Abuso aziendale della pronta disponibilità: infermieri vincono ricorso, ma… Senza risarcimento

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Abusi della pronta disponibilità (VEDI): diciannove infermieri, assistiti da Confsal (Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori), hanno vinto una causa contro la Asst di Cremona.

Sistematica violazione

I professionisti, che in un ricorso d’urgenza datato luglio 2020 lamentavano “la sistematica violazione da parte dell’Asst dell’articolo 28 del contratto collettivo nazionale del Comparto sanità”, avevano messo sotto accusa un protocollo organizzativo “che assegna, al personale infermieristico in turno di lavoro ordinario del pronto soccorso, i trasporti programmati per esami o consulenze, anche per conto di altri reparti dell’ospedale”.

Carichi di lavoro aumentati

Un ingiustificato e più o meno scaltro stratagemma per avere la botte piena e la moglie ubriaca (due lavoratori al prezzo di uno), quindi, approfittando degli infermieri e appesantendo ulteriormente i loro già non indifferenti carichi di lavoro.

Come spiegato da Stefano Lazzarini (Fials-Confsal), l’azienda ora dovrà adeguarsi al contratto nazionale della sanità pubblica e non potrà più inserire nei turni di pronta disponibilità il personale infermieristico del Pronto soccorso di Oglio Po nei giorni feriali orario diurno”.

Disagio e sfruttamento

Già, perché la “reperibilità”, come ancora viene erroneamente chiamata, non ha ragione di esistere nei giorni feriali dalle ore 7 alle 19: ciò non è contemplato nel CCNL. E quando ciò si verifica, trattasi di sfruttamento: “Il Giudice del Tribunale di Cremona – commenta il sindacato – ha compreso il disagio e lo sfruttamento ai quali sono sottoposti gli infermieri del Pronto soccorso di Oglio Po.

È per i lavoratori che hanno ricorso e per Fials-Confsal un successo che smentisce tutti quanti, in tanti anni e nel passato non hanno vigilato per difendere gli interessi dei lavoratori ed hanno permesso all’Azienda sanitaria di fare il bello ed il cattivo tempo!

Si pensi solo ad una mamma che non poteva portare i figli a scuola oppure all’asilo perché vincolata da una pronta disponibilità (altro non è che la reperibilità) e così tantissimi altri casi di un vincolo che ha condizionato per anni questi lavoratori così come tanti altri di altri reparti di Oglio Po e sede di Cremona”.

Tutto illegittimo, ma… Niente risarcimento

Quindi la condanna, che ha evidenziato “l’illegittimità della pianificazione del servizio di pronta disponibilità degli infermieri del Pronto soccorso del presidio ospedaliero Oglio Po di Casalmaggiore adottata dalla Asst di Cremona fino ad oggi, perché in contrasto con l’articolo 28 del contratto collettivo”.

I professionisti sfruttati, però, non riceveranno alcun risarcimento: le domande in tal senso sono state rigettate e solo metà delle spese processuali sono state compensate. Il motivo?

Mancano “allegazioni specifiche e prove” sul danno ricevuto per quanto riguarda l’impossibilità di organizzare al meglio il proprio tempo libero e la propria vita familiare. Altresì sono assenti riferimenti a “circostanze specifiche e concrete” atte a “a provare l’esistenza di un danno giuridicamente rilevante e risarcibile”.

Per leggere il documento completo della sentenza: CLICCA QUI.

Pronta disponibilità e pubblico impiego: abusi aziendali a cifre irrisorie

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