalla legge 104) non fosse nella possibilità di accudire il parente disabile.

Caregiver familiare: come fare a sostituire il titolare del diritto della legge 104 

Chi volesse sostituire il caregiver potrà farlo presentando all’Inps e al suo datore di lavoro la seguente documentazione nella quale il sostituto attesta sotto la sua responsabilità di essere parente di colui il quale si vuole assistere, dovrà inoltre precisare la durata dell’assistenza ed il motivo per il quale si intende dar vita alla sostituzione. Qualora ci si trovi di fronte ad eventi che si susseguono con continuità nel tempo entrambi i soggetti che prestano assistenza al parente disabile possono usufruire delle tutele della legge 104, ma con modalità ridotte.

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Modifiche anche per i lavoratori part time

Di recente, inoltre, la Corte di Cassazione con la sentenza 4069/18 ha ribadito come anche il lavoratore dipendente che assista un parente affetto da grave disabilità abbia diritto ai giorni di permesso scaturenti dall’applicazione della legge 104, anche nei casi in cui sia in regime di contratto part-time. Il diritto oggetto della pronuncia è infatti un diritto non comprimibile. L’informativa sulla legge 104/92 chiarisce, inoltre, anche un altro dei punti critici inerenti alla valutazione della norma: la possibilità di godere del diritto ai 3 giorni di permesso mensile anche in regime di lavoro part time. Precisando come con lavoro part time si intendano sia quello orizzontale (si lavora in genere mezza giornata per tutta la settimana lavorativa) che quello verticale (si lavora per le intere otto ore giornaliere ma solo alcuni giorni alla settimana o al mese). Nel primo caso al lavoratore spetteranno un permesso giornaliero ridotto in proporzione alle ore lavorate e un permesso mensile di tre giorni, mentre per ciò che attiene ai lavoratori in regime di part time verticale spetteranno tre giorni interi al mese ma solo se si lavora per più della metà dei giorni settimanali e i permessi giornalieri di due ore saranno ripartiti in base ad ogni giorno di lavoro effettivamente svolto.

 

Legge 104 per saperne di più:

 

Tutto sulla legge 104: beneficiari, permessi e normativa

 

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Avvocato; giornalista pubblicista; copywriter. Esperto di diritto sanitario a seguito di un percorso formativo in ambito legale con il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Catania ed il successivo ampliamento delle conoscenze in ambito sanitario e giornalistico.

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