Cannabis terapeutica, che cosa dice la legge italiana?

L’uso della cannabis terapeutica è consentito in Italia, previa prescrizione medica, per la cura di specifiche patologie e secondo diverse modalità di assunzione. Divulghiamo qui, in breve, i dettagli che è necessario conoscere onde evitare… Problemi.

Cannabis terapeutica e spinelli sono la stessa cosa?

Non proprio. Scientificamente parlando, infatti, la cannabis destinata all’uso terapeutico si distingue da quella illegale (destinata allo sballo e allo stordimento) per la diversa composizione di due sostanze fondamentali:

  • il Thc (delta-9-tetraidrocannabinolo), una sostanza psicotropa con proprietà antidolorifiche, euforizzanti, antinausea, antiemetiche, anticinetosiche, stimolanti l’appetito, che abbassano la pressione endooculare e capaci di modulare l’aggressività.
  • il Cbd (cannabidiolo), un metabolita non psicoattivo che produce effetti sedativi, rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti e antinfiammatori, favorenti il sonno e distensivi contro ansia e panico.

Praticamente, il primo è responsabile dell’effetto farmacologico mentre il secondo tampona gli effetti del primo. Nella cannabis prodotta per l’uso farmaceutico (in Italia si trova quella proveniente dall’Olanda, coltivata in serre chiuse e senza utilizzo di agenti chimici) vi è una concentrazione di Cbd pari al 5.6% e dell’8.6% per quanto riguarda il Thc.

Valori, questi, che risultano essere equilibrati e controllati, ben lontani da quelli delle dalle ‘canne’ (le sostanze contenute all’interno delle infiorescenze della cannabis variano da pianta a pianta).

Va anche considerato il fatto che Thc e Cbd sono fondamentali, certo, ma non sono le uniche sostanze presenti nella cannabis: all’interno delle infiorescenze sono infatti presenti centinaia di molecole appartenenti alla famiglia dei terpeni e dei flavonoidi, molto importanti per ottenere l’effetto farmacologico perché aiutano il legame di Thc e Cbd ai recettori.

È per tutto questo che il dosaggio controllato dei componenti chimici della sostanza è fondamentale per ottenere l’effetto terapeutico desiderato.

Come reperire il farmaco?

È possibile acquistare le varie formulazioni col suddetto principio attivo in tutte le farmacie ad un prezzo medio compreso tra 15 e 17 euro al grammo, ma solo ed esclusivamente previa prescrizione medica (anche del medico di base).

Ovviamente, la prescrizione può avvenire solo per determinate patologie, che elenchiamo qui di seguito:

  • spasticità secondaria da sclerosi multipla dovuta a Sla o Parkinson;
  • danno spinale;
  • spasticità da para-tetraplegia;
  • dolore nel paziente oncologico (terapia del dolore);
  • dolore cronico di origine neurologica;
  • sindrome di Gilles de la Tourette;
  • dolore post-operatorio;
  • nausea e vomito da chemioterapia;
  • anoressia da Aids;
  • malattia di Alzheimer;
  • glaucoma;
  • cefalea, emicrania;
  • fibromialgia;
  • lombalgia;
  • epilessia;
  • terapia citotossica antitumorale;
  • malattie infiammatorie intestinali croniche (morbo di Chron, colite ulcerosa, colon irritabile, enteropatia da glutine);
  • psoriasi;
  • lupus eritematoso;
  • incontinenza urinaria, disturbi vescicali;
  • disturbi del sonno, apnee notturne;
  • paura/ansia;
  • disturbo post-traumatico da stress;
  • depressione.

Solo in alcuni casi la prescrizione del farmaco non prevede alcun esborso di denaro da parte dei pazienti e riguarda la cura di patologie e sofferenze particolarmente importanti come nel caso della Sla, del dolore oncologico, dell’Hiv, della chemioterapia, del glaucoma, di vomito o inappetenza causate dalla chemio e dalla sindrome di Tourette.

Quali sono i preparati a base di cannabis disponibili?

Ovviamente, recarsi presso le farmacie alla ricerca di spinelli pronti ad essere fumati è una mera utopia. Le formulazioni presenti sul mercato, infatti, sono un tantino diverse: trattasi di cartine per vaporizzazione, infusi per tisane, tinture alcoliche, olio di cannabis, capsule da ingestione, supposte, creme e gel transdermici.

Da sottolineare è che, secondo l’ordinamento italiano, qualsiasi diverso utilizzo della cannabis rimane rigorosamente vietato. E ciò significa che chi è colpito da una delle patologie per cui è previsto l’uso della cannabis non può ammazzarsi di spinelli in alternativa al farmaco.

Autore: Alessio Biondino

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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