Dormire meno di 7 ore potrebbe accorciare la vita

Dario Tobruk 17/01/26
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Un buon sonno non è soltanto un proposito dell’anno per sentirsi più energici e riposati, ma potrebbe rappresentare un fattore direttamente correlato all’aspettativa di vita.

I ricercatori di uno studio americano confermano che la carenza di sonno, e in questo caso dormire meno di 7 ore, è associata a una minore aspettativa di vita, con un impatto persino superiore a quello di una cattiva dieta, della mancanza di esercizio fisico e della solitudine.

I risultati portano a una conclusione ovvia per molti, ma non sempre incoraggiata o sostenuta dalla società: dormire dalle sette alle nove ore per notte potrebbe quindi essere una delle azioni più semplici ed efficaci per garantire una buona salute e longevità.

Solo il fumo è peggio del cattivo riposo

I ricercatori hanno attinto a un ampio database del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), relativo al periodo compreso tra il 2019 e il 2025, per esaminare e confrontare i dati sull’aspettativa di vita e i fattori che favoriscono una longevità in salute.

Tra le numerose variabili analizzate, è emerso che la longevità è associata alla qualità del sonno in misura persino maggiore rispetto all’esercizio fisico e alla dieta.

Secondo lo studio, tra gli altri fattori, il fumo di sigaretta presenta una correlazione più marcata: pertanto, tra gli stili di vita errati, soltanto l’abitudine al fumo risulti più dannosa del non dormire a sufficienza.

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L’importanza di non dormire meno di 7 ore

Studi precedenti, pubblicati anche sul nostro portale, hanno collegato una scarsa qualità del sonno a un aumento del rischio di malattie croniche.

Tuttavia, a differenza di altre ricerche che si limitavano a confermare come anche un’ora in più di sonno è correlato a un umore migliore, correlano che una buona qualità del riposo notturno può aumentare la vita di diversi anni, con maggiore salute.

Una definizione di “buon sonno” prevede almeno sette ore di riposo, in linea con le raccomandazioni e le linee guida delle società scientifiche; tuttavia, lo studio in questione non ha esaminato le ragioni biologiche alla base di tale correlazione.

È opportuno ricordare come il sonno svolga un ruolo fondamentale per la salute del cuore, del sistema immunitario e per le funzioni cerebrali.

Pertanto, un’eventuale insonnia andrebbe sempre trattata. Per chi opera come turnista, tra cui infermieri e personale sanitario, il raggiungimento di questo obiettivo risulta sensibilmente più complesso.

Sebbene esistano accorgimenti per migliorare il riposo dopo un turno di notte, riteniamo necessario che anche le direzioni sanitarie prendano coscienza dell’impatto della turnistica sulla salute dei propri collaboratori e adottino, per quanto possibile, ogni azione utile a ridurne gli effetti.

Fonte dell’articolo:

Autore: Dario Tobruk  (seguimi anche su Linkedin – Facebook InstagramThreads)

Dario Tobruk

Dario Tobruk è un infermiere Wound Care Specialist, autore e medical writer italiano. Ha inoltre conseguito una specializzazione nella divulgazione scientifica attraverso un master in Giornalismo e Comunicazione della Scienza, focalizzandosi sul campo medico-assistenziale e sull…Continua a leggere

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