Anche l’Europa allerta: la carenza di infermieri in Italia è grave!

carenza di infermieri in Italia
carenza di infermieri in Italia

L’Eurostat, ufficio e punto di riferimento europeo per i rilevamenti statistici, evidenzia la situazione di carenza grave di infermieri in Italia, secondo un rapporto numero di infermieri per 100.000 abitanti.

Solo 557 per 100.000 nel 2016. Al di sotto della media europea: la situazione ad oggi, non può essere migliorata, visto il fisiologico pensionamento delle unità più anziane e senza adeguate politiche di sostituzione del personale.

Anche l’Europa allerta: la carenza di infermieri in Italia è grave!

Tra i paesi più ricchi in Europa, l’Italia si trova dietro alla Germania, UK, Lussemburgo, Francia, Danimarca e molti altri paesi meno industrializzati e ricchi di noi come l’Estonia e la Slovacchia.

Peggio dell’Italia, oltre alla Spagna, abbiamo: Polonia, Cipro, Ungheria, Bulgaria, Slovenia, Grecia, Croazia e Romania. Paesi che comunque non hanno la nostra stessa popolazione anziana e che ricordiamo essere tra le più longeve al mondo.

La Commissione UE tira le orecchie alla politica italiana

Purtroppo la situazione sembra solo peggiorare. È la stessa Commissione UE a ricordare come solo nel 2010, 13.400 infermieri sono andati in pensione ma solo 8.500 nuovi infermieri sono entrati in servizio.

La direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea, in base ai dati ricevuti dall’Eurostat, allerta i suoi paesi membri di preoccuparsi e di attivarsi ben prima che il problema dell’assistenza della popolazione anziana diventi realtà.

Le politiche europee spingono i paesi membri ad implementare un piano di leadership e formazione infermieristico più vicino alla comunità e all’attribuzione di responsabilità per la gestione della salute del cittadino.

Futuri sviluppi demografici

29% in più, in tutta Europa, è l’aumento di persone anziane (ovvero con più di 65 anni e con problemi clinico-assistenziali) da qui ai prossimi anni. Persone, i cui bisogni sanitari e assistenziali, graveranno su un sistema sanitario incapace di rispondere adeguatamente a questi bisogni per carenza di personale.

La Commissione europea e lo stesso Eurostat si pronunciano così:

I sistemi sanitari europei dovranno quindi anticipare le future esigenze in termini di competenze degli operatori sanitari, in particolare infermieri, in modo che questi possano essere pronti alle esigenze di una società sempre più anziana”.

Quali le conseguenze di mancate politiche di formazione e integrazione di personale infermieristico?

Un articolo pubblicato sul British Medical Journal, una delle maggiori testate scientifiche internazionali, chiarisce bene queste conseguenze:

La mancanza di risorse legata ai costi sanitari globali, combinata con la compressione della complessità e la mancanza di piena comprensione degli amministratori ospedalieri della complessità dell’infermieristica può portare a livelli elevati di cure mancate… con importanti implicazioni in termini di risultati negativi per il paziente, suoi ridotti livelli di sicurezza e qualità dell’assistenza. E può avere implicazioni finanziarie in termini di maggiori costi sanitari per i lunghi periodi di permanenza e le ripetute riammissioni per gestire le complicazioni, che invece avrebbero potuto essere evitato se gli infermieri avessero fornito tutte le loro cure. Inoltre, tutto questo genera altri costi in termini di alti tassi di turnover del personale infermieristico e costi sociali più elevati legati alla mortalità e alla sofferenza. Ridurre le risorse crea l’illusione di falsi risparmi finanziari ed è questa la ragione per cui gli amministratori ospedalieri a volte sono tentati di sostituire gli infermieri con altro personale meno qualificato e meno istruito”.

La battaglia di Nursing Now

Ne avevamo già parlato, il Consiglio Internazionale degli Infermieri o ICN, con la campagna Nursing Now ha preso in carico gli obiettivi necessari per risolvere questa grave situazione:

Nursing Now, terminerà nel 2020. In questo periodo sarà fondamentale che tutti gli infermieri si muovano entro i nuovi confini della nascente consapevolezza, al fine di vincere una sfida che non riguarda la sola categoria, ma dal cui esito dipendono anche gli sviluppi dell’assistenza sanitaria al paziente, che deve rappresentare in tal senso la vera e propria mission della professione infermieristica.

Una battaglia che gli infermieri condividono con la figura dell’ostetrica, ruolo affine e spesso sovrapposto il cui fondamentale apporto si inserisce, a livello mondiale, proprio nelle intercapedini più importanti della società. Fondamentale è avere più infermieri e ostetriche nel mondo, considerando che nel 50% degli Stati ve ne sono meno di 3 su 1000 abitanti

La consapevolezza degli infermieri, parte della loro storia:

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



La campagna Nursing Now prevede entro la fine del 2020 di raggiungere cinque obiettivi:

  1. Maggiori investimenti per migliorare l’istruzione, lo sviluppo professionale, gli standard, la regolamentazione e le condizioni di lavoro per gli infermieri.
  1. Maggiore e migliore diffusione di pratiche efficaci e innovative nell’infermieristica.
  1. Maggiore influenza per infermieri e ostetriche sulla politica sanitaria globale e nazionale, come parte di un più ampio sforzo per garantire che la forza lavoro della salute sia maggiormente coinvolta nel processo decisionale.
  1. Più infermieri in posizioni di comando e maggiori opportunità di sviluppo a tutti i livelli.
  1. Fornire ai responsabili politici e decisionali riferimenti per comprendere dove l’infermieristica può avere il maggiore impatto, cosa impedisce agli infermieri di raggiungere il loro pieno potenziale e come affrontare questi ostacoli.

La parola alla FNOPI

La presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri, Barbara Mangiacavalli esprime il suo pensiero:

“Questi per noi sono obiettivi per consentire agli infermieri di dare un contributo ancora maggiore al miglioramento della salute. Nel XXI secolo vedremo più comunità e servizi a domicilio, una migliore tecnologia e la cura centrata sulla persona: gli infermieri saranno in prima linea in questi cambiamenti e per questo devono imparare a essere leader perché tutte queste qualità le hanno già sviluppate e fanno parte della loro vocazione e della loro professionalità”.

Autore: Dario Tobruk (Facebook, Twitter)

Fonte:

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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