L’uso dei Robot nelle attività di cura: NEU la rivista dell’ANIN ci chiarisce le idee

uso dei robot nelle attività di cura
uso dei robot nelle attività di cura

Nel numero 3 2018 di NEU, viene affrontato ampiamente il tema dell’utilizzo dei robot nell’ambito della cura. Potrebbe risultare ostico e non comprensibile come i robot possano sopperire a tale funzione, ma già alla fine degli anni 80’ lo stesso computer non sembrava uno strumento fruibile.

L’uso dei Robot nelle attività di cura

Oggi non riusciamo a farne a meno, siamo on-Line in qualsiasi luogo e momento, utilizziamo piccoli processori nella nostra vita quotidiana quasi da non poterne più fare a meno, ritenendolo un oggetto di vitale importanza. In questo numero viene rivolta una particolare attenzione e analisi alle principali questioni morali che emergono nell’ambito della cura e in medicina sull’utilizzo della robotica rivolto a persone con mobilità ridotta o anziane.

In ambito assistenziale i robot sono in grado di occuparsi e se programmati possono preoccuparsi delle persone per a cui sono assegnati, possono facilitarne la comunicazione o permetterne la stessa creando collegamenti con il personale sanitario o la famiglia. Pertanto possiamo definirli veri e propri “oggetti di compagnia”, arrivando anche a facilitarne l’espletamento di bisogni sessuali in caso di persone con ridotta mobilità.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Quando dovremmo utilizzare i robot per la cura?

Abstract: Un approccio legato alla natura delle attività

Quando dovremmo usare i robot della cura? In questo articolo difendiamo il passaggio da un approccio normativo semplice ad uno più complesso per quanto riguarda l’etica dei robot per la cura: pensiamo che uno dei compiti più importanti dell’etica dei robot della cura sia di analizzare i diversi modi attraverso cui differenti robot possono influenzare i diversi valori in gioco in diverse pratiche di cura. Per prima cosa colmeremo le lacune della letteratura mostrando come l’analisi filosofica della natura delle attività assistenziali può contribuire all’elaborazione dell’etica dei robot della cura.

Faremo riferimento all’approccio che considera la natura delle attività (nature-of-activities approach) recentemente proposto nel dibattito sul potenziamento umano (human enhancement) e l’applicheremo all’etica dei robot della cura. L’approccio legato alla natura delle attività può aiutare a capire perché alcune attività assistenziali orientate alla pratica dovrebbero essere probabilmente lasciate agli esseri umani,
mentre altre attività assistenziali prevalentemente dirette ad un fine possono essere
svolte (a volte anche più moralmente) con l’assistenza di un robot.

In relazione a queste ultime attività, intendiamo mostrare che anche se tutte le attività assistenziali possono essere considerate orientate alla pratica, quando cerchiamo di rendere conto con precisione di un’attività che si presta a differenti e legittime descrizioni, la stessa o almeno alcune componenti di essa possono essere viste chiaramente come dirette ad un fine.

Per quanto questo permetta di valutare eticamente le funzioni specifiche di particolari robot destinati all’impiego in circostanze ben definite, riteniamo che l’approccio legato alla natura delle attività sia particolarmente utile anche dal punto di vista della progettazione, ovvero per sviluppare robot con un approccio sensibile ai valori (Value Sensitive Design approach).

Questo è l’abstract dell’articolo: “QUANDO DOVREMMO UTILIZZARE I ROBOT?” pubblicato su NEU, la rivista dell’ANIN (Associazione Nazionale Infermieri Neuroscienze) per continuare a leggere l’articolo ed altri sul tema clicca qui.

Autore: Giancarlo Mercurio (ANIN)

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Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, Master in Etica e Bioetica applicata, lavoro in ambito oncologico, Delegato Regione Piemonte dell’Associazione Nazionale Infermieri Neuroscienze "ANIN", Docente presso Università degli Studi di Torino.

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