Assunzioni, nel 2027 gli infermieri saranno il 21% in più?

È tutto riportato nelle schede tecniche (VEDI) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano (PNRR), il documento con cui il Governo spiega come intende spendere i finanziamenti (7 miliardi) che arriveranno dall’Unione Europea tramite il Recovery Fund.

Nel 2027 ci saranno ben 70.060 infermieri in più…?

Nel 2027, anno in cui i soldi europei finiranno, dai 332.292 infermieri di oggi dovremmo essere arrivati a quota  402.352. Ben il 21% in più. Siamo quindi di fronte a una lunga stagione di concorsi e di assunzioni senza precedenti? Vedremo.

Di sicuro, tra le tante verità che la pandemia globale ci ha sbattuto in faccia, c’è il fatto che così non potevamo proprio andare avanti: secondo i dati FNOPI del 2019, in Italia mancherebbero qualcosa come 60.000 infermieri e probabilmente anche di più. Per fare un esempio, Francia e Germania hanno il doppio dei nostri professionisti e ciò significa che hanno potuto combattere il Coronavirus con il doppio delle truppe.

Mentre noi arrancavamo e arranchiamo tuttora, provando a tirare a destra e a sinistra una coperta che risulta essere sempre troppo corta. Ne sono l’emblema  gli infermieri in fuga dalle RSA private all’azienda pubblica, che hanno dato il via libera a derive inquietanti come la delibera della Regione Veneto (VEDI).

Comunque… Per trovare tutti questi infermieri (70.060) da qui al 2027, bisognerà necessariamente trovare il modo di convincere i nostri giovani a scegliere la strada dell’infermieristica, cosa che ad oggi sembra davvero molto complicata.

Una professione ‘laureata’ pagata da ‘diplomata’

Come dichiarato in questi giorni dal segretario del sindacato Nursind, infatti, la nostra è una “professione ‘laureata’ pagata da ‘diplomata” (VEDI). Mettiamoci in mezzo altre questioni come i turni massacranti dovuti alla terribile carenza di personale, a un CCNL da aggiornare (o reinventare?),  al vincolo di esclusività che non permette ai dipendenti pubblici di svolgere altre attività lavorative ed il gioco è fatto: chi glielo fa fare, oggi, a un giovane diplomato, di iscriversi al Corso di Laurea in Infermieristica, quando può ambire a posizioni che gli permettono di avere una vita più tranquilla e di guadagnare meglio?

Si abbia il coraggio di assumere

Si abbia il coraggio di assumere personale, lo si faccia prima possibile e con un piano che non prevede distinzioni, in tutto il territorio nazionale ha dichiarato dieci giorni fa il segretario nazionale del sindacato Nursing Up (VEDI), commentando il suddetto PNRR.

E speriamo che, visto ciò che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo durante questa infinita pandemia, tale coraggio arrivi presto e una volta per tutte. Almeno se vogliamo davvero raggiungere gli obiettivi dichiarati nel Piano Nazionale. Di sicuro, vi è una necessità impellente di valorizzare la professione infermieristica. Magari anche adeguandosi,  o almeno approssimandosi, al numero di infermieri degli altri paesi europei.

Autore: Alessio Biondino

Carenza di infermieri? Certo, è una professione ‘laureata’ pagata da ‘diplomata’

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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