Allevi a Sanremo: “Mi è stata donata la gratitudine per medici e infermieri”

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Giovanni Allevi, noto compositore che dal 2022 lotta contro un mieloma multiplo, ieri sera ha commosso il Teatro Ariston e l’Italia intera, con un lungo monologo che ha allietato la seconda serata del Festival di Sanremo e che è stato il prologo del suo brano “Tomorrow”.


«All’improvviso mi è crollato tutto. Non sono più davanti a un pubblico da quasi due anni. Nel mio ultimo concerto il dolore alla schiena era talmente forte che sull’applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello» ha confidato l’artista alla platea.


«Non sapevo ancora di essere malato. Poi è arrivata la diagnosi. Ho guardato il soffitto per un anno intero. Ho perso molto, i miei capelli, ma non la speranza e la voglia di immaginare» ha spiegato.

Che ha poi tratto degli insegnamenti, dal suo sfortunato percorso. Anzi, dei veri e propri regali: «È come se il dolore mi avesse dato degli inaspettati doni», ha sottolineato.


Per poi investire gli spettatori con uno tsunami di gioia: «Oggi, dopo la malattia, non sapete cosa darei per suonare anche davanti a solo 15 persone. I numeri non contano. Sembra paradossale detto da qui. Perché ognuno di voi è unico, irripetibile e a suo modo infinito».


Allevi non dimentica il personale sanitario che, di fatto, lo ha accompagnato sul palco dell’Ariston: «Mi è stata donata la gratitudine per i medici, gli infermieri e tutto il personale medico. La riconoscenza per la ricerca scientifica, senza la quale non sarei qui a parlarvi.

La riconoscenza per l’affetto e l’esempio che ricevo dagli altri pazienti. I guerrieri, così li chiamo. E lo sono anche i loro familiari. E lo sono anche i genitori dei piccoli guerrieri»… «Come promesso, vi ho portati tutti qui sul palco».


Ha barcollato, Giovanni. Ma non ha mai mollato: «Ancora un dono. Quando tutto crolla, resta in piedi solo l’essenziale, e il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più».

Infine, dopo averlo fatto con le parole… Giovanni ha tradotto le sue emozioni in musica. Come sempre.

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Alessio Biondino

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