Passo “indietro di vent’anni” per gli infermieri toscani

mobilitazione degli infermieri toscani contro la regione

Continua l’andirivieni di nostalgiche iniziative tese a sminuire il lavoro e la funzione degli infermieri. Da ultimo, l’episodio dei professionisti sanitari della regione Toscana, costretti a muoversi alle dipendenze dei medici e il ritorno in auge di una sorta di mansionario rappresentano solo gli ultimi passi di un più generale capitolo di avvilente regressione che potrebbe portare alla mobilitazione della categoria.

Solo ieri è stata celebrata la nuova legge Gelli, il cui passaggio finale ha ampiamente coinvolto la figura dell’infermiere, al centro come mai nella sua storia di un fervente rinnovamento, evidenziato dalla più generica dazione di responsabilità della quale questi ultimi sono investiti.

Passo “indietro di vent’anni” per gli infermieri toscani

Il paradosso della vicenda toscana dove, in seguito all’accordo tra la regione e le strutture sanitarie, è stato stabilito come le funzione di coordinamento e gestione degli stessi siano di competenza dei medici di medicina generale ha scosso gli animi di molti; la palese richiesta di muovere le fila del lavoro infermieristico entro i margini stringati di una sorta di mansionario è stato l’ultimo tassello capace, di per se stesso, di far gridare allo scandalo, la cui prevedibile soluzione paventata è stata concretizzata nella volontà di dar vita ad una vera e propria mobilitazione regionale.

Siamo pronti alla mobilitazione contro l’accordo firmato dalla Regione Toscana che attribuisce ai medici di medicina generale funzioni di gestione e coordinamento del personale infermieristico e socio-sanitario negli ambulatori integrati territoriali, istituendo anche un preciso decalogo delle mansioni degli infermieri”queste le parole di Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale Nursind Toscana.

Il tono allarmato e l’evidente carica emotiva delle frasi sopra citate, segnano con evidente semplicità i margini entro i quali dover segnare il confine della “lotta” per la difesa delle competenze acquisite dall’intera categoria infermieristica, prosegue lo stesso Giannoni:

Stiamo tornando indietro di vent’anni (…) Non possiamo accettare un accordo che inquadra il personale infermieristico alla stregua di dipendenti dei medici e li dota di un mansionario. E’ inconcepibile che la politica sanitaria regionale indichi un percorso di assistenza al cittadino incentrato sulla gestione medico-centrica, in termini di budget, ripartizione delle risorse, formazione e premialità, mortificando e appiattendo tutto il mondo professionale infermieristico”.

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Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

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Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Non è sfuggito a coloro i quali vivono il Ssn come ci si stia muovendo entro una cornice sterile, nella quale la tendenza a implementare competenze e responsabilità infermieristiche, viene mortificata da incoerenti misure volte a relegarne il senso di crescita e la nuova funzione. Per questo motivo la lotta degli infermieri contro la regione Toscana è una battaglia che deve coinvolgere tutto il resto della categoria. Lasciare che il messaggio sotteso in queste iniziative permei il tessuto sociale, finendo col rappresentare la normalità lavorativa, è un rischio e un errore che la nuova generazione di infermieri non può permettersi. 

Martino Vitaliano Di Caudo

 

 

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esperto di diritto sanitario, copywriter, scrittore. amo curiosare fra gli aspetti sempre nuovi di ciò che ancora ho da scoprire, perdermi e ricominciare.

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