Carenza infermieri: a Como dimissioni aumentate del 250%

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A Como, nel 2022, le cessazioni dei lavoratori dal sistema sanitario pubblico sono state ben 442, contro le 145 del 2011. Il 200% in più. A dirlo è l’osservatorio Uil Lombardia, sulla base dei dati della Ragioneria generale dello Stato, che non ha preso in considerazione i trasferimenti presso altri enti e i pensionamenti!


Quindi, i dimissionari sono quasi tutti professionisti che, stanchi dei nostri stipendi e delle condizioni di lavoro al limite della follia dei nostri ospedali pubblici, scappano in Svizzera o verso il privato. E i numeri, ovviamente, sono ancora più preoccupanti per quanto riguarda gli infermieri: sono state 165 le cessazioni  nel 2022, contro le 48 del 2011! Il 250% in più!


E il bello è che… Questi dati terribili, sono comunque inferiori alla media regionale, che vede le dimissioni cresciute all’incirca del triplo rispetto a quanto avvenuto nel resto del paese. Come spiegato da Massimo Coppia, segretario della Funzione pubblica della Uil del Lario (VEDI La Provincia di Como): «Sono tutte persone che si spostano in Svizzera o che vengono assunte dai centri privati.


I carichi di lavoro sono troppo alti, le paghe sono rimaste ferme per troppi anni. Le dimissioni sono molto più alte tra le donne, le lavoratrici faticano a conciliare i tempi di vita con la famiglia. Le aziende ospedaliere pur con tutti gli sforzi faticano ad assumere nuovi professionisti, per le giovani coppie abitare a Como è diventato troppo costoso, il caro casa incide molto».


Coppia non ha dubbi: «C’è bisogno di strumenti per attrarre e trattenere il personale, la situazione è ancor più delicata per il personale infermieristico, laddove la Regione sta cercando di stringere accordi con dei Paesi sudamericani per importare risorse umane. Ecco secondo noi c’è la necessità anche di proporre incentivi e misure di welfare».


Anche Salvatore Monteduro, segretario confederale della Uil Lombardia, sottolinea: «Gli infermieri stranieri non basteranno mai. Bisogna rinnovare i contratti, fidelizzare i sanitari, creare sbocchi di carriera». E la situazione potrebbe anche peggiorare: l’Ordine degli infermieri di Como non vede affatto svolte all’orizzonte; almeno per i prossimi anni. I nuovi laureati, infatti, scarseggiano. Le iscrizioni al Corsi di Laurea in Infermieristica pure. E comunque, non è detto che i pochi nuovi professionisti scelgano di rimanere in Italia e di lavorare nel pubblico…

Alessio Biondino

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