Carta dell’elettrocardiogramma: come funziona e a cosa serve?

Carta dell'elettrocardiogramma come funziona e a cosa serve
Carta dell'elettrocardiogramma come funziona e a cosa serve

La carta dell’elettrocardiogramma è il supporto cartaceo su cui viene registrato il tracciato elettrocardiografico. È un grave errore non conoscere a fondo questo strumento, che in quanto ad importanza, non è seconda nemmeno allo stesso ECG. Scopriamo in questo articolo tutto quello che c’è da sapere sulla carta dell’ECG e su come usarla al meglio.

Carta dell’elettrocardiogramma: com’è fatta?

La conoscenza del supporto cartaceo di registrazione del tracciato elettrocardiografico è la prima fondamentale competenza da apprendere per poter dare un senso ai segni elettro-grafici.

Per tracciare queste misurazioni su un mezzo fisico è necessario l’uso di un supporto di registrazione standard chiamato gergalmente carta ECG.

Figura XX. Il tracciato elettrocardiografico. Creato con Canva.com versione Pro.
Il tracciato elettrocardiografico. Creato con Canva.com versione Pro.

La carta millimetrata è formata da una matrice di quadrati millimetrici, raccolti a loro volta in matrici più grandi di 5×5, che da ora chiameremo “quadrati”. Sulla linea orizzontale di un qualsiasi tracciato si misura la dimensione del tempo: un evento A e un evento B distanziati su questo piano sono eventi che si sono verificati in tempi diversi. La velocità di questi eventi è espressa in millimetri al secondo (mm/s) di registrazione.

Sulla linea verticale del tracciato invece, si misura l’ampiezza, ovvero l’intensità del segnale, espressa in milliVolt. Lo standard più utilizzato nella pratica clinica è di 25 mm/s per la velocità di registrazione e 1mV per l’ampiezza.

Questi valori possono essere modificati per fare delle valutazioni approfondite, ma non sono comuni nella quotidianità.

Carta dell’ECG: a cosa serve?

Basandoci su queste prime informazioni possiamo dedurre che, a intensità e velocità standard, un quadrato (quindi 5×5 mm) rappresenta 0,2 secondi di eventi cardio-elettrici sulla linea orizzontale e 0,5 mVolt su quella verticale.

Inoltre, è facile concludere che 5 quadrati (25 mm) corrispondono ad un secondo, e quindici quadrati (slot) a tre secondi. Questo tipo di carta si definisce “termica” perché l’inciso del pennello dell’oscilloscopio, su carta che scorre su un rullo, traccia un segno grafico attraverso il calore.

Quando la derivazione registra un vettore che gli viene incontro il pennino va verso l’alto e traccia un’onda positiva (freccia rossa nell’immagine), mentre quando la stessa derivazione registra un vettore che si allontana allora il pennino va verso il basso tracciandone una negativa (freccia blu nell’immagine).

Carta per elettrocardiografo: come si legge?

Infine, la linea isoelettrica, rappresenta il punto sul tracciato in cui l’evento è neutro, ovvero inerte. Quando il tessuto cardiaco non si depolarizza sulla carta verrà impresso una linea che corrisponde allo zero elettrico.

Elettrocardiogramma piatto al tracciato
Elettrocardiogramma piatto al tracciato

Esempio estremo è proprio l’arresto cardiaco, in cui il tracciato è una linea ferma che scorre in orizzontale senza o con poche deflessioni, appunto perché non contraendosi il cuore non esprime vettori elettrici in nessuna derivazione.

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Autore: Dario Tobruk 

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Dopo una lunga esperienza in area critica e un Master in Tecniche ecocardiografiche, attualmente lavora come infermiere sul territorio. Autore di "ECG Facile: dalle basi all'essenziale" e redattore tecnico-scientifico, ha conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Dal 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, founder e direttore di DimensioneInfermiere.it.

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