Ancora un oltraggio: infermiera malmenata e costretta a lasciare il servizio

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Stavolta è accaduto a Sarzana (La Spezia), all’ospedale San Bartolomeo: un familiare di un degente ha aggredito fisicamente un’infermiera del turno di notte, che è stata costretta a lasciare il servizio per farsi medicare in pronto soccorso.

Opi La Spezia: “Sconcertante episodio”

Dura la reazione di Francesco Falli, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di La Spezia che ha chiesto tutele, garanzie e protezione per quelli che erano gli ‘eroi’ della Covid, ma che ora sembrano tornati a rappresentare i soliti pungiball, costantemente a disposizione dei cittadini più violenti.

“Nuovo, sconcertante episodio di aggressione da parte di un familiare di un ricoverato, nei confronti di una nostra collega che ha dovuto lasciare il servizio, dopo l’episodio accaduto in una degenza sarzanese, ed in piena notte, per finire quindi in pronto soccorso come utente” ha raccontato Falli alla Gazzetta della Spezia.

“Urge posto fisso di Polizia”

Che ha poi continuato: “Come la pensiamo, come Ordine delle profesioni infermieristiche della Spezia, nei confronti di chi aggredisce è noto. Così come è noto che, fermo restando un ‘imbarbarimento’ dei rapporti sociali, un posto fisso di polizia nelle strutture ospedaliere principali favorirebbe un aspetto di dissuasione o, quantomeno, di intervento immediato. 

Purtroppo, esattamente come è accaduto con la sanità, anche nei confronti degli indispensabili servizi resi dalle forze dell’ordine si è stabilito, nel tempo, il contenimento dei costi, con risultati visibili a chiunque.”

“Aziende, portate in tribunale i violenti!”

“Crediamo che sia anche l’ora, da parte delle aziende sanitarie e dei datori di lavoro, di costituirsi in giudizio nei confronti di chi si comporta in questi termini; considerando che da questi personaggi e da queste azioni violente essi subiscono un impatto negativo sulla loro organizzazione, compresi costi vivi e documentabili con facilità, legati alla necessità di sostituire gli infortunati che, in alcuni casi, sono stati lontani dal servizio settimane intere (come avvenne per una oss in servizio al pronto soccorso sarzanese, che alcuni anni fa ricavò fratture da colpi ricevuti da un aggressore).”

“Massima solidarietà alla collega”

“In ogni caso, come OPI spezzino offriamo alla collega coinvolta la tutela legale e valuteremo con il nostro avvocato se esiste la possibilità di costituirci parte civile. E naturalmente massima solidarietà per lo spavento, la paura, l’oltraggio ingiusto ricevuto dalla infermiera durante il suo turno di servizio notturno” ha concluso il presidente.

Autore: Alessio Biondino

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